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Petrolio di nuovo sopra gli 80 $/barile: cosa aspettarsi?

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno avuto un impatto transitorio sui corsi petroliferi che, dopo la pausa osservata nei mesi estivi, hanno ripreso a guadagnare terreno con il Brent salito sopra gli 80 doll/bbl a metà settembre. Rispetto ai livelli di un anno fa (settembre 2017) si tratta di un rincaro di entità superiore ai 40 punti percentuali, che ha proiettato il prezzo del petrolio verso medie, in dollari, che non si osservavano dal 2014. La speculazione ha certamente contribuito a rilanciare le quotazioni, come testimonia il monte elevato di posizioni in acquisto accumulato sui mercati petroliferi dalla seconda metà di agosto.

Petrolchimica: key driver della crescita dei consumi petroliferi

Una domanda petrolifera in crescita media annua dell’1,2% nell’ultimo decennio e una quota di mercato del petrolio sostanzialmente stabile e oggi ancora pari al 34% dei consumi energetici primari mondiali: non sono proprio dati caratteristici di una fonte prossima all’estinzione. Guardando al futuro, le principali previsioni indicano che il trend di aumento dei consumi proseguirà anche nel lungo periodo seppure a ritmi rallentati rispetto al passato e in modo non uniforme a livello geografico e settoriale.

La centralità del petrolio nello scenario energetico mondiale

Nonostante i prematuri necrologi e a dispetto di chi lo ritiene prossimo alla fine, il petrolio è tornato al centro dello scenario economico e politico internazionale. Il 17 maggio 2018 il suo prezzo ha superato gli 80,0 doll/bbl, riportando l’orologio del mercato al 12 novembre 2014, in pieno contro-shock. Da un anno in qua, i prezzi sono aumentati di circa il 60%; da inizio 2018 del 20%. Per due ragioni.

Mercati mondiali del GNL: tutti i numeri della crescita

Il mercato internazionale del gas naturale continua a far segnare tassi di crescita significativi con una domanda in aumento di 119 miliardi di metri cubi (mld mc) nel 2017, una crescita superiore del 67% rispetto alla media del periodo 2000-2016 (circa 71 mld mc). Grazie ad approvvigionamenti relativamente abbondanti e a basso costo, l’incremento dei consumi di gas naturale (3%) è risultato nel complesso superiore a quello della domanda energetica mondiale (2,1%) e quasi doppio rispetto a quello della domanda di petrolio (1,6%).

Il ruolo centrale del gas nella transizione energetica

Da quando la preoccupazione per i cambiamenti climatici è diventata dominante, l’obiettivo principale della politica energetica è diventato la “decarbonizzazione”. In concreto, si tratta di realizzare la “transizione energetica” diminuendo progressivamente il peso dei combustibili fossili che ancora oggi soddisfano più dell’80% dei consumi energetici mondiali. Questo processo sta già avvenendo in parte spontaneamente, guidato dalla convenienza economica e dal progresso tecnologico, in parte sotto la spinta di decisioni politiche. Tuttavia sappiamo che il settore energetico è dotato di forte inerzia e quindi la modifica del peso delle diverse fonti richiederà molti decenni.

Il futuro del gas tra decarbonizzazione e complessità del sistema energetico

Dopo anni di marginalizzazione, il gas naturale sta conoscendo una nuova fase espansiva in Europa. Complici l’abbondanza di GNL e gas russo, che ne hanno abbassato il prezzo d’importazione, e l’aumento dei prezzi del carbone, concorrente nel settore elettrico, il consumo di gas in Europa è cresciuto a 491 miliardi m3 nel 2017. Grazie a questa rimonta, il gas arriva oggi a coprire quasi un quarto del fabbisogno energetico comunitario, il dato più alto dal 2010.

Le mille metamorfosi dell’industria petrolifera: a colloquio con il prof. Giulio Sapelli

Basta citare Hubbert e la sua celebre teoria del peak oil per scatenare nel prof. Giulio Sapelli una reazione molto nitida. Classe 1947, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano ed editorialista del “Messaggero”, con più di 400 pubblicazioni alle spalle, è considerato tra gli economisti italiani più autorevoli ed originali e tra i massimi esperti dei mercati energetici. E al geologo americano che nel 1956 teorizzò l’inesorabile esaurirsi della produzione petrolifera entro il 2000 non fa sconti.

La resilienza del petrolio in un mondo in transizione

Il World Energy Outlook (WEO) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di Parigi (AIE), appena pubblicato, segna, prima di tutto, un record di durata: dal 1977 questo documento testimonia lo spessore dei cambiamenti intervenuti nell'arco di quarant’anni. La prima edizione fu presentata nel periodo a cavallo tra la prima e la seconda crisi energetica ed era in gran parte dedicata ad illustrare gli sforzi intrapresi dai paesi membri dell'AIE per ridurre la dipendenza dal petrolio, in particolare di quella dai paesi OPEC, arrivata a dimensioni tali da minacciare la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti.

Un mix energetico più sostenibile per combattere l’inquinamento domestico

Il gas si conferma la principale fonte per l’uso riscaldamento, tanto in Italia quanto in Europa. Se nel nostro paese, o più in generale nel Vecchio Continente, la scelta è prevalentemente di natura tecnologica e/o economica, altrove il tema assume anche una dimensione sociale. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, il numero di persone prive di accesso a servizi energetici moderni è ancora molto elevato e negli anni a venire il gas – insieme a GPL, elettricità e nuove rinnovabili – potrebbe assumere un ruolo determinante nella riduzione della povertà energetica. 

La crescente influenza del GNL nel mercato globale del gas

Il mercato mondiale del gas naturale è soggetto ad una sempre maggior influenza degli scambi internazionali di GNL (Gas Naturale Liquefatto), per le dimensioni raggiunte e attese, per i cambiamenti che stanno incominciando ad interessarne le modalità contrattuali, per il ruolo di fornitura marginale che il GNL può assumere sui mercati di consumo grazie alla sua maggior flessibilità rispetto ai commerci via gasdotto. L’impatto è destinato ad ampliarsi con il processo di globalizzazione del mercato: infatti il gas scambiato tra le varie macro-regioni di produzione e consumo, aumentato negli ultimi 25 anni del 70%, è previsto crescere di un ulteriore 70% entro il 2040 e la maggior parte della crescita avverrà attraverso scambi di GNL, la cui quota sui commerci mondiali di gas a lunga distanza, secondo l’AIE, è prevista passare dall’attuale 40% circa al 53%.

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