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La SEN 2017 e il settore del gas

Nel periodo dei PEN (prima “programmi” poi “piani” energetici nazionali) dal 1975 al 1988, le critiche più ricorrenti erano che i PEN si concentravano troppo sul settore elettrico ed erano inutili perché lo scarto tra i piani e i fatti era enorme. Ma la concentrazione sul settore elettrico era spiegabile per due ragioni: 1) il maggiore contributo per ridurre la dipendenza dal petrolio (la preoccupazione centrale di allora) era atteso dalla modifica del combustibile usato nella produzione elettrica; 2) l’ENEL era controllato direttamente dal Governo che gli poteva indicare che cosa fare. A nostro parere poi, malgrado lo scarto tra programmi e realizzazioni, i PEN non erano inutili perché obbligavano il potere politico a dichiarare e a confrontarsi sulla direzione che voleva intraprendere in un’ottica di lungo periodo. 

Le prospettive del gas naturale: uno scenario roseo con moderazione

Come sarà il futuro energetico fra venti o trent’anni? In molti altri campi diversi dall’energia, una domanda simile sembrerebbe troppo pretenziosa e chi si azzardasse a rispondere una persona poco seria. Nel settore energetico invece gli scenari a venti, trenta o più anni sono la norma per una duplice ragione. Anzitutto il settore energetico presenta una forte inerzia e quindi occorrono decine di anni perché si registrino cambiamenti significativi nel peso delle diverse fonti. In secondo luogo, poiché gli investimenti energetici hanno di solito vita utile di molte decine di anni, gli investitori hanno bisogno di esplorare anche il futuro lontano per prendere le loro decisioni. 

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