::

ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Quando la filiera agroalimentare italiana incontra le necessità dell’Africa

Tracciare nuove traiettorie di futuro per il continente africano, capaci di creare sviluppo nelle aree più depresse del pianeta e dare un’alternativa alle popolazioni rispetto alla dolorosa scelta di lasciare le proprie terre e finire spesso preda dei trafficanti di essere umani. E’ l’obiettivo del primo progetto agricolo italiano di filiera nel continente africano, sottoscritto dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, la più grande organizzazione agricola a livello italiano ed europeo, Claudio Descalzi amministratore delegato dell’Eni, Società integrata nell’energia impegnata nella promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili, Federico Vecchioni amministratore delegato Bonifiche Ferraresi (BF) Spa, la più grande azienda agricola italiana e unico gruppo agro industriale quotato in borsa, e CAI, i Consorzi Agrari d’Italia.

Food for Soul: quando la gastronomia incontra l’etica

Nel 1995, io e mio marito Massimo Bottura abbiamo aperto un ristorante, Osteria Francescana. Massimo aveva alle spalle diversi anni di esperienza nella ristorazione, ma il mio background non apparteneva né al mondo della cucina né a quello del business. Ho studiato arte e negli anni l’arte è diventata per noi uno strumento essenziale, aiutandoci a creare la narrativa che mancava, in quel momento, nella gastronomia. L’arte ha dato forma alle nostre idee e ci ha permesso di comunicarle con un linguaggio universale. 

La regolazione tariffaria a sostegno del ruolo del gas nella transizione energetica

La definizione dei criteri per la regolazione tariffaria dei servizi di distribuzione e misura per il quinto periodo di regolazione, su cui ARERA ha posto in consultazione le linee di intervento nel recente DCO 410/2019/R/gas, deve necessariamente trovare il suo fondamento nel supportare l’evoluzione del settore affinché possa contribuire in modo efficace e sostanziale al processo di transizione energetica nel nostro Paese.

Ad oggi il servizio di distribuzione gas in Italia, con i suoi 21,5 milioni di punti di riconsegna e l’84% dei Comuni serviti, si qualifica come uno dei sistemi più capillari e sviluppati in Europa,

Deforestazione: un lusso che non ci possiamo più permettere

Con le sue attività l’uomo ha alterato gli equilibri climatici, portando le concentrazioni di gas serra in atmosfera a livelli mai registrati nell’ultimo milione di anni.

Le emissioni antropiche in atmosfera hanno raggiunto i 52 milioni di tonnellate di gas serra all’anno (in CO2 equivalenti, media 2007-2016) con un tasso di crescita che non ha mai rallentato dal 1960.

Povertà energetica e clima: la statistica è come un bikini

Povertà energetica e clima: due facce della stessa medaglia, quella della sostenibilità. Dalla pubblicazione del Rapporto Brundtland in poi, la sostenibilità è stata interpretata come un concetto basato su due equità: quella inter-generazionale, ovvero la protezione del pianeta nel tempo, e quella intra-generazionale, ovvero la giustizia all’interno della stessa generazione, lo sradicamento della povertà, anche di quella energetica ovviamente.

Coping with energy poverty through social relations

We are social beings, so it will come as no surprise that people’s relationships with other people have an impact on their ability to cope with energy poverty. In our recent study, we found that people use a range of different relationships (friends, family, advice agencies and others) to help them to access energy services (heat, mobility, and adequate electricity). In addition, having access to energy services can result in people being able to form or keep relationships: there are virtuous and vicious circles here. This means that when people do not have strong connections to others, or the ability to form such relationships, they are more vulnerable to the challenges of energy poverty.

La povertà energetica si combatte anche con le relazioni sociali

Siamo esseri sociali, quindi non sorprende che le relazioni tra le persone abbiano un impatto sulla nostra capacità di far fronte alla povertà energetica. Nel recente studio che abbiamo condotto, abbiamo scoperto che le persone attivano una serie di relazioni (amici, familiari, consulenti e altri) per accedere più facilmente a servizi energetici adeguati in termini di riscaldamento, mobilità ed elettricità. In maniera inversa, avere accesso ai servizi energetici può far sì che le persone siano più incentivate a formare o mantenere relazioni, con risvolti che possono essere positivi o negativi.

Decreto FER1: chi vince e chi perde?

Il cosiddetto “Decreto FER 1”, sottoscritto l’8 luglio 2019 e attualmente in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale a seguito del vaglio della Corte dei Conti, è il risultato dello sforzo congiunto dei Ministeri dello Sviluppo Economico (MISE) e dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare (MATTM). Il provvedimento è da annoverarsi tra le iniziative volte ad attuare il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), disponendo un set coeso di misure incentivanti indirizzate alla produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Autoconsumo e energy communities: cosa cambia?

Il Decreto FER 1 prevede di incentivare 800 MWs di impianti fotovoltaici di piccola taglia contestualmente alla asportazione della copertura di amianto. Sarà poi dedicata al fotovoltaico di piccola e media taglia una quota parte oggi difficile da determinare dei 770 MWs che sono attribuiti nello stesso bando di registro a minieolico e fotovoltaico.

Con gli incentivi del FER 1 dovrebbe dunque essere installato un totale fra 1.000 e 1.200/1.300 MW di impianti fotovoltaici di piccola e media taglia, che costituisce circa il 2,5 % dei 30.000 MWs addizionali di fotovoltaico il necessari, secondo il PNIEC, per raggiungere gli obbiettivi al 2030.

Oltre il decreto, quale strategia per l‘italia?

La ripartenza delle politiche a favore delle energie rinnovabili con l’atteso Decreto FER1 apre oggi nuove prospettive per il settore ma pone anche una serie di interrogativi per il domani.

Gli obiettivi al 2030 della proposta di Piano Energia Clima prevedono una quota di rinnovabili sul consumo elettrico interno lordo del 55,4% rispetto al 34,5% del 2018, quasi raddoppiando la potenza eolica installata e triplicando quella fotovoltaica.

Page 9 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 231 ms - Your address is 54.92.164.9