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MONDO ENERGIA | 147 ARTICOLI

Stretto di Malacca: maggiori volumi, maggiori rischi

Nel punto più stretto dello Stretto di Malacca, il cosiddetto Phillips Channel, i chilometri che separano Sumatra dalla costa occidentale della Malesia sono appena 2,8. L’importanza strategica di questo passaggio sulla rotta tra la costa cinese e l’Oceano Indiano è nota dall’antichità, tanto che già nel V secolo d.C. l’impero Srivijaya che aveva la propria base sull’isola di Sumatra pensò di blindarlo facendo costruire sull’altra sponda la città di Temasek, che in malese significa “Città del Mare”.

L’energia europea che passa da Turchia e Danimarca

I chokepoint sono snodi fondamentali per il sistema di approvvigionamento energetico a livello globale e crocevia del sistema della sicurezza energetica mondiale. Anche per l’Europa i colli di bottiglia lungo le rotte per il trasporto di petrolio sono strategici: più della metà dell’energia consumata nel Vecchio continente muove da paesi extraeuropei e nell’ultimo decennio questa quota ha registrato un aumento generalizzato. 

Il ruolo del Canale di Panama nel sistema energetico globale

Il Canale di Panama è uno dei principali snodi del traffico marittimo globale.
Nel corso del 2016 sono transitati lungo il passaggio oltre 200 milioni di tonnellate di merci e materiali.

Circa la metà dei flussi si è mosso lungo tre grandi rotte: dalla costa orientale USA alle coste dell’Asia continentale; dalla costa orientale alla costa occidentale USA; dall’Europa alla costa occidentale USA. Il 67% degli scambi coinvolge, in entrata o in uscita, gli Stati Uniti.

Petrolio e frutteti: la storia di Chevron e il Cawelo Water District

Pistacchi, mandorle, agrumi…petrolio. Quella che sembrerebbe una ricetta di pessimo gusto è invece il possibile titolo di una storica alleanza che va in scena ogni giorno da quasi vent’anni in California, dove l’acqua associata all’estrazione petrolifera viene riciclata per irrigare le coltivazioni agricole limitrofe. Ma facciamo un passo indietro.

Nella contea di Kern, in California, fu scoperto nei primissimi anni del Novecento un mega giacimento di petrolio che prese il nome di Kern River e che contribuì al boom petrolifero a stelle e strisce.

La seconda vita dei grassi animali: l’esperienza di Assograssi

Molto prima che diventasse un tema all’ordine del giorno, sui giornali come in politica, l’industria dei sottoprodotti di origine animale ha costruito un modello efficiente di economica circolare. Le aziende del settore, infatti, reimpiegano gli scarti di lavorazione delle carni dando loro, letteralmente, una seconda vita.

Una delle frasi più citate per spiegare il concetto di economia circolare, “da scarto a risorsa” trova una completa attuazione nell’attività del comparto. Le sue aziende si occupano infatti del “rendering”, vale a dire la raccolta e la lavorazione dei sottoprodotti di origine animale.

Valorizzare la frazione organica dei rifiuti attraverso la micronizzazione

Da quando la raccolta differenziata dei rifiuti ha iniziato a coinvolgere in maniera più o meno diffusa anche i nuclei familiari o comunque i singoli cittadini, abbiamo tutti preso dimestichezza con termini quali frazione secca, frazione umida, indifferenziato o residuo, etc.

Ognuno di noi ha dunque imparato a riconoscere le principali tipologie di rifiuto dovendone fare una raccolta appunto, differenziata.

L’accordo Eni-CONOE: da olio esausto a biocarburante di alta qualità

“The fact that fat oils from vegetable sources can be used may seem insignificant today, but such oils may perhaps become in course of time of the same importance as some natural mineral oils and the tar products are now”, Rudolph Diesel.

L’utilizzo di oli vegetali come carburante nei motori diesel non è un’idea nuova. Rudolf Diesel iniziò lo sviluppo del motore che ne porta il nome, brevettato nel 1892, utilizzando olio di arachidi. Poco tempo dopo, durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, la Otto Company presentò un piccolo motore capace di funzionare sia con gasolio che con olio vegetale o animale.

Dal rifiuto al valore

Ogni giorno, in ogni famiglia italiana, non è difficile immaginare una scena ormai arcinota: chi butta…l’immondizia? E ogni giorno questo rito, più o meno condiviso, ci porta a confrontarci, sarebbe meglio dire a prendere consapevolezza, con la quantità di rifiuti che ognuno di noi produce.

I dati più recenti resi disponibili da ISPRA ci dicono che in media ciascuno di noi produce tra i 400 e 500 kg di rifiuti l’anno. Per un nucleo familiare di quattro persone, che vive in città, se non esistesse il sistema di raccolta rifiuti, significherebbe rinunciare a un vano della propria abitazione!

Petrolio e geopolitica. Uno sguardo strategico al Medio Oriente

Le guerre che sconvolgono l’Iraq e la Siria, l’anarchia tribale libica, gli sconvolgimenti politici succeduti alla cosiddetta “primavera araba” e il riaccendersi del conflitto settario tra musulmani sciiti e sunniti, che alimenta e rafforza le organizzazioni terroriste, stanno cambiando la faccia del Medio Oriente, arrivando persino a rimettere in discussione i confini tracciati dopo la fine dell’impero ottomano.

Economia circolare: produrre, consumare, riutilizzare

Negli ultimi 150 anni il sistema industriale predominante è rimasto invariato, basato sul modello lineare di produzione e consumo cosiddettotake-make-dispose”, in cui i beni sono prodotti a partire da materie prime estratte ex novo, sono venduti, utilizzati (spesso neppure sfruttandone appieno le potenzialità) e infine eliminati come rifiuti.

Negli anni più recenti, si è avviata una fase di transizione, caratterizzata da un ripensamento dei modelli di business e spinta anche dal bisogno di ridurre la dipendenza del business stesso, in termini di crescita e profitti, da risorse tradizionalmente economiche, la cui disponibilità è sempre stata ritenuta illimitata. La scoperta che, al contrario, molte di queste stiano diventando sempre più scarse (si pensi ad esempio alle terre rare), rendendo più concreti i rischi potenziali di business continuity, associata ad altri trend globali non più ignorabili, ha fatto sì che il modello tradizionale fosse messo in discussione.

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