::

FONTI FOSSILI | 150 ARTICOLI

La “pausa” nei progetti GNL USA e l’impatto sulla sicurezza energetica dell’Europa

Subito dopo che l’amministrazione Biden ha annunciato una pausa temporanea in materia di approvazione di nuovi terminali di esportazione di gas naturale liquefatto (GNL), il 26 gennaio scorso, il mercato energetico europeo si è interrogato sui potenziali impatti negativi di questa  scelta per la sicurezza energetica del continente. 

La moratoria sulle esportazioni statunitensi di GNL e le sfide dell’anno elettorale

Come era prevedibile, la moratoria introdotta dall’amministrazione Biden sui progetti per l’export dell’LNG statunitense ha sollevato reazioni accese e contrastanti. La Casa Bianca e la variegata galassia ambientalista hanno salutato il provvedimento come il primo passo concreto sulla strada della decarbonizzazione annunciata con grandi fanfare alla COP28 dello scorso dicembre. Egualmente positiva è stata l’accoglienza da parte del Partito democratico e delle comunità interessate dai progetti messi in stand by.

Will the oil market play a new tune in 2024...or hit “replay”?

2023 was going to be the year in which OPEC+ producers’ persistence paid off.  The group had implemented large production cuts for all of 2023, which would significantly tighten the market (as long as the global economy avoided a recession and oil demand growth remained solid).

2024:una nuova melodia per il mercato petrolifero o un“replay”?

Il 2023 avrebbe dovuto essere l’anno in cui la determinazione dei produttori petroliferi appartenenti all’Alleanza OPEC+ avrebbe dovuto ripagare gli stessi. Il gruppo ha, infatti, deciso di imporre ampi tagli alla produzione per tutto l’anno, il che  avrebbero dovuto rendere tirato il mercato sulla base di uno scenario in cui l’economia globale avrebbe evitato la recessione e la domanda petrolifera avrebbe dato segnali di stabilità.

2023: il primo anno della “nuova età” del gas

Cala il sipario sul 2023 ed è tempo di bilanci per il mercato del gas. Lasciatesi alle spalle le tempeste e le secche costituite dagli aumenti estremi e dalla volatilità del 2022, il cui perdurare sui massimi sarebbe stato inconciliabile con la sopravvivenza stessa del sistema energetico europeo, la “nave” dei prezzi è approdata in acque sicuramente più calme, ancorché parzialmente insondate – con golfi, baie e insenature ancora da cartografare sotto il profilo del rischio di mercato.

Il gas dopo la Russia

Due anni fa (11 gennaio 2021) ICE/TTF quotava il gas a poco più di 17 €/MWh. Il 22 dicembre dello stesso anno ha superato i 130. Una settimana prima dell’invasione dell’Ucraina (17 febbraio 2022) era tornato poco sopra i 64 Euro. L’invasione all’inizio lo fa salire ma non troppo. Poi il 3 Marzo schizza a quasi 133; si prende un breve riposo e poi (7 luglio) rischizza oltre i 180. Ad agosto più che schizzare esplode. Il 26 del mese segna 342,864. Poi comincia a scendere, con un piccolo rimbalzino (ma proprio piccolo) in coincidenza con l’esplosione di Nord Stream 1 e 2.

Will the oil market volatility of 2022 be repeated in 2023?

The oil market in 2022 saw unusual volatility—even by the standards of what is historically a very volatile commodity.  What factors drove that volatility, and what are the prospects for the year ahead?

Even before Russia invaded Ukraine, global oil prices were in the midst of a strong post-COVID recovery.  Oil prices entered the year near $80 per barrel. 

Petrolio: anche il 2023 sarà contraddistinto da volatilità?

Nel 2022, il mercato petrolifero ha conosciuto una volatilità insolita anche per una commodity storicamente volatile quale è il petrolio. Perché e quali sono le prospettive per il prossimo anno? 

Anche prima che la Russia invadesse l'Ucraina, i prezzi internazionali stavano esibendo una forte ripresa post-COVID.

Misurare la decarbonizzazione dei trasporti: ora si può

Nella visione della UE, la decarbonizzazione del settore dei trasporti potrà essere raggiunta solo ricorrendo al vettore elettrico ritenuto a “zero emissioni” di CO2. Ciò vale in particolare per il trasporto stradale leggero il quale negli ultimi anni è stato destinatario di misure che, partendo da questo assunto, hanno progressivamente penalizzato il motore a combustione interna (MCI) fino ad arrivare al phase-out previsto per il 2035.

Studio di fattibilità per la realizzazione di un impianto dimostrativo per la produzione di e-fuels

Ad oggi la domanda di mobilità in Italia è soddisfatta per la stragrande maggioranza dai prodotti di origine fossile ed il sistema dei trasporti contribuisce per circa un quarto alle emissioni totali di CO2: la situazione è chiaramente insostenibile ed è necessario ed urgente che il sistema dei trasporti si evolva per concorrere alla progressiva decarbonizzazione dell’intera economia.

Page 9 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 469 ms - Your address is 18.97.14.86