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I primi mesi del 2025, relativamente al mercato del GNL, sono stati caratterizzati da dinamiche diverse rispetto a quanto verificatosi l’anno prima. L'Europa si è accaparrata una quota maggiore di GNL, aumentando i prezzi per dirottare i carichi dall'Asia e garantire iniezioni costanti negli impianti di stoccaggio dopo un inverno più freddo. Il Vecchio Continente, inclusi Regno Unito e Turchia, tra gennaio-maggio 2025 ha assorbito il 32% delle importazioni globali di GNL, con un aumento di cinque punti percentuali rispetto al pari periodo 2024.
Il GNL è stato al centro dell'attenzione alla recente Conferenza Mondiale sul Gas dell'International Gas Union (IGU), tenutasi a Pechino il mese scorso. Il che non sorprende, visti i movimenti globali che si stanno registrando in questo mercato e la propensione e l'impegno del continente asiatico a prendere ulteriormente le distanze dai combustibili fossili ad alta intensità di carbonio come il carbone.
In materia di decarbonizzazione dei consumi residenziali, con l’adozione della Direttiva EPBD e la sua successiva implementazione è sempre più pressante la necessità di conciliare il raggiungimento degli obiettivi e al tempo stesso salvaguardare la competitività delle imprese europee, tutelare il consumatore, consentendo quindi a tutte le tecnologie presenti sul mercato di concorrere, in un’ottica di neutralità tecnologica, al raggiungimento degli obiettivi stessi.
Gli stoccaggi minerari per il gas, nel panorama continentale europeo e con l’importante eccezione britannica (qui i siti di stoccaggio minerario sono notoriamente risibili e Londra si affida al floating storage sulle navi metaniere e all’aumento stagionale dell’import dal continente e dalla piattaforma norvegese), funzionano allo stesso tempo da “termometro” della salute del mercato (e dell’eventuale rischio di shortage) – e da “catalizzatore” finale di ogni variegato discorso sulla domanda e sull’offerta
L’arrivo della primavera sta scandendo la fine di un altro inverno turbolento per il mercato del gas europeo, la cui influenza sull’evoluzione di prezzi e le dinamiche di mercato si farà sentire per il resto del 2025. Dopo due anni di consumo invernale ben inferiore alla media, le condizioni metereologiche degli ultimi mesi meno favorevoli hanno portato a una domanda di gas superiore di circa il 5% rispetto alle aspettative stagionali (Fig. seg).
The end of Russian gas transit via Ukraine on 1 January 2025 was a significant event, and another step in the decline of Russian gas supplies to Europe. Deliveries via TurkStream to South-Eastern Europe and Hungary now remain the only route for Gazprom to supply gas to a European market where it was once the single largest supplier.
Liquefied Natural Gas (LNG) has become a central topic in discussions about energy security, geopolitics, and economic stability in Europe, particularly due to the continent's growing reliance on LNG imports amidst rising tensions with major natural gas suppliers like Russia.
Il gas naturale liquefatto (GNL) è diventato un tema centrale nei dibattiti sulla sicurezza energetica, la geopolitica e la stabilità economica dell’Europa, in ragione della crescente dipendenza del continente dalle importazioni di GNL a seguito dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina.
La cessazione, il 1° gennaio 2025, del contratto di transito del gas russo attraverso l'Ucraina ha rappresentato un altro tassello nel declino delle forniture di gas dalla Russia all'Europa. Le consegne tramite TurkStream all'Europa sud-orientale e all'Ungheria rimangono ora l'unica via per Gazprom per fornire gas a un mercato europeo, che un tempo dipendeva per la maggior parte del suo import da Mosca.
L'interruzione delle esportazioni di gas russo via Ucraina, avvenuta il 1° gennaio, giunge in una fase in cui l'Italia già da tempo ha drasticamente ridotto la sua dipendenza da Mosca. Per questo l'impatto immediato sul sistema è stato finora modesto e non dovrebbe essere particolarmente complesso rimpiazzare i volumi mancanti.