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FONTI FOSSILI | 22 ARTICOLI

Gas naturale e sicurezza energetica: cosa dice il Piano Energia e Clima?

Tra gli obiettivi generali del PNEC rientra il garantire adeguati approvvigionamenti delle fonti energetiche convenzionali perseguendo sicurezza e continuità della fornituracon la consapevolezza del progressivo calo del fabbisogno di tali fonti sia per la crescita delle rinnovabili che per l’efficienza energetica”.

Nel 2018 l’Italia ha consumato 72,6 mld mc di gas naturale, pari a 59,5 Mtep, per un’incidenza sui consumi primari di energia valutabile nel 38% circa a fronte di un consumo di rinnovabili intorno al 18% (stima). 

Mercato interno: cosa dice il Piano Energia e Clima?

Con la presentazione da parte del Governo della “Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima” (PNEC) è stato avviato il processo che dovrà portare l’Italia in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030. In questa versione iniziale, il PNEC si limita a definire gli obiettivi principali e le loro traiettorie attese, e a descrivere in modo sommario il contenuto della cassetta degli attrezzi da cui si attingerà per condurre il sistema energetico italiano verso i traguardi stabiliti. Esso tuttavia non precisa ancora gli aspetti fondamentali per gli operatori che sono chiamati subito a pianificare investimenti in impianti alimentati da fonti rinnovabili, nelle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, negli accumuli e nel trasporto di gas, e che riguardano tempi, condizioni e modi di utilizzo di questi strumenti.

Elettrificazione non è sinonimo di decarbonizzazione

A livello mondiale, appare sempre più chiaro che il quadro degli Accordi di Parigi, pur essendo ancora ampiamente disattesi, non sia comunque sufficiente ad offrire una barriera efficace all’aumento della temperatura del globo terracqueo. Le emissioni delle principali nazioni emergenti sono in evidente aumento ed è previsto lo siano ancora nel prossimo decennio.

Nonostante sensibili riserve sull’efficacia di alcune politiche di contenimento emissivo, come ad esempio quella basata sullo schema ETS,

La micro-cogenerazione: uno strumento di flessibilità per il sistema energetico

Le tecnologie legate al gas possono ricoprire un ruolo di fondamentale importanza per quanto riguarda la flessibilità del sistema elettrico. Tra queste vi è senza ombra di dubbio la cogenerazione, ossia la produzione simultanea di elettricità e calore che spesso prende il nome di CHP, dall’acronimo inglese Combined Heat and Power. Il suo utilizzo, ad esempio, permette alle centrali elettriche convenzionali di sfruttare il calore prodotto nella generazione di elettricità, che altrimenti verrebbe disperso attraverso i sistemi di evacuazione.

Sostituire la caldaia tradizionale con un micro-cogeneratore: quali vantaggi?

La cogenerazione, vale a dire la produzione combinata di energia elettrica e calore, è pratica ampiamente diffusa nel nostro Paese: ad esempio nel 2017, ultimo anno su cui abbiamo dati certi, la produzione termoelettrica netta italiana da impianti cogenerativi (106.626,2 TWh) è stata superiore a quella prodotta da centrali che producono solo energia elettrica (93.096,2 TWh). In termini generali, il rendimento complessivo (elettrico lordo + termico) medio degli impianti industriali di cogenerazione è risultato inferiore al 65%, un dato che evidenzia come buona parte del calore potenzialmente recuperabile venga in realtà dissipato.

Il micro-cogeneratore TOTEM: efficienza, sostenibilità e risparmio

Asja Ambiente Italia da oltre 20 anni costruisce e gestisce impianti a fonti rinnovabili (sole, vento e biogas) e ora anche infrastrutture per la produzione di biometano da rifiuti organici. Inoltre, nella convinzione che il futuro dell’energia sarebbe stato sempre più legato all’efficienza e alla generazione distribuita, nel 2015 Asja ha lanciato sul mercato la gamma di micro-cogeneratori TOTEM 2.0, progettati e realizzati nello stabilimento produttivo di Rivoli, nella prima cintura di Torino.

Il futuro dell’Oil & Gas negli scenari del WEO 2018

Questa breve sintesi si concentra sul cosiddetto New Policies Scenario (NPS) che l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) prende a riferimento come centrale in quanto incorpora le misure di politica energetica espresse dai governi nell’ambito della Conferenza di Parigi, declinandole in funzione delle misure effettivamente attuate nei piani ufficiali o in via di approvazione dei governi.

Il carbone nel World Energy Outlook 2018: troppo presto per rinunciarvi

Dopo due anni, il 2015 e il 2016, di calo dei consumi a livello mondiale e di prezzi in ripiegamento, i giochi sembravano fatti: il carbone si avviava verso un declino giustificato dagli impatti ambientali generati dalla sua combustione.

E invece questa traiettoria è stata messa in discussione nel 2017 e, senza dubbio, anche nel 2018: con una ripresa della domanda a 5.383 milioni di tonnellate equivalenti carbone (mil. tec) e con prezzi che si sono portati fino a 100 doll/ton.

Pompe di calore: un nuovo ruolo per il gas naturale

La domanda di energia nel settore residenziale rappresenta una delle voci più significative della domanda energetica del nostro Paese e si attesta su valori prossimi al 40% (Eurostat), ben superiore ai consumi dell’industria e dei trasporti. Nello specifico, i consumi per riscaldamento e climatizzazione estiva sono stimati assorbire il 70% dei consumi del settore residenziale (ENEA), rappresentando quasi il 30% di tutti i consumi di energia del nostro Paese.

Smart metering: la rivoluzione dei contatori intelligenti

Professore, recentemente è stato emanato un comunicato stampa di Anie in cui si annuncia la nascita del Comitato Tecnico Scientifico dello Smart Metering Group. Ci può dire qual’è la finalità dello Smart Metering Group, ma soprattutto che cos’è esattamente uno “smart meter”?

Lo Smart Metering Group (www.smg-anie.it) è formato da un gruppo di esperti ed addetti ai lavori, costituito all’interno della Federazione ANIE (Federazione di Confindustria delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche).

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