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Le mille metamorfosi dell’industria petrolifera: a colloquio con il prof. Giulio Sapelli

Basta citare Hubbert e la sua celebre teoria del peak oil per scatenare nel prof. Giulio Sapelli una reazione molto nitida. Classe 1947, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano ed editorialista del “Messaggero”, con più di 400 pubblicazioni alle spalle, è considerato tra gli economisti italiani più autorevoli ed originali e tra i massimi esperti dei mercati energetici. E al geologo americano che nel 1956 teorizzò l’inesorabile esaurirsi della produzione petrolifera entro il 2000 non fa sconti.

Esistono ancora i geologi e geofisici di una volta?

Quando ha iniziato a lavorare nell’industria Oil&Gas? In cosa consiste attualmente il suo lavoro?

Ho studiato geologia a Parma e ho iniziato a lavorare in Eni nel 1988, inizialmente come geofisico occupandomi di ricerca così come di elaborazione ed interpretazione dei dati, per poi passare all’esplorazione fino a diventare exploration manager ed infine come general manager, posizione che ho ricoperto più recentemente presso diverse consociate.

Fake news e falsi miti nel mondo dell’energia: intervista a Ermete Realacci

Secondo l’Osservatorio Media Permanente Nimby Forum, nel 2017 in Italia sono 359 gli impianti e le infrastrutture oggetto di contestazioni, il 5% in più rispetto all’anno precedente. Segno che ancora qualcosa non va nella comunicazione tra cittadini e industria. Di chi è colpa, dei primi o dei secondi? E che ruolo gioca la politica?

Diamo nuova vita alle piattaforme dell’Adriatico

Nel primissimo Dopoguerra l’Italia scopriva il metano. In un paese che fino ad allora si considerava povero di risorse energetiche autoctone, il gas naturale costituiva una grande speranza di rilancio per le industrie, la meccanizzazione e il progresso. Alla scoperta dei primi giacimenti su terraferma seguì il ritrovamento di numerosi giacimenti marini, in particolare al largo delle coste adriatiche. Alcune città come Ravenna seppero cogliere l’occasione dando vita ad una serie di distretti industriali specializzati destinati in futuro ad esportare il proprio know how in tutto il mondo. 

TAP: vero o falso?

Notizie sbagliate e opinioni parziali che alterano la realtà creando inutili allarmismi. Non sono solo il frutto di cattiva informazione ma, spesso, strumenti maliziosi di battaglie politiche a sostegno di tesi precostituite. “Fake news”, le chiamiamo oggi con l’attenzione rivolta ai social media che le veicolano e le amplificano; cinquant’anni fa qualcuno avrebbe parlato di “disinformacija” ma l’uso consapevole di informazioni distorte è vecchio almeno come la storia umana.

Nimby: anche la green economy finisce sotto accusa

Nonostante le emissioni totali di gas serra italiane si siano ridotte del 16,7% nel periodo 1990-2015, passando da 519,9 a 433,0 milioni di tonnellate di CO2eq, già nel 2015 – come spiega il Rapporto ambiente del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA) – si stima una nuova risalita: +2,3%. Una performance negativa che riflette da un lato i primi effetti della pur magra ripresa economica, e dall’altro la mancata crescita delle energie rinnovabili.

Immissione di biometano nella rete di distribuzione gas: la proposta di Anigas

Il biometano rappresenta oggi un’opportunità su diversi versanti, da quello ambientale – grazie alla riduzione delle emissioni di gas serra – a quello economico - rappresentando un esempio di economia circolare – ed energetico – essendo una fonte flessibile e versatile.

Il suo utilizzo nelle reti di distribuzione del gas naturale rappresenta uno strumento fondamentale per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione sottoscritti dall’Italia, specialmente se saremo in grado di sfruttare gli asset strategici rappresentati dalla rete di gasdotti che già attraversa il nostro territorio.

Il nuovo decreto biometano: elementi rilevanti per il mondo della produzione

L’adozione del Decreto Ministeriale del 2 marzo 2018 (entrato in vigore il 20 marzo 2018) rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo del settore del biogas/biometano, in particolare per il settore agricolo. Il nuovo decreto, inserendosi sul percorso finora sviluppato, mira a dare un concreto impulso allo sviluppo del biometano focalizzandosi su un ambito di intervento ritenuto prioritario per il sistema nazionale, ossia il raggiungimento del target di biocarburanti da utilizzare nel settore dei trasporti entro l’anno 2020.

In Francia lo sviluppo del gas rinnovabile ingrana la quinta

Ad oggi, in Francia, vi sono 48 impianti che immettono biometano nelle reti del gas naturale (di cui 41 in quella gestita da GRDF, il principale gestore della rete di distribuzione pubblica di gas naturale nel paese), per una capacità totale d’immissione pari a 750 GWh/anno.

Esistono quattro tipologie di impianti a seconda del tipo di fattori produttivi utilizzati: agricoli e agroalimentari; fanghi provenienti da impianti di depurazione; rifiuti non pericolosi; rifiuti urbani.

Lo sviluppo del biogas in Europa: un futuro carico di opportunità

Il 2018 è un anno fondamentale per il settore del gas rinnovabile in Europa. Diverse novità legislative stanno per essere introdotte e adottate dalle istituzioni comunitarie al fine di rafforzare il suo ruolo nella transizione energetica in atto. Nuove tecnologie come il Power-to-Gas e la gassificazione delle biomasse saranno anch’esse protagoniste di questa fase.

Il numero di impianti di biogas in Europa è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo decennio.

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