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Enerchain: il trading elettrico punta tutto sulla blockchain

Ernesto Ciorra, direttore del settore innovazione di Enel, l’ha definita “probabilmente il progetto attualmente più innovativo nel mondo dell’energia”. Si tratta di Enerchain, un nuovo modo per vendere e acquistare energia. Un’iniziativa firmata PONTON Gmbh, azienda fornitrice di software e servizi IT per l’industria energetica europea con base ad Amburgo, in Germania. Una compagnia che, fin dalla sua fondazione nel 2001, si è focalizzata sul trading di energia e sulla gestione della rete, studiando ed approntando prodotti che favorissero l’integrazione tra tecnologia e modelli di business.

Blockchain ed energia: l’esperienza di IBM

La tecnologia blockchain, nata con il bitcoin come strumento alternativo di pagamento, sta mostrando importanti ambiti di applicazione in molti settori, grazie ai valori di fiducia, trasparenza, certificazione, collaborazione, ecosistema che sono insiti nella tecnologia stessa.

Blockchain è un paradigma rivoluzionario perché capace di rendere affidabili, rapidi, trasparenti e sicuri i processi che collegano gli attori di un ecosistema di business.

Il futuro della blockchain che va oltre i bitcoin

1) La blockchain deve la sua attuale fama ai bitcoin. Eppure viene sempre più spesso associata allo sviluppo di diversi settori. Come mai?

La blockchain deve la sua fama ai bitcoin, ovvero alla criptovaluta che per la prima volta se ne è servita. Tuttavia, la vera rivoluzione non sta tanto nella creazione di moneta virtuale quanto nella blockchain stessa. Le possibilità di applicazione sono infatti molteplici e vanno ben oltre gli scambi monetari. A tal proposito si parla infatti di smart contracts e della possibilità di usare la blockchain come un registro decentralizzato dove annotare qualsiasi tipo di transazione (vendita di un immobile, scambio di energia fra imprese e privati, etc.).

Le nuove competenze sui rifiuti attribuite all’ARERA

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017 della Legge di Bilancio 2018, che ha attribuito all'Autorità compiti di regolazione e controllo anche nel settore dei rifiuti urbani e assimilati, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) è diventata ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. La legge ha infatti assegnato all'Autorità la regolazione anche del settore rifiuti, con specifici compiti da esercitare con gli stessi poteri e nel quadro dei principi finora applicati negli altri settori già di competenza dell'Autorità (elettricità, gas, sistema idrico integrato e, in parte, teleriscaldamento), come fissati dalla propria legge istitutiva.

Aziende di servizi pubblici: puntare su investimenti e regolazione

Nel ciclo di incontri con la politica la federazione ribadisce la necessità di investimenti e regolazione.
I prossimi appuntamenti il 26 febbraio con il Partito Democratico e il 1 marzo con Forza Italia

L'economia circolare, la sostenibilità, una regolazione che offra un quadro stabile entro cui muoversi con maggiore sicurezza per gli investimenti e che al tempo stesso garantisca sia i cittadini che le aziende, infine l'innovazione e l'attenzione particolare verso le città.

Multiutility: il successo passa dalla rivoluzione digitale

Con il suo impeto rivoluzionario il digitale è entrato anche nel settore energetico, che sta subendo una profonda trasformazione. Il suo impatto riguarda infatti l’intera catena del valore: dagli approvvigionamenti alla distribuzione e al trasporto, fino alla vendita e al rapporto con i clienti finali.

Nelle tecnologie digitali una rilevanza crescente la sta assumendo il cosiddetto Internet delle cose (IoT), caratterizzato dallo scambio in modo autonomo di informazioni tra oggetti che modificano le proprie prestazioni sulla base delle informazioni ricevute.

Il ruolo della sostenibilità nelle utility 4.0

Il termine utility 4.0 evoca immediatamente Industria 4.0, non tanto in termini di politica industriale, quanto di trasformazione in corso, altrimenti identificata come quarta rivoluzione industriale.

L’interconnessione attraverso la digitalizzazione costituisce il cuore di questa trasformazione, in quanto i dati, le informazioni, i sensori diventano un nuovo fattore di produzione, ma vi sono alcuni fattori complementari che ne caratterizzano la discontinuità e conseguentemente il potenziale impatto sul sistema economico:

Energia nell’urna

L’esito quanto mai incerto delle elezioni del 4 marzo induce partiti, movimenti e coalizioni a cercare di occupare l’intero spettro dello scibile politico. E se sono le macro questioni – dall’immigrazione alle tasse – a tenere banco sui mass media, i leader non disdegnano di pronunciarsi sui temi più diversi. Ne è esempio la “rassegna” condotta nell’ultimo mese da Staffetta Quotidiana, che ha chiesto ai leader politici di presentare sinteticamente un programma in tema energetico-ambientale per la prossima legislatura.

Sacchetti biodegradabili, un po’ di chiarezza sulla disciplina

Il 1° gennaio scorso è scattato il divieto di commercializzazione e distribuzione gratuita di sacchetti di plastica in materiale ultraleggero. La novità deriva da una legge approvata nell’agosto 2017 che tuttavia, probabilmente per mancanza di un’adeguata campagna comunicativa, ha colto di sorpresa la maggior parte degli italiani, gettando le basi per polemiche sterili, dietrologie e interpretazioni della norma non sempre corrette. Il presente contributo intende fare un po’ di chiarezza sulla disciplina riepilogando la normativa sugli shopper biodegradabili e compostabili.

Una norma giusta, ma quanta confusione

In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dall’EPA, l’agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, si stima un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti di plastica. Una parte di questi finiscono in mare e sulle coste causando non pochi danni all’ambiente e alla biodiversità marina, sommandosi ai rifiuti spiaggiati di ogni forma, genere, dimensione e colore, frutto della cattiva gestione a monte e dell’abbandono consapevole, che continuano a invadere le spiagge del Mediterraneo e non solo:

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