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Efficienza energetica: una proposta inadeguata e punitiva

Le modifiche proposte dalla Commissione UE alla Direttiva 2012/27/UE  per adeguare l’obiettivo di efficienza energetica all’orizzonte 2030 e per estendere l’obbligo per gli Stati membri di realizzare un risparmio annuo dell’1,5% in relazione ai consumi finali di energia forniscono l’occasione per valutare i risultati delle politiche di miglioramento dell’efficienza energetica fin qui adottate in Italia e in Europa. Secondo gli Amici della Terra, che hanno prodotto un proprio documento, la proposta della Commissione, per i paesi più virtuosi come l’Italia, si rivela allo stesso tempo, inadeguata e punitiva.

#primalefficienza: il motore del cambiamento

L’edizione 2016 del World Energy Outlook (WEO) è uscita in coincidenza temporale con la COP 22 di Marrakech e fornisce, fra l’altro, le informazioni essenziali per la valutazione degli accordi internazionali sul clima. Come nelle altre edizioni, il WEO 2016 analizza le prospettive di tutte le fonti energetiche al 2040. Tra queste, considera l’efficienza energetica come se fosse una fonte alternativa: l’unica che può ottenere simultaneamente obiettivi di tutela dell’ambiente, economici e di sicurezza energetica. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ribadisce che l’Accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre, è un importante passo avanti nella lotta contro il riscaldamento globale ma il raggiungimento degli obiettivi climatici più ambiziosi sarà estremamente impegnativo e richiederà un radicale "cambiamento nella velocità di implementazione del processo di decarbonizzazione e di miglioramento nei livelli di efficienza".  

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