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FONTI FOSSILI | 95 ARTICOLI

Importare gas, ovvero il senso del diversificare

La sicurezza energetica è anzitutto ridondanza. Più infrastruttura, più stoccaggio, e magari più fornitori. Ridondanza (al netto del fattore fornitori, su cui poi si torna) è sinonimo di maggior costo; insomma l’equivalente economico di tenere sovrabbondante il magazzino. La sicurezza costa; ed il tema è chi la paga.

Posta così in realtà è fuorviante; perché di regola a pagarla è sempre il consumatore via bolletta. La domanda corretta è chi ci investe. Se lo fa il privato a rischio (TAP) che sia benvenuto.

Il PNIEC e il gas, attore presente …a malincuore!

La quasi totalità degli scenari energetici predisposti da organismi internazionali e centri di ricerca prevedono al 2040 un ruolo crescente del gas naturale nel mix del fabbisogno: all’interno di questo dato si confrontano dinamiche assai diverse che, in particolare, vedono la Cina come consumatore con un sensibile tasso di crescita e l’Unione Europea con una diminuzione moderata, ad eccezione di scenari di rapida transizione verso la decarbonizzazione, dove la riduzione dei consumi di gas naturale appare più pronunciata.

Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima), con un orizzonte temporale al 2030, riconosce un ruolo rilevante al gas, pur con una contrazione dei consumi di circa il 20% rispetto al 2017. Contrazione innestata con una previsione, assai ottimistica, di compensazione della quota di generazione elettrica a carbone (32 TWh nel 2017) interamente con quella rinnovabile (prevalentemente solare ed eolica).

Gas liquefatti: piena legalità e rispetto dell’ambiente

I dati di mercato. Il fabbisogno di GPL nel 2018 è stato stimato dal Ministero per lo Sviluppo Economico in 3.267.000 ton. (dati ancora provvisori), equamente distribuiti tra uso combustione e uso autotrazione. Rispetto ai consumi registrati nel 2017 si è rilevata una lieve flessione (-2,8%) nell’impiego del GPL che ha coinvolto entrambi gli ambiti di utilizzo. Anche per quanto riguarda l’immatricolazione di nuovi veicoli si registra una leggera diminuzione delle auto dotate già in fase di realizzazione del doppio sistema di alimentazione (- 3,5%), in linea con l’andamento del mercato dell’auto, mentre per i veicoli convertiti  si conferma il trend negativo caratterizzante gli ultimi anni (-18,9% rispetto al 2017), fenomeno che risulta incoerente con la necessità di ridurre l’inquinamento  dell’aria del nostro Paese considerati i benefici ambientali che si avrebbero dotando un parco auto più “datato” con un sistema di propulsione a GPL.

L’attività ispettiva della Guardia di Finanza nel settore del GPL

Il D.Lgs. n. 128/06 e i successivi provvedimenti, riconoscono alla Guardia di Finanza le attività ispettive e di controllo che garantiscono il rispetto della legalità nel settore della commercializzazione del GPL, sia da un punto di vista fiscale sia da quello più strettamente amministrativo. Una funzione che il Corpo della GdF svolge in collaborazione con il MiSE, specie nella fase di analisi dei rischi, con l’Associazione Nazionale Imprese Gas Liquefatti (Assogasliquidi), sia per quanto riguarda la formazione dei militari del Corpo che per quanto riguarda segnalazioni di fatti illeciti, e con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

GPL e GNL: le regole per un impiego sicuro

Da sempre il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è attento al settore dei gas liquefatti (GPL e, da ultimo, ovviamente anche GNL) per garantire un impiego dei prodotti sicuro. La nostra attenzione è da sempre rivolta sia agli aspetti di prevenzione – tramite la definizione di norme che si pongano come strumenti positivi e proattivi a favore della sicurezza delle attività, del personale addetto e del consumatore – così come a quelli degli interventi in emergenza e, soprattutto, della formazione degli addetti.

La dimensione sociale dell’Oil&Gas in Italia

Leggendo i dati forniti da Assomineraria riguardanti il quadro nazionale del settore Oil&Gas è chiaro quanto sia determinante il suo impatto sull’economia italiana e, di conseguenza, sul benessere dei territori e dei cittadini. Queste le cifre, che non hanno bisogno di interpretazioni per dimostrare un fatto evidente: è un’attività che nel 2017 ha messo in archivio 3,3 miliardi di fatturato ‘diretto’ a cui si aggiungono 20 miliardi del ‘parapetrolifero’ italiano nel mondo.

Gas naturale e sicurezza energetica: cosa dice il Piano Energia e Clima?

Tra gli obiettivi generali del PNEC rientra il garantire adeguati approvvigionamenti delle fonti energetiche convenzionali perseguendo sicurezza e continuità della fornituracon la consapevolezza del progressivo calo del fabbisogno di tali fonti sia per la crescita delle rinnovabili che per l’efficienza energetica”.

Nel 2018 l’Italia ha consumato 72,6 mld mc di gas naturale, pari a 59,5 Mtep, per un’incidenza sui consumi primari di energia valutabile nel 38% circa a fronte di un consumo di rinnovabili intorno al 18% (stima). 

Mercato interno: cosa dice il Piano Energia e Clima?

Con la presentazione da parte del Governo della “Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima” (PNEC) è stato avviato il processo che dovrà portare l’Italia in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030. In questa versione iniziale, il PNEC si limita a definire gli obiettivi principali e le loro traiettorie attese, e a descrivere in modo sommario il contenuto della cassetta degli attrezzi da cui si attingerà per condurre il sistema energetico italiano verso i traguardi stabiliti. Esso tuttavia non precisa ancora gli aspetti fondamentali per gli operatori che sono chiamati subito a pianificare investimenti in impianti alimentati da fonti rinnovabili, nelle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, negli accumuli e nel trasporto di gas, e che riguardano tempi, condizioni e modi di utilizzo di questi strumenti.

Trasporti e inquinamento: è davvero colpa del diesel?

Lo scandalo Dieselgate ha rappresentato un importante punto di rottura per tutto il mondo automobilistico. Da allora le quote di mercato dei veicoli Diesel sono progressivamente diminuite e, da più parti, si è assistito ad una lotta mediatica contro i veicoli alimentati da motori termici che alcuni Stati intendono addirittura bandire nel prossimo ventennio. Per ora, il maggior numero di auto a benzina in circolazione ed il successo dei cosiddetti veicoli "crossover" ha avuto come unico effetto l'incremento delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli minimi raggiunti nel 2015. Questo fatto preoccupa non poco il Parlamento Europeo, attualmente impegnato a definire i futuri limiti di emissioni di CO2 per il settore dei trasporti.

Il downstream petrolifero italiano: dati e tendenze 2018

Il 2018 è stato forse l’anno dei record sui mercati petroliferi internazionali, non tanto dal lato dei prezzi, ancora lontani dai picchi del 2008, quanto da quello della domanda e dell’offerta. La prima, nell’ultimo trimestre dell’anno, ha superato la soglia psicologica dei 100 milioni di barili al giorno (mil. bbl/g); la seconda è andata oltre i 101 milioni. Gli Stati Uniti, con una produzione di 15,4 mil. bbl/g, pari a quella di Arabia Saudita, Iraq ed Ecuador messe assieme, hanno a loro volta registrato un altro record, coprendo quasi per intero l’incremento della produzione mondiale registrato nel 2018 (2,1 su 2,3 mil. bbl/g).

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