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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Ristorazione sostenibile e circolare: l’esperienza di Camst

Camst è una azienda di ristorazione e di facility services nata a Bologna nel 1945 e oggi presente in tutta Italia e in alcuni Paesi europei (Danimarca, Germania, Spagna e Svizzera) attraverso Camst group. L’impegno nei confronti delle persone e la volontà di crescere in modo sostenibile hanno caratterizzato lo sviluppo della cooperativa nei suoi 75 anni di storia. È in questa ottica che l’azienda ha scelto di aderire all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, un piano di azione globale che definisce 17 obiettivi da raggiungere per affrontare le grandi sfide del pianeta Terra.

Perché Hera punta sull’economia circolare?

Cinque semplici azioni per fare la differenza: ricicla, riduci, riusa, recupera, rigenera. Così, per Hera, il modello di economia circolare può essere introdotto nelle attività quotidiane delle imprese e nei comportamenti di ogni cittadino. Per la multiutility la sostenibilità ambientale rappresenta da sempre una leva strategica, che produce valore condiviso e ricadute positive sui territori e le comunità servite. Da qualche tempo, inoltre, Hera mette a disposizione l’esperienza e le competenze maturate, a sostegno di altre aziende, offrendo soluzioni per una transizione verso un’economia circolare che aiuti a ridurre costi e sviluppare nuovi ricavi. Ne abbiamo parlato con Presidente Esecutivo, Tomaso Tommasi di Vignano.

Decarbonizzazione e petrolio: diciamoci la verità

Per aver contezza dei problemi da superare per conseguire gli obiettivi dell’Accordo di Parigi o del Green Deal europeo penso che il criterio cui attenersi debba essere quello di dire le cose come stanno. Anche se possono dispiacere. Le cose stanno che ‘transizione energetica’ e ‘decarbonizzazione’ non si sono ad oggi materializzati. Nei trascorsi venti anni, il passaggio al dopo-fossili non ha fatto un alcun passo in avanti: col loro peso nei consumi primari di energia aumentato dall’80% all’81% e nella generazione elettrica diminuito di appena 2 punti dal 65% al 63% (dati AIE). Idem per quanto riguarda la decarbonizzazione con l’intensità carbonica (CO2/tep) rimasta stabile nei consumi primari e addirittura aumentata nell’elettricità.

Diesel, elettrico e idrogeno: quale futuro per la mobilità europea?

L’impatto delle emissioni di particolato, ossidi di azoto e anidride carbonica su persone, ambiente e clima è oggetto di accesi dibattiti. Secondo il Forum Internazionale dei Trasporti (FIT - ITF), la circolazione delle persone aumenterà di circa il 50% a livello globale, tra il 2015 e il 2030. Entro il 2050 poi, saranno oltre sei miliardi a vivere nelle megalopoli, con conseguente aumento del traffico urbano, destinato a triplicarsi. Inoltre, il crescente fenomeno del commercio online alimenterà ulteriormente la congestione nei centri delle città.

Le persone come risorse per la transizione (secondo Uiltec-Uil)

Il 180° numero di RiEnergia è dedicato alle risorse energetiche e minerarie del nostro Paese. Abbiamo voluto inserire tra le risorse anche le persone, i lavoratori, e tutti coloro che ogni giorno ci permettono di sfruttare e valorizzare queste risorse. Un patrimonio umano e professionale di cui la transizione energetica che ci apprestiamo ad intraprendere deve tenere conto. Per questo motivo abbiamo organizzato tavola rotonda virtuale con i tre segretari dei principali sindacati che rappresentano questo patrimonio di risorse: Filctem-Cgil; Femca Cisl; Uiltec Uil. Di seguito il contributo di Paolo Pirani, segretario generale Uiltec-Uil.

Pandemia e transizione: meglio non cantare vittoria troppo presto

Ci si interroga di frequente su quel che sarà dell’energia dopo il virus; e sembra prevalere l’ipotesi per cui il virus favorirà, e anzi accelererà, la decarbonizzazione. Il tema viene di regola interpretato in due tonalità. La prima è che il virus dimostra l’insostenibilità del nostro “sistema economico di ingiustizia sociale e di disprezzo per la cura del creato” (la citazione è di Papa Francesco), e che perciò ci impone quasi normativamente un abbandono del nostro modo di addomesticare energia fossile. La tonalità alternativa declina invece più laicamente il modo in cui il lockdown ha cambiato comportamenti ed abitudini; e ne deriva che il dopo virus non sarà un ritorno alla normalità del passato, ma il graduale affermarsi e consolidarsi di una “nuova normalità” meno fossile e oggi ancora in divenire.

Riduzione delle emissioni nell’Oil&Gas: qualcosa (e qualcuno) si muove

Gli obiettivi climatici fissati con l’accordo di Parigi pongono un’enorme sfida al settore Oil&Gas, che si trova a fare i conti con una transizione energetica che avrà tra i vari effetti uno stravolgimento degli attuali modelli di business e delle rispettive strategie di investimento. La massimizzazione del valore, la riduzione al minimo dei rischi di transizione e l'allineamento con gli obiettivi climatici globali obbligheranno le aziende a massimizzare i margini e ridurre la produzione in termini assoluti.

La mobilità del Green Deal sarà immobile

Se non fosse per il COVID-19 saremmo tutti a parlare del Green Deal dell’Unione Europea. Non avendo più voce in capitolo sulle grandi questioni internazionali, l’UE ha trovato una nuova ragione per esistere: decidere come fra 30 anni dovrà essere il mondo. 30 anni fa il petrolio costava 24 doll/bbl ed era proibito costruire centrali elettriche funzionanti a metano perché si temeva che non ci fosse abbastanza gas naturale. L’UE voleva allora che il “70-75%” dell’elettricità fosse prodotta da nucleare e carbone! Non esisteva neanche la Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Questi riferimenti storici dovrebbero indurci ad essere modesti nel pretendere di definire il mondo di domani. Il mondo evolve non come lo decreta l’UE ma come lo creano la scienza e la tecnologia.

Coronavirus: mercati positivi al contagio

I numeri crescenti nel contagio del coronavirus hanno spinto le istituzioni a dichiarare nei fatti priorità alla salute pubblica e all’emergenza sanitaria. Contemporaneamente ci sono altri numeri e virus in corso di incubazione che, ragionevolmente, potrebbero creare una emergenza economica. Stimare gli effetti del Covid-19 sull’economia mondiale è sicuramente prematuro perché le variabili decisive sono la portata e l’estensione del contagio a livello internazionale.

Transizione energetica ed economia circolare: una sfida per la filiera estrattiva

La Transizione Energetica, tema di grande attualità che riscuote un fortissimo interesse presso gli stakeholder, è un processo complesso e di lungo periodo caratterizzato da cambiamenti strutturali nelle modalità di produzione e utilizzo di energia. Ha un impatto significativo, tra gli altri, sulla qualità della vita, sull’ambiente, sullo sviluppo economico e sull’organizzazione sociale.

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