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ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Il PNIEC e il gas, attore presente …a malincuore!

La quasi totalità degli scenari energetici predisposti da organismi internazionali e centri di ricerca prevedono al 2040 un ruolo crescente del gas naturale nel mix del fabbisogno: all’interno di questo dato si confrontano dinamiche assai diverse che, in particolare, vedono la Cina come consumatore con un sensibile tasso di crescita e l’Unione Europea con una diminuzione moderata, ad eccezione di scenari di rapida transizione verso la decarbonizzazione, dove la riduzione dei consumi di gas naturale appare più pronunciata.

Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima), con un orizzonte temporale al 2030, riconosce un ruolo rilevante al gas, pur con una contrazione dei consumi di circa il 20% rispetto al 2017. Contrazione innestata con una previsione, assai ottimistica, di compensazione della quota di generazione elettrica a carbone (32 TWh nel 2017) interamente con quella rinnovabile (prevalentemente solare ed eolica).

Gas liquefatti: piena legalità e rispetto dell’ambiente

I dati di mercato. Il fabbisogno di GPL nel 2018 è stato stimato dal Ministero per lo Sviluppo Economico in 3.267.000 ton. (dati ancora provvisori), equamente distribuiti tra uso combustione e uso autotrazione. Rispetto ai consumi registrati nel 2017 si è rilevata una lieve flessione (-2,8%) nell’impiego del GPL che ha coinvolto entrambi gli ambiti di utilizzo. Anche per quanto riguarda l’immatricolazione di nuovi veicoli si registra una leggera diminuzione delle auto dotate già in fase di realizzazione del doppio sistema di alimentazione (- 3,5%), in linea con l’andamento del mercato dell’auto, mentre per i veicoli convertiti  si conferma il trend negativo caratterizzante gli ultimi anni (-18,9% rispetto al 2017), fenomeno che risulta incoerente con la necessità di ridurre l’inquinamento  dell’aria del nostro Paese considerati i benefici ambientali che si avrebbero dotando un parco auto più “datato” con un sistema di propulsione a GPL.

L’attività ispettiva della Guardia di Finanza nel settore del GPL

Il D.Lgs. n. 128/06 e i successivi provvedimenti, riconoscono alla Guardia di Finanza le attività ispettive e di controllo che garantiscono il rispetto della legalità nel settore della commercializzazione del GPL, sia da un punto di vista fiscale sia da quello più strettamente amministrativo. Una funzione che il Corpo della GdF svolge in collaborazione con il MiSE, specie nella fase di analisi dei rischi, con l’Associazione Nazionale Imprese Gas Liquefatti (Assogasliquidi), sia per quanto riguarda la formazione dei militari del Corpo che per quanto riguarda segnalazioni di fatti illeciti, e con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

GPL e GNL: le regole per un impiego sicuro

Da sempre il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è attento al settore dei gas liquefatti (GPL e, da ultimo, ovviamente anche GNL) per garantire un impiego dei prodotti sicuro. La nostra attenzione è da sempre rivolta sia agli aspetti di prevenzione – tramite la definizione di norme che si pongano come strumenti positivi e proattivi a favore della sicurezza delle attività, del personale addetto e del consumatore – così come a quelli degli interventi in emergenza e, soprattutto, della formazione degli addetti.

Rifiuti: se la differenziata non basta

Il settore italiano del waste management è oggi caratterizzato da tendenze contrastanti. Negli ultimi anni, le aziende hanno sempre più frequentemente attuato misure volte a chiudere il ciclo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare. Gli investimenti e le azioni finalizzate a migliorare la differenziata si sono notevolmente intensificati, segno che l’importanza delle fasi a monte è ormai riconosciuta da tutti gli operatori della raccolta, indipendentemente dalla loro dimensione.

Trasporti e inquinamento: è davvero colpa del diesel?

