Il 2018 è un anno fondamentale per il settore del gas rinnovabile in Europa. Diverse novità legislative stanno per essere introdotte e adottate dalle istituzioni comunitarie al fine di rafforzare il suo ruolo nella transizione energetica in atto. Nuove tecnologie come il Power-to-Gas e la gassificazione delle biomasse saranno anch’esse protagoniste di questa fase.

Il numero di impianti di biogas in Europa è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo decennio. Tra il 2009 e il 2016 è quasi triplicato, passando da 6.200 a 17.662 unità, e la crescita è stata particolarmente intensa soprattutto dal 2010 al 2012. Un simile sviluppo è ascrivibile all’aumento del numero degli impianti a matrice agricola, passati dalle 4.797 unità del 2009 alle 12.496 del 2016, che sono in assoluto i più numerosi. A seguire, gli impianti che convertono i fanghi di depurazione (2.838), i rifiuti urbani (1.604) e altri tipi di scarti (688).

Secondo Eurostat, la produzione annuale di biogas nell’Unione Europea ammontava a 181.565 GWh nel 2015, con Germania, Regno Unito, Italia e Francia che rappresentano i principali paesi produttori. Nel 2016, i paesi più dinamici nella realizzazione di nuovi impianti sono stati la Francia (+93) e il Regno Unito (+41).

Evoluzione del numero di impianti di biogas in Europa

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Sebbene il numero totale di impianti biogas si sia stabilizzato a partire dal 2015, la capacità elettrica installata è aumentata dai 4.158 MW del 2010 ai 9.985 MW del 2016 (+5.827 MW). A partire dal 2011, l’incremento è principalmente dovuto alla costruzione di nuovi impianti che convertono biomasse di origine agricola, il cui contributo in termini di capacità è passato dai 3.408 MW del 2011 ai 6.348 MW del 2016.

Biogas: capacità elettrica installata in Europa dal 2010 al 2016 (MW)

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La riduzione del tasso di crescita del numero di impianti di biogas in Europa registratosi negli ultimi anni è principalmente ascrivibile alle novità introdotte nelle normative nazionali. Ad esempio, in Germania, che è il primo paese per produzione di biogas e biometano, si è registrata una crescita relativamente modesta nel 2016 a causa dell’attesa per l’introduzione di un nuovo schema di incentivazione, il cui iter è stato avviato nel 2012 e si è concluso nel 2017.

A fronte della crescente maturità delle tecnologie e dell’industria del biogas, a partire dal 2016 si registra un aumento consistente anche della quantità di biometano prodotto in Europa, con un numero di impianti che ad oggi ammonta a 500 unità. Come gli impianti biogas, anche quelli di biometano sfruttano principalmente risorse provenienti dal settore agricolo, seguiti da quelli che utilizzano rifiuti (115 impianti) e fanghi di depurazione (73). Nel 2016, la produzione UE di biometano ammontava a 17.264 GWh, con uno sviluppo trainato da Germania (+900 GWh), Francia (+133 GWh) e Svezia (+78 GWh).

Produzione di biometano in Europa (GWh) e paesi UE attivi nella produzione di biometano

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Con tutta probabilità, il trend di crescita continuerà anche nei prossimi anni, sospinto dal biometano per autotrazione, un biocarburante immediatamente utilizