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Se il capacity market da solo non basta

L’approccio emergenzialista alle politiche energetico-ambientali contro i cambiamenti climatici fa prevalere una percezione distorta degli interventi necessari. Di questo approccio fanno parte anche atteggiamenti ideologici che non tengono conto di criteri minimi di razionalità ed efficienza dell’intervento pubblico di chi si oppone pregiudizialmente all’entrata in vigore di meccanismi di capacity market necessari, e allo stesso tempo sostiene una drastica attuazione del phase-out di tutte le centrali a carbone ancora presenti nel parco termoelettrico italiano.

Efficienza energetica: una sfida per tutti

L’evoluzione di Assopetroli in Assopetroli-Assoenergia, avvenuta nel 2011, mette in luce la necessaria attenzione che va riservata al tema dell’efficienza energetica. La storica Associazione degli imprenditori che operano nel commercio e nella logistica dei prodotti petroliferi rappresenta anche le piccole e medie imprese che operano nel settore del risparmio e dell’efficienza energetica, ed in particolare nel miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti termici; nella progettazione e realizzazione di nuovi edifici-impianti a basso consumo energetico; nella riqualificazione energetica del parco immobiliare esistente; nella certificazione energetica degli edifici; nell’innovazione tecnologica degli impianti termici ed integrazione con le fonti di energia rinnovabile.

Evoluzione dei certificati bianchi: le risposte di Davide Crippa

Che cosa prevede il recentissimo decreto sulle linee guida operative in materia di certificati bianchi?

Il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con la Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha emanato il 30 aprile 2019 il decreto di approvazione della Guida operativa per promuovere l'individuazione, la definizione e la presentazione di progetti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi prevista dal decreto attuativo modificato a maggio 2018.

Il meccanismo dei certificati bianchi: l’attesa di una svolta ed i suoi costi

Sulla bontà e l’adeguatezza del meccanismo dei certificati bianchi abbiamo scritto e discusso molto negli ultimi anni. Si tratta certamente di uno strumento che è divenuto un riferimento ‘virtuoso’ nel contesto europeo e che è stato a lungo motivo di orgoglio per il nostro Paese, riuscendo a promuovere e sostenere, in modo efficiente ed efficace, la realizzazione di interventi di efficienza energetica.

Per questo, negli ultimi anni, quando una persistente scarsa liquidità sul mercato dei TEE ha compromesso l’equilibrio domanda-offerta, che per lungo tempo aveva garantito stabilità agli investitori e costi sostenibili per il sistema, si è avviato un acceso dibattito sull’opportunità di mettere in discussione l’impianto.

Certificati bianchi: se il conto lo pagano solo i soggetti obbligati

I certificati bianchi rappresentano il principale meccanismo italiano per il sostegno all’efficienza energetica, tarato per stimolare gli interventi di maggiori dimensioni, come quelli nel settore dell’industria. Di recente il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, lo strumento previsto dalla Commissione Europea per l’attuazione a livello nazionale dei nuovi obiettivi climatici fissati per il 2030, ha ribadito la fiducia nel meccanismo dei certificati bianchi, da cui ci si aspetta un contributo al 2030 di circa 15 Mtep aggiuntivi di risparmi (simile a quello richiesto per il 2020), ma attraverso un impianto comunque rimodulato per stimolare investimenti anche e soprattutto nel settore civile, quello in cui si riscontra un potenziale di risparmio maggiore.

Certificati bianchi: non può sempre essere colpa dei distributori

Come è noto, le imprese di distribuzione del gas naturale con più di 50.000 clienti finali – al pari delle imprese di distribuzione di energia elettrica - (c.d. “soggetti obbligati”) sono tenute ad adottare misure di incremento dell'efficienza energetica negli usi finali dell'energia, secondo obiettivi determinati dai competenti Ministeri (cfr. art. 16, D.Lgs. n. 164/2000).

Con appositi decreti ministeriali sono stabiliti gli obiettivi quantitativi annui globali a livello nazionale, nonché il sistema di ripartizione in capo a ciascun distributore obbligato.

Finanziare l’efficienza energetica: il ruolo delle Energy Service Company

La diminuzione dei consumi energetici è, almeno sulla carta, la classica strategia win-win: fa bene ai bilanci delle imprese e dei consumatori privati, che possono sostenere costi meno elevati in bolletta, ed è positiva anche per la comunità nel suo complesso, che beneficia della riduzione delle emissioni associate alla produzione di energia. In linea teorica, dunque, sugli investimenti in efficienza non dovrebbero esserci dubbi, ma la realtà ci consegna un quadro molto distante da questa condizione ideale.

Efficienza ed innovazione: l’esperienza di TEP Energy Solution

Al fine di comprendere cosa significhi concretamente “fare innovazione” nel campo dell’efficienza energetica, abbiamo sottoposto una serie di domande a Marco Bianchi, amministratore delegato e socio fondatore di TEP Energy Solution. Controllata da Snam da maggio 2018, TEP è una delle una delle maggiori ESCO (Energy Service Company) italiane, con oltre 200 clienti tra primarie aziende nazionali e internazionali, 950.000 titoli di efficienza e un EBITDA 2017 pari a circa 6 milioni di euro.

Il dilemma della neutralità tecnologica

In teoria non c’è differenza tra teoria e pratica, ma in pratica c’è differenza. La battuta erroneamente attribuita a Yogi Berra si applica perfettamente, rovesciandola, alla distinzione tra politica ambientale e politica industriale. In teoria tra le due c’è una differenza molto netta, ma in pratica l’una sovente sfuma nell’altra.

In principio, la politica ambientale dovrebbe occuparsi di “correggere” il funzionamento del mercato in modo tale da imporre l’internalizzazione dei costi esterni, allineando il costo “privato” e quello “sociale” della produzione e consumo di energia.

Decarbonizzare l’industria: cosa c’è oltre l'elettrificazione?

L’industria italiana si posiziona ai massimi livelli di efficienza energetica in Europa e nel mondo e proprio grazie all’ottimale utilizzo del gas nei propri processi produttivi contribuisce a rendere l’Italia uno dei paesi industrializzati a minore intensità energetica. È sulla base di tale considerazione che dobbiamo indirizzare il graduale processo di elettrificazione, oltre che sulla valutazione delle migliori tecnologie disponibili e della loro implementabilità nei cicli.

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