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ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Servizio idrico: luci e ombre del PNRR

Il PNRR destina 59,47 miliardi di euro alla missione M2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica), di questi 15,06 sono destinati a “Tutela del territorio e della risorsa idrica”. Tolti quelli allocati in azioni mirate alla tutela della risorsa idrica e alla difesa del suolo, ne restano 4,38 assegnati al servizio idrico, peraltro da dividere ulteriormente tra servizio idrico integrato e irrigazione.

In particolare, 2 miliardi di euro sono destinati a “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento”, leggasi dighe, invasi e sistemi di grande adduzione. Nel concreto, si parla di 75 progetti di manutenzione straordinaria, del potenziamento di opere esistenti, e del completamento delle tante opere incompiute disseminate soprattutto nel Mezzogiorno.

Stato di salute della rete idrica: la denuncia di Legambiente

Prima in Europa per prelievi di acqua a uso potabile (oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno, 25 milioni di metri cubi pari a 419 litri per abitante al giorno), l’Italia è nel complesso un Paese a stress idrico medio-alto secondo l’OMS, poiché utilizza il 30-35% delle sue risorse idriche rinnovabili, con un incremento del 6% ogni 10 anni. Una tendenza che, unita a urbanizzazione, inquinamento ed effetti dei cambiamenti climatici, come le sempre più frequenti e persistenti siccità, mette a dura prova l’approvvigionamento idrico della Penisola.

L’attacco hacker al Colonial Pipeline è un monito all’industria energetica

Una delle più importanti trasformazioni dalla fine del ventesimo secolo è stata la diffusione globale di internet. Fino a pochi decenni fa, internet era appannaggio di pochi milioni di persone. Nella prima parte del ventunesimo secolo, invece, si stima che il mondo virtuale raggiunga più della metà della popolazione globale. Questo significa che in tutto il mondo, persone di diverse classi sociali, razze e religioni utilizzano questo strumento per svolgere attività quotidiane come operazioni bancarie, votazioni, istruzione e intrattenimento, così come organizzazioni pubbliche e private, istituzioni e agenzie governative.

Nord Stream 2: calano le sanzioni ma restano le tensioni

Il completamento del Nord Stream 2, il gasdotto che dovrebbe collegare la Russia con la Germania passando dal Mar Baltico, è quasi terminato. Durante gli ultimi 3 mesi, la nave Fortuna ha posato circa 50 km di tubi e ora i lavori si sono spostati nel tratto rimanente delle acque tedesche. Da tempo, incombe sugli investitori e sul progetto la preoccupazione circa le possibili sanzioni statunitensi sulle compagnie di servizi che si occupano della posa. Eppure, recentemente, gli Stati Uniti hanno deciso di non imporre sanzioni all'operatore del gasdotto, lasciando nella lista “nera” solo le navi russe coinvolte nella costruzione.

Israele e Palestina: il ruolo del gas nella crisi mediorientale

Da tempo si condivide l’idea che le nuove scoperte di giacimenti nel Mediterraneo Orientale debbano riformulare il profilo geopolitico dell’area. I giacimenti di gas naturale al largo di Egitto, Striscia di Gaza e Israele potrebbero costituire un'opportunità unica per stabilire un clima di cooperazione energetica nella zona. In questo senso l’istituzione dell'EastMed Gas Forum nel gennaio 2019 era stato accolto come segno tangibile della volontà delle diplomazie mediorientali di superare antiche ostilità. Ancora a gennaio di quest’anno, Yuval Steinitz, ministro dell’energia israeliano, sottolineava l’importanza di costituire accordi regionali volti a favorire lo sviluppo di una rete regionale di gasdotti.

Il terrorismo jihadista minaccia lo sviluppo del GNL in Mozambico

Lo scorso 26 aprile, la francese Total ha annunciato la sospensione, per almeno due anni, dei lavori di avanzamento del progetto Mozambique LNG (valore complessivo di 20 miliardi di dollari) a causa del deterioramento del quadro di sicurezza nella regione settentrionale mozambicana di Cabo Delgado. Total sperava di iniziare la produzione e la commercializzazione del gas naturale liquefatto nel 2024, ma presumibilmente dovrà attendere almeno alla fine del 2025, sempre che l’andamento del mercato energetico globale non influenzi le dinamiche dell’investimento in Mozambico e del progetto nel suo insieme. Lo scorso febbraio, il CEO di Total Patrick Pouyanne aveva dichiarato che Mozambique LNG avrebbe prodotto 12,9 milioni di tonnellate di gas all’anno ed era stato completato al 21%.

Energia e geopolitica: l’Italia è al sicuro?

Sicurezza energetica, questione mediterranea, crisi israelo-palestinese, Nord Stream, Mozambico. Qual è il ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale dei mercati energetici? Come coniugare sicurezza energetica e equilibri geopolitici? Ne abbiamo parlato con il Sottosegretario di Stato On. Dott. Manlio Di Stefano, a cui sono state recentemente rinnovate le deleghe alle relazioni bilaterali con i Paesi dell'Asia, inclusi i Paesi del Caucaso e le questioni relative all'energia, al mare e all'ambiente.

PNRR: il tabù della governance, il rischio dell’incoerenza

La più appropriata chiave di lettura del PNRR si trova nella parte del documento dedicata all’attuazione e al monitoraggio del Piano: «La Cabina di Regìa, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha il compito di verificare l’avanzamento del Piano e i progressi compiuti nella sua attuazione; di monitorare l’efficacia delle iniziative di potenziamento della capacità amministrativa; di assicurare la cooperazione con il partenariato economico, sociale e territoriale; di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità; di proporre l’attivazione dei poteri sostitutivi, nonché le modifiche normative necessarie per la più efficace implementazione delle misure del Piano». Ma subito dopo si precisa che struttura, composizione e modalità di funzionamento saranno definite da un provvedimento legislativo.

Mobilità sostenibile: l’Italia è pronta a colmare i ritardi?

Tra i temi più discussi e criticati del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza di recente approvazione vi sono la mobilità e i trasporti. Secondo i detrattori, vi è troppa timidezza nella visione del PNRR circa la mobilità elettrica e i trasporti urbani. Mentre gli investimenti previsti per l’Alta Velocità sono spropositati rispetto ai risultati in termini di emissioni. Si tratta davvero di un’occasione persa? O siamo di fronte a una svolta storica per un settore i cui mancati investimenti ne hanno ritardato un serio ripensamento in chiave di sostenibilità ed elasticità? Ne abbiamo discusso con il professor Ennio Cascetta, professore ordinario di Pianificazione dei Sistemi di Trasporto presso l'Università Federico II di Napoli e tra i massimi esperti di sistemi di mobilità in Italia e in Europa.

Verso una nuova dorsale europea dell’idrogeno al 2040

Una rete di trasporto di idrogeno dedicata che abbraccia dieci paesi europei: è il progetto presentato nel 2020 da undici Transmission System Operators (TSOs) europei del gas attraverso il paper “European Hydrogen Backbone” (EHB). La dorsale a idrogeno descritta in quel rapporto ha innescato un dibattito sul ruolo che una rete di trasporto di un gas potenzialmente rinnovabile potrebbe giocare nel futuro sistema energetico europeo. Ad aprile 2021, è stato pubblicato un aggiornamento di quel rapporto, presentando una visione aggiornata ed estesa, che ad oggi coinvolge 23 società di 21 paesi, compresa Snam. Una visione che si articola al 2030, 2035 e 2040, e che in gran parte è basata su infrastrutture di trasporto e trasmissione del gas già esistenti e funzionanti.

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