Lo scandalo Dieselgate ha rappresentato un importante punto di rottura per tutto il mondo automobilistico. Da allora le quote di mercato dei veicoli Diesel sono progressivamente diminuite e, da più parti, si è assistito ad una lotta mediatica contro i veicoli alimentati da motori termici che alcuni Stati intendono addirittura bandire nel prossimo ventennio. Per ora, il maggior numero di auto a benzina in circolazione ed il successo dei cosiddetti veicoli "crossover" ha avuto come unico effetto l'incremento delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli minimi raggiunti nel 2015. Questo fatto preoccupa non poco il Parlamento Europeo, attualmente impegnato a definire i futuri limiti di emissioni di CO2 per il settore dei trasporti.

Prospettive di penetrazione del biogas/biometano in Italia

La transizione energetica verso fonti rinnovabili, già percepita nel settore elettrico grazie allo sviluppo del fotovoltaico e dell’eolico, si sta progressivamente estendendo ad altre fonti dal potenziale “bio” ancora inespresso, che tanto possono dare in ottica di decarbonizzazione e di raggiungimento degli obiettivi sovranazionali. Tra queste vi è il biometano che, a seguito degli ultimi sviluppi sia della normativa primaria - con l’uscita del nuovo decreto 2 marzo 2018 per la promozione dell’utilizzo del biometano nei trasporti -  sia della normativa tecnica di settore - con le norme CEN che hanno concluso il mandato M/475 sulla qualità - risulta finalmente pronto a dare il proprio contributo green nel processo di sostituzione dei carburanti tradizionali.

GNL: la conferma di molte promesse

Cinque anni fa, mentre un intero settore industriale già storicamente solido nel campo dell’energia era pronto a diversificare le proprie attività entrando attivamente nella realizzazione di strutture distributive per il GNL, nei tavoli dei congressi più qualificati come quelli di Conferenza GNL - nei quali Assogasliquidi è sempre stata presente e proattiva nel portare il grande interesse dell’industria - ci si confrontava affannosamente sull’amletica questione attendendo che l’Europa concedesse fondi per far partire gli investimenti, che il Governo varasse piani di sviluppo delle infrastrutture e che il prodotto iniziasse a confluire sulle nostre coste.

Small Scale LNG: l’Italia avanza verso Sud

Si susseguono le notizie sull’avvio di iniziative di Small Scale LNG italiano a conferma che il puzzle nazionale della filiera del gas naturale liquefatto si sta componendo: dallo stoccaggio alla distribuzione alle soluzioni di utilizzo.

Caronte & Tourist ha ricevuto da poche settimane il primo traghetto che opererà in Italia (nello stretto di Sicilia) alimentato a gas naturale liquefatto (GNL); SMET, tra i leader nella logistica terrestre di lungo raggio, ha concluso un accordo con Iveco per la riconversione di tutta la sua flotta da tradizionale a gas naturale liquefatto entro il 2022: 1.200 mezzi nuovi che si aggiungeranno alle migliaia in circolazione in Italia (già oggi più di 1.500); dopo la posa della prima pietra del deposito GNL di Santa Giusta (Oristano) ad opera di Higas, anche Edison ha annunciato la decisione finale di investimento per la costruzione a Ravenna di un altro deposito, in collaborazione con la locale PIR.

Prospettive per il GNL nella Regione adriatico-ionica

Nell’anno 2014 l’Unione Europea ha lanciato la Strategia per la Regione Adriatico-Ionica chiamata EUSAIR, European Union Strategy for the Adriatic and Ionian Region. Obiettivo di questa Strategia è la promozione di una maggiore integrazione e cooperazione tra i paesi della Regione anche in considerazione del possibile ingresso di alcuni di questi paesi nell’Unione.

Ad EUSAIR hanno aderito otto paesi, di cui quattro - Croazia, Grecia, Italia e Slovenia - sono Stati membri dell’Unione Europea mentre gli altri quattro - Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro e Serbia - sono Stati non-membri con diverse prospettive e tempi nel loro processo di avvicinamento al mercato comune.

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