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Dal 2020 bunker solo allo 0,5 % di zolfo. Quali le implicazioni per l'industria petrolifera

Dal 1° gennaio 2020 tutti i combustibili impiegati nelle navi, il cosiddetto bunker oggi costituito essenzialmente da olio combustibile con tenore di zolfo al 3,5%, dovranno essere obbligatoriamente allo 0,5% a livello mondiale, in pratica un distillato molto simile al gasolio. Anche se la notizia in sé non ha suscitato grande interesse, tale cambiamento avrà profonde implicazioni non solo per l'economia dello shipping, ma anche ripercussioni importanti sugli assetti dell’industria petrolifera sia a livello produttivo che distributivo e sarà chiamata a garantire la disponibilità di tale prodotto.

L’evoluzione del mercato del dispacciamento visto dal lato della domanda Il punto di vista di Illumia

E’ opportuno fare una premessa per illustrare con parole semplici cos’è l’attività del dispacciamento e qual è il ruolo della domanda. Si tratta di un’attività gestita da Terna Spa indispensabile per l’equilibrio del sistema elettrico. Terna, in tempo reale, bilancia l’energia necessaria alla domanda attuando strategie di vario tipo (es. chiedendo ad alcune centrali elettriche di produrre di più o di meno o riducendo la produzione di alcuni impianti industriali attraverso la cosiddetta “interrompibilità”). Il tutto è necessario perché l’energia non si può immagazzinare oggi a costi competitivi. 

Dispacciamento: come funziona e cosa si prospetta per il futuro

Con il termine dispacciamento dell’energia elettrica si intendono tutte quelle operazioni tecniche per il pareggio dei flussi di potenza generati e prelevati dalla rete dal momento che, in assenza di accumuli energetici, la produzione di energia elettrica deve uguagliare la quantità di energia consumata, istante per istante.

Rinnovabili ed effetti sul Mercato di Dispacciamento

La generazione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili (FER) è diventata estremamente importante per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico. Ma la natura imprevedibile ed intermittente di solare fotovoltaico ed eolico ha evidenziato l’importanza e la complessità delle attività di bilanciamento tra domanda ed offerta.

Il mercato di dispacciamento è strutturalmente dominato da tecnologie convenzionali quali termoelettrico, idrico e pompaggio, poiché dotate della necessaria flessibilità per l’immediato bilanciamento tra domanda ed offerta. Le unità che garantiscono tali servizi possono contare su una minore concorrenza rispetto a quella che invece hanno nel Mercato del Giorno Prima (MGP), dove hanno perso quote di mercato per via delle FER.

Il redispacciamento: quando il mercato si scontra con i limiti della rete

Contrariamente a quanto accade in altri mercati, in particolare in quelli finanziari, nel settore elettrico l’infrastruttura necessaria al trasporto del bene scambiato e le leggi della fisica che ne regolano il funzionamento giocano un ruolo fondamentale e spesso poco compreso. La rete elettrica e il suo operare in condizioni di sicurezza pongono infatti dei limiti alle transazioni economiche che possono aver luogo tra venditori e acquirenti di elettricità. Quando questi limiti sono superati, ossia quando si registrano congestioni sulla rete, tocca all’operatore di sistema intervenire, talvolta in maniera autoritaria, talaltra ricorrendo a strumenti di mercato.

Il difficile equilibrio del mercato elettrico

Non è affatto vero che tutto scorre. Per lo meno non è vero nei sistemi economici. Tutti i prodotti possono essere immagazzinati, accumulati, depositati. Tutti tranne uno: l’elettricità. Forse non era proprio all’elettricità che Eraclito pensò nel formulare l’aforisma Panta Rei, oggi più che mai in voga grazie alla canzone vincitrice dell’ultimo festival di Sanremo. Ma l’elettricità incarna perfettamente l’idea di movimento e di velocità che caratterizza il nostro tempo. L’elettricità non riesce a stare ferma, non può essere immagazzinata

Mercato dei Servizi di Dispacciamento: i quattro driver più rilevanti degli ultimi anni

Nella linea temporale dei mercati elettrici, dopo il Mercato del Giorno Prima e i Mercati Infragiornalieri (MGP e MI, mercati che programmano la produzione e il consumo delle diverse unità in base all’ottimizzazione economica) si svolge il Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD, mercato “fisico” che definisce le immissioni e i prelievi effettivi in tempo reale delle unità in base alla sicurezza di sistema).

TAP e il gas russo: facciamo passare chi ce lo chiede

Mario Michele Elia è da meno di un anno il country manager di TAP per l’Italia. Per quanto “nuovo” al settore Oil&Gas, ha una grande esperienza nel campo delle infrastrutture: nelle Ferrovie dello Stato, dove ha lavorato per quarant’anni concludendo la sua carriera prima come amministratore delegato di RFI e poi amministratore delegato dell’intero gruppo. Oggi si occupa della realizzazione degli ultimi 8 km e del terminale di ricezione del gasdotto destinato ad aprire la strada del mercato europeo al gas proveniente da un’area estremamente ricca in riserve, prime fra tutte quelle azere del giacimento di Shah Deniz.

Stati Uniti: Trump, i gasdotti, la politica estera

Nell’ultimo decennio, l’industria del gas è stata interessata da cambiamenti di grande portata, che non hanno precedenti nella storia recente. La shale gas revolution negli Stati Uniti, la crescita del commercio mondiale di GNL e la costruzione di gasdotti e infrastrutture di trasporto stanno trasformando questa fonte fossile in una commodity sempre più globale. Grazie ai progressi tecnologici, gli USA sono riusciti a sfruttare appieno le riserve interne di gas non convenzionale e a modificare profondamente la loro performance produttiva. Le riserve provate, infatti, sono raddoppiate, passando dai 5.800 mld mc del 2005 ai 10.400 del 2015, mentre la produzione è progressivamente aumentata, tanto che nel 2011 hanno superato la Russia come principale produttore di gas.

Il TAP è davvero strategico?

Il gasdotto trans-adriatico o TAP (Trans-Adriatic Pipeline) porterà 10 mld mc di gas azero in Europa a partire dal 2020. Mentre la costruzione procede senza grandi ostacoli negli altri paesi attraversati dall’infrastruttura, i toni del dibattito su TAP sono molto accesi in Italia, nonostante il nostro paese sia interessato solo da 8 km di un tracciato che ne misura ben 878.

Questo articolo si propone di mettere in prospettiva il valore strategico di questo progetto, nonché il possibile impatto sui mercati interessati e i contorni dell’ingarbugliato conflitto giuridico tra diverse istituzioni del nostro paese.

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