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ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Roma senza diesel: che senso ha?

Per parafrasare Roberto Benigni in “Johnny Stecchino”, Roma ha una piaga terribile: il traffico. Tutti i sindaci che sono saliti al Campidoglio si sono trovati alle prese con la congestione delle strade della Capitale, disegnate per accogliere bighe e lettighe, ma un po’ meno adatte a pullman e tir. Tra divieti alla circolazione e domeniche ecologiche, la Sindaca Raggi, però, si è sforzata di superare in ambizione tutti i suoi predecessori.

Numeri ed errate percezioni sull’automobile

Il futuro, si sa, è sempre diverso da come lo si immagina. Eppure, sull’automobile e sulla sua evoluzione, complice anche molta semplificazione giornalistica, è diventato di gran moda sparare sentenze.

Parte di tale semplificazione, tanto ostentata quanto sciocca, potrebbe essere spiegata con l’evoluzione stessa del mondo dell’informazione, sovente costretto a finanziarsi con notizie acchiappa click, che a loro volta dovrebbero portare se non laute, almeno mirate inserzioni pubblicitarie.

2017: l’annus horribilis per il diesel europeo ma l’Italia fa eccezione

Se si osservano le immatricolazioni dell’ultimo anno, la crisi del diesel appare evidente. I dati del 2017 dimostrano, infatti, come quello che una volta era il carburante preferito dagli europei stia lentamente scomparendo dalle strade di alcuni mercati chiave. Tutto è cominciato con lo scandalo legato ad una singola casa automobilistica, che presto è diventato un affare istituzionale finendo per coinvolgere tanto le autorità locali quanto i governi nazionali. I dati raccolti dalla JATO nel 2017 non fanno che confermare un quadro piuttosto negativo per i motori diesel in Europa.

Diesel in Germania: proibire o migliorare? L’esperienza di Daimler

La sentenza del tribunale amministrativo federale di Lipsia del 27 febbraio 2018, che ha sancito la possibilità per le città tedesche di ricorrere alla misura del divieto di circolazione per le auto a diesel, ha risuonato in Germania e in tutto il mondo come la campana a morto del motore diesel, incolpato di appartenere ad un mondo antiquato e di essere la causa principale di livelli eccessivi di inquinamento nelle città e nelle aree metropolitane.

Gli effetti della digitalizzazione sul mondo Oil&Gas

Sono ormai decenni che le tecnologie digitali contribuiscono a migliorare i sistemi energetici e il mondo dell’energia è stato in diverse occasioni un precursore nel ricorso alla cosiddetta information technology (IT). Nonostante questa consolidata familiarità, il ritmo della digitalizzazione in questo ambito sta crescendo. Negli ultimi anni gli investimenti delle compagnie energetiche nelle tecnologie digitali hanno segnato un forte aumento: dal 2014, la spesa mondiale in software ed infrastrutture elettriche digitali è aumentata di oltre il 20% l’anno, raggiungendo i 47 miliardi di dollari nel 2016.

Digitale nell’Oil&Gas: una scommessa soprattutto economica

Negli ultimi anni, l’industria globale dell’Oil&Gas ha attraversato un periodo di difficoltà. Dopo una prolungata fase caratterizzata da un E&P dinamico, progetti ad alta intensità di capitale e una forte liquidità a sostegno degli investimenti, nel 2014 e nel 2015 i prezzi sono precipitati. Nel giro di pochi mesi, le compagnie petrolifere, che sino a quel momento avevano investito in modo massiccio sostenute da prospettive positive, hanno dovuto rallentare, e in certi casi arrestare, le proprie attività.

Le mille metamorfosi dell’industria petrolifera: a colloquio con il prof. Giulio Sapelli

Basta citare Hubbert e la sua celebre teoria del peak oil per scatenare nel prof. Giulio Sapelli una reazione molto nitida. Classe 1947, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano ed editorialista del “Messaggero”, con più di 400 pubblicazioni alle spalle, è considerato tra gli economisti italiani più autorevoli ed originali e tra i massimi esperti dei mercati energetici. E al geologo americano che nel 1956 teorizzò l’inesorabile esaurirsi della produzione petrolifera entro il 2000 non fa sconti.

L’industria italiana dell’Oil&Gas si prepara al cambiamento

Il mercato energetico è in un momento di profondo cambiamento, e la chiave per interpretare questo cambiamento e adeguarvisi prontamente è puntare sempre più sulla ricerca, su nuove tecnologie e sulla sostenibilità, mirando a innovare anche i processi aziendali per poter adottare soluzioni rispondenti ad un’industria in continua evoluzione.

Scenari energetici e opportunità digitali: evoluzione dei modelli di business O&G e sfide per la filiera italiana

La produzione globale di gas e petrolio negli ultimi anni ha alternato periodi di over-supply e di under-supply, con effetti rilevanti sul prezzo: tra il 2014 e il 2015, a fronte di un’offerta superiore alla domanda, i prezzi del barile sono crollati di oltre il 40%. Come conseguenza diretta del calo del prezzo del barile, gli investimenti in progetti ed impianti upstream sono scesi del ~40% con impatti sugli ordinativi e livelli occupazionali di tutta la filiera impiantistica.

“Digitalizzazione nell’Oil&Gas: il “COME” è molto più importante del “COSA”

La digitalizzazione è uno dei principali elementi nell’agenda degli executive dell’Oil&Gas e molti player del settore ne stanno facendo uno dei pilastri della strategia di lungo termine. E le ragioni di un simile interesse non sono di difficile lettura. Basti pensare che nel 2008 tra le prime dieci società per capitalizzazione vi erano 4 compagnie Oil&Gas, con Exxon al primo posto; dieci anni dopo - nel 2018 - non ve n’è neanche una e 7 dei primi 10 sono player Tecnologici/Digitali.

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