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L’Opec Plus compie un anno e si rafforza. Mentre il Brent si indebolisce sempre più

Giovedì 30 Novembre 2017, a Vienna, si è svolta la 173esima Conferenza Ordinaria dell’Opec, contestualmente al terzo vertice interministeriale dell’organismo che raduna ben 24 paesi produttori di petrolio, noto alle cronache come “Opec Plus”. Si tratta di una vera e propria nuova Opec, caratterizzata dalla leadership condivisa di Arabia Saudita e Russia. Due paesi distanti per storia, origini culturali e religiose, ma accomunati dallo stesso antagonista: gli Stati Uniti. O meglio, l’egemonia finanziaria di New York e Londra, luoghi dove di fatto oggi si stabilisce il prezzo del Petrolio, del WTI e del Brent.

L'Opec plus stabilizza il prezzo del greggio

Il 25 maggio 2017, la decisione presa dall’Opec allargata di prolungare fino a marzo del prossimo anno il programma di contenimento della produzione di petrolio avrà molto probabilmente successo nell’ottenere l’effetto desiderato: quello cioè di fissare un prezzo minimo del petrolio intorno ai 50 doll./bbl  per i prossimi mesi. Anche se analisti, esperti di mercato e banchieri avrebbero preferito un annuncio ancora più dirompente e tagli produttivi ancora più sostanziosi – e questa aspettativa ha fatto sì che nell’immediatezza dell’annuncio il prezzo del petrolio abbia reagito con un ribasso - in realtà la vera notizia emersa dalla 172esima conferenza ordinaria dell’Opec è la gestazione in fase avanzata di una nuova organizzazione internazionale di produttori di petrolio, molto più forte ed efficace della prima, che conta al suo interno ben 24 paesi, anziché i 13 della vecchia Opec, e che si basa sull’asse Mosca-Riad. 

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