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Generazione diffusa o big energy company? È ora di scegliere

In Italia, nella bozza del nuovo decreto per l’incentivazione alle fonti rinnovabili (FER) è evidente un orientamento favorevole alle aste e agli impianti di taglia maggiore. Non dobbiamo, tuttavia, dimenticare che il decreto copre solo il prossimo triennio al termine del quale la strada verso gli obiettivi di produzione FER fissati dalla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) per il 2030 sarà ancora lunga e tutta da tracciare. Non è un caso se nel testo della SEN ritroviamo fianco a fianco, nell’auspicata market parity, i Power Purchase Agreement (PPA), ovvero il superamento delle aste per gli impianti di taglia maggiore, e l’agevolazione dell’autoconsumo.

Riforma delle tariffe di rete: chi ci guadagna? Ah, saperlo

La riforma delle tariffe di distribuzione dell’energia elettrica non è materia semplice da spiegare in poche righe. Ne è una evidente dimostrazione la campagna istituzionale dell’AEEGSI passata di recente in televisione. Uno spot molto breve, che voleva comunicare l’equità, la trasparenza e l’efficienza della riforma, è stato immediatamente segnalato all’AGCM da una nutrita schiera di associazioni dei consumatori e ambientaliste come pubblicità ingannevole. Mi limiterò pertanto a esporre i contenuti essenziali della riforma e a indicare i suoi principali effetti sui consumatori residenti. Non tratterò in modo approfondito delle utenze non residenti semplicemente per il fatto che la parte di riforma ad esse rivolta ha seguito percorsi e logiche certamente meno trasparenti e meno eque, e probabilmente anche meno efficienti. E non tratterò nemmeno degli impatti della riforma sulle aziende di distribuzione e sugli autoconsumi in regime di scambio della generazione distribuita per esigenze di spazio. 

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