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Combustibili liquidi: imprescindibili nella transizione energetica

Al fine di conseguire gli obiettivi climatici definiti dalla politica globale ed europea, tutti i settori economici sono chiamati a dare il proprio contributo. La riduzione delle emissioni di gas serra è il principale parametro di riferimento, e l'obiettivo ultimo è quello di limitare a 2° centigradi l'aumento della temperatura mondiale rispetto ai livelli pre-industriali. L'Unione europea si è spinta oltre, fissando ulteriori ambiziosi target, come la riduzione delle proprie emissioni del 40-45% al 2030 e l’azzeramento delle emissioni nette entro la metà del secolo.

Quale futuro per il power to gas europeo?

La tecnologia power to gas (P2G) sta conoscendo, a livello europeo, un concreto sviluppo. L’idea di produrre idrogeno per via elettrochimica, soprattutto nell’ambito della ricerca, si è iniziata a diffondere oltre 30 anni fa, ma solo negli ultimi 3 anni si è cominciato a parlare in misura vieppiù crescente dei vantaggi legati all’utilizzo del P2G nel settore energetico.

Power to Gas in Germania: la batteria del futuro?

Al fine di comprendere a che punto è lo sviluppo del Power to Gas in Germania abbiamo intervistato Eva Hennig, Responsabile per le politiche energetiche europee di Thüga, un gruppo che detiene partecipazioni azionarie di minoranza in 100 multiutility attive nei settori dell’elettricità, del gas, del ciclo dell’acqua, del calore e delle telecomunicazioni. Con 2 milioni di clienti gas, 4 milioni di clienti elettrici e oltre 17.000 dipendenti, il gruppo Thüga costituisce la più grande alleanza di utility della Germania.

L’inarrestabile declino del carbone in Occidente

Fino a poco tempo fa gli scenari sulla domanda mondiale di carbone ipotizzavano una crescita, anche se non impetuosa come nello scorso decennio. In realtà, nel 2016 i consumi sono calati del 4,2% rispetto al 2014. Nel 2017 si è registrato un leggero rimbalzo, +1%, ma secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) nei prossimi anni la domanda si stabilizzerà, anche se le dinamiche saranno diverse.

Se in Asia ci sono ancora segnali di crescita, sui due lati dell’oceano Atlantico lo scenario si fa invece sempre più cupo.

Il contributo della raffinazione negli scenari low-carbon

Oggi l’industria petrolifera si interroga sul suo futuro in un mondo in profonda trasformazione dove, in ogni caso, il petrolio rappresenterà ancora per diversi decenni la fonte di energia principale, soprattutto nel settore dei trasporti.

La sfida ambientale impone inevitabilmente un adeguamento delle strutture produttive ai nuovi vincoli normativi decisi a livello comunitario e ai nuovi scenari dei mercati internazionali, in cui gli operatori extra-Ue continuano a godere di un indubbio vantaggio competitivo.

Raffinerie europee: resilienti o esposte alla concorrenza?

Negli ultimi anni, il comparto della raffinazione europea è stato caratterizzato da due concomitanti dinamiche: 1) la stagnazione della domanda interna di prodotti petroliferi che ha determinato un minor tasso di utilizzo delle raffinerie e un’erosione dei margini per l’industria; 2) la crescente autosufficienza dei tradizionali bacini di esportazione dei prodotti raffinati europei (come Asia e Stati Uniti) e la sempre maggiore capacità di raffinazione e quindi di esportazione dei principali fornitori di greggio (Medio Oriente e Russia).

L’aumento dei consumi petroliferi e i rischi dell’import

Se è semplice prevedere che nel futuro, con l’aumentare della popolazione mondiale e conseguentemente del fabbisogno di energia, cresceranno anche i consumi di petrolio, è meno facile capire in che modo e dove si distribuirà questo aumento della domanda petrolifera. Un esercizio comunque indispensabile per una gestione responsabile del comparto industriale della raffinazione, che è stato fin dal dopoguerra, ed è tuttora, trainante per la crescita economica europea e italiana.

Renewable gas used in existing gas infrastructure enables a cheaper energy transition

A major redesign of the energy system is required to achieve the Paris Agreement target of limiting global temperature increase to well below 2°C (B2DS). To meet the climate change target, it is sometimes argued that Europe should abandon the gas grid, stop the use of gas, and focus on an all-electric energy system. In addition to being a challenge to implement, analysis by Ecofys, a Navigant company, shows that the optimal energy transition combines renewable electricity with renewable gas, using existing gas infrastructure.

Decarbonizzazione meno costosa grazie al gas rinnovabile

Per raggiungere l’obiettivo dell'Accordo di Parigi che punta a contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C (B2DS), è necessaria una massiccia ridefinizione dell’odierno sistema energetico. Per soddisfare gli obiettivi climatici, alcuni sostengono sia necessario che l’Europa abbandoni la rete del gas e l’utilizzo di questa fonte per concentrarsi interamente sullo sviluppo di un sistema energetico elettrico.

Il futuro del gas tra decarbonizzazione e complessità del sistema energetico

Dopo anni di marginalizzazione, il gas naturale sta conoscendo una nuova fase espansiva in Europa. Complici l’abbondanza di GNL e gas russo, che ne hanno abbassato il prezzo d’importazione, e l’aumento dei prezzi del carbone, concorrente nel settore elettrico, il consumo di gas in Europa è cresciuto a 491 miliardi m3 nel 2017. Grazie a questa rimonta, il gas arriva oggi a coprire quasi un quarto del fabbisogno energetico comunitario, il dato più alto dal 2010.

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