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MONDO ENERGIA | 44 ARTICOLI

La rinascita della filiera italiana della bioplastica

Intervista a Marco Versari (Presidente AssoBioPlastiche)

La nuova legge sui sacchetti biodegradabili e sulle buste della spesa in plastica ha scatenato una campagna mediatica improntata sulla disinformazione e sulla dietrologia. Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza?

Prima di tutto bisogna fare un passo indietro. Già dal 2012 l’Italia ha avuto una legge sulle buste della spesa riutilizzabili e biodegradabili che obbligava gli esercenti ad esplicitare il costo dei sacchetti e ad abbandonare le tradizionali buste in polietilene in favore di materiali biodegradabili.

Prevedere l’inquinamento atmosferico per migliorare la qualità dell’aria

In Italia l'inquinamento atmosferico costituisce ancora un problema, con superamenti dei limiti di legge frequenti e conseguenti rischi per la salute della popolazione esposta. L'utilizzo di modelli previsionali sulla qualità dell'aria è quindi fondamentale per informare i cittadini, aiutare gli amministratori a definire piani adeguati e permettere alla comunità scientifica di approfondire le relazioni sanitarie a breve termine. Qual è la proposta di ENEA?

Il problema dell’inquinamento, soprattutto urbano, è fra i più sfidanti per i decisori politici anche perché investe il tema della salute, le policy di trasporto pubblico, la mobilità, la viabilità, le scelte comportamenti dei singoli, gli investimenti delle amministrazioni locali e molto altro ancora. 

Energia sicura e mobilità sostenibile: l’impegno dell’UE

L'Unione Europea è nel mondo la regione economica che più di nessun'altra ha fatto della protezione dell'ambiente una forte priorità. Non deve dunque sorprendere che la lotta all’inquinamento urbano faccia parte delle strategie dell'UE. In particolare stiamo assistendo a una focalizzazione sull'inquinamento dovuto al traffico urbano. Di là dalla problematica certamente molto rilevante del rumore, la principale fonte di preoccupazione ambientale è l'inquinamento atmosferico causato dall'utilizzo dell'energia fossile nei motori termici. È quindi sul piano dell’energia che occorre cercare in primis la soluzione.

Sfide e priorità di ricerca per lo sviluppo di tecnologie in ottica di riduzione delle emissioni nel settore automobilistico: la visione di FCA

In linea con le strategie di decarbonizzazione messe in atto dall’Unione Europea, nel nostro continente il trend di ottimizzazione ambientale dei trasporti è già a uno stadio avanzato: basti pensare che nel settore automobilistico, negli ultimi 20 anni, le emissioni inquinanti delle auto nuove (NOx e polveri) si sono ridotte di oltre il 95%. Gli obiettivi al 2020 di riduzione della CO2 per il settore automobilistico previsti dall’Unione Europea sono i più restrittivi al mondo

Economia, energia, trasporti, emissioni. La Cina cambia pelle?

Intervista al Prof. Francesco Sisci, Università del Popolo della Cina

1) La Cina sta cambiando pelle: da un modello economico dominato dall’industria pesante e a controllo statale ad un modello più incentrato sui servizi e quindi a minor intensità energetica. Quali saranno i settori chiave dell’economia cinese in futuro? Quali le prospettive di crescita del paese?

La Cina mira a sviluppare un’economia basata sui consumi interni e i servizi, ad oggi meno sviluppati.

L’approccio circolare di HERA

Ripensare radicalmente i processi di produzione industriale e contribuire ad un cambio di mentalità che porti a vedere nei rifiuti nuove risorse continuamente riutilizzabili. Sono questi i presupposti fondamentali su cui si basa la transizione verso un modello di economia circolare, fondamentale per “estendere” la vita di materie prime e risorse naturali attraverso il riciclo, il riuso, una maggiore durata dei prodotti (per il tramite di una progettazione più efficace che ne favorisca la riparabilità) e grazie alla condivisione.

Una legge a favore dell’economia circolare: il caso francese

Il 17 agosto 2015, con l’approvazione della “legge sulla transizione energetica per la crescita verde” (LTECV), la Francia ha segnato una svolta storica nelle politiche a sostegno dell’economia circolare.  A distanza di due anni dalla sua approvazione, l’Agenzia francese per l’ambiente e l’Energia (ADEME) stima che i lavoratori impiegati in questa forma di economia siano circa 800.000. L’accelerazione transalpina, oltre a garantire giuridicamente e politicamente il passaggio verso un nuovo modello nazionale di economia, va di pari passo con l’elaborazione del pacchetto “economia circolare” tuttora in discussione presso le sedi dell’Unione Europea.

Emilia Romagna: un modello di sviluppo esportabile

Il futuro dell’energia è il futuro del pianeta. La green economy è la chiave con cui vogliamo costruire un territorio sostenibile, creare posti di lavoro e benessere. Per questo motivo, l’Emilia-Romagna ha partecipato in modo attivo all’Expo 2017 di Astana che ha avuto come tema l’Energia del Futuro. Nel corso della missione istituzionale e imprenditoriale, che si è svolta dal 3 al 5 settembre, ci siamo potuti confrontare a tutto campo sulla direzione da intraprendere e siamo stati confortati nel verificare come il nostro territorio sia ben posizionato per tutti gli aspetti che riguardano la ricerca energetica.

Shell Eco-marathon: vince chi consuma di meno

E’ possibile viaggiare tre volte intorno all'Equatore con lo stesso quantitativo di carburante che un Concorde utilizza per raggiungere la fine della pista di decollo? Sembrerebbe di sì, stando a quello che si è visto sulle strade di Londra. Si tratta della Shell Eco-marathon, la gara automobilistica che premia i veicoli in grado di percorrere la maggior distanza possibile con il minor impiego di carburante. Oltre 170 team provenienti da università e scuole superiori, quasi 30 Paesi europei coinvolti, circa 25.000 visitatori. Questi i numeri della 33° edizione europea che si è tenuta al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra dal 25 al 28 maggio 2017, e che ha mostrato al mondo intero cosa ci aspetta in futuro in termini di efficienza energetica nei trasporti.

ENGIE: portare l’energia a chi non ce l’ha

Nelle ultime decadi, l’impegno nel sociale di un’azienda è passato dal solo finanziamento di un’iniziativa alla realizzazione di progetti più strutturati, anche di lungo periodo.

Nel tempo, si sono affermati programmi di Responsabilità sociale di Impresa (RSI) sempre più efficaci e più attenti alle esigenze dei rispettivi destinatari. Sono quelli che rivestono una duplice caratteristica: sono in linea con le esperienze concrete dell’impresa nella propria area di attività economica; nascono e sono condotti su una spinta interna, dettata dall’altruismo spontaneo di dipendenti e collaboratori.

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