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MONDO ENERGIA | 147 ARTICOLI

Bollette meno care e sostegno alla filiera italiana: la proposta della Lega Nord

Il contributo della Lega Nord è firmato da Matteo Salvini. Già consigliere comunale di Milano e deputato del parlamento Europeo, il 7 dicembre 2013 diventa segretario federale del partito, vincendo le primarie contro Umberto Bossi.

Decarbonizzazione e revisione della SEN: la proposta di Liberi e Uguali

Il contributo di Liberi e Uguali è firmato da Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e coordinatrice della campagna elettorale di LeU. Domenica 7 gennaio ha aperto a Roma a fianco di Pietro Grasso l'assemblea nazionale per la definizione del programma e sarà uno dei nomi forti del nuovo schieramento che riunisce Mdp, Si e Possibile.

Italia fossil free al 2050: la proposta del M5S

Il contributo del Movimento 5 Stelle è firmato da Davide Crippa, deputato del Movimento 5 Stelle in commissione Attività produttive alla Camera, che ha partecipato alla stesura della sezione Energia nella prima parte del programma di Governo dei 5 Stelle presentato da Beppe Grillo lo scorso aprile.

No a carbone e fonti fossili: la proposta del PD

Il contributo del Partito Democratico è firmato da Gianluca Benamati. Già professore a contratto nel Politecnico di Torino, Benamati è stato eletto parlamentare nel 2008 ed è attualmente capogruppo del Partito Democratico nella X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo nonché Responsabile del Dipartimento Energia nell’Esecutivo Nazionale del Partito Democratico.

Sacchetti biodegradabili, un po’ di chiarezza sulla disciplina

Il 1° gennaio scorso è scattato il divieto di commercializzazione e distribuzione gratuita di sacchetti di plastica in materiale ultraleggero. La novità deriva da una legge approvata nell’agosto 2017 che tuttavia, probabilmente per mancanza di un’adeguata campagna comunicativa, ha colto di sorpresa la maggior parte degli italiani, gettando le basi per polemiche sterili, dietrologie e interpretazioni della norma non sempre corrette. Il presente contributo intende fare un po’ di chiarezza sulla disciplina riepilogando la normativa sugli shopper biodegradabili e compostabili.

Una norma giusta, ma quanta confusione

In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dall’EPA, l’agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, si stima un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti di plastica. Una parte di questi finiscono in mare e sulle coste causando non pochi danni all’ambiente e alla biodiversità marina, sommandosi ai rifiuti spiaggiati di ogni forma, genere, dimensione e colore, frutto della cattiva gestione a monte e dell’abbandono consapevole, che continuano a invadere le spiagge del Mediterraneo e non solo:

Raccolta e riciclo della plastica: motore di crescita e innovazione per il Paese

La raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, oltre a permettere in Italia lo sviluppo di competenze tecnologiche tra le più avanzate in Europa, ha determinato una forte spinta all’innovazione, consentendo all’industria italiana di competere nel mercato globale con prodotti e materie prime seconde derivanti dalla trasformazione dei polimeri.

La plastica è un materiale versatile, che per le sue proprietà in termini di resistenza, trasparenza, leggerezza ed infrangibilità è tra i principali responsabili dell’accelerazione tecnologica del Novecento ed è alla base dello sviluppo di tutti i principali settori moderni, dall’elettronica al biomedicale, dalla robotica alla telecomunicazioni.

Bioshopper: la posizione di Coop

Un intento nobile e condiviso, ma una normativa non chiara e tale da creare confusione. E’ la posizione espressa da Coop in merito alle nuove disposizioni entrate in vigore lo scorso 1 gennaio sui sacchetti biodegradabili e compostabili da utilizzare nei reparti ortofrutta.

Materia solo apparentemente banale che ha generato non poche polemiche, soprattutto in virtù del costo scaricato per legge sul consumatore finale, e comunque materia di non poco conto se si considerano i numeri di utilizzo di questa tipologia di sacchetti.

La rinascita della filiera italiana della bioplastica

Intervista a Marco Versari (Presidente AssoBioPlastiche)

La nuova legge sui sacchetti biodegradabili e sulle buste della spesa in plastica ha scatenato una campagna mediatica improntata sulla disinformazione e sulla dietrologia. Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza?

Prima di tutto bisogna fare un passo indietro. Già dal 2012 l’Italia ha avuto una legge sulle buste della spesa riutilizzabili e biodegradabili che obbligava gli esercenti ad esplicitare il costo dei sacchetti e ad abbandonare le tradizionali buste in polietilene in favore di materiali biodegradabili.

Energia sicura e mobilità sostenibile: l’impegno dell’UE

L'Unione Europea è nel mondo la regione economica che più di nessun'altra ha fatto della protezione dell'ambiente una forte priorità. Non deve dunque sorprendere che la lotta all’inquinamento urbano faccia parte delle strategie dell'UE. In particolare stiamo assistendo a una focalizzazione sull'inquinamento dovuto al traffico urbano. Di là dalla problematica certamente molto rilevante del rumore, la principale fonte di preoccupazione ambientale è l'inquinamento atmosferico causato dall'utilizzo dell'energia fossile nei motori termici. È quindi sul piano dell’energia che occorre cercare in primis la soluzione.

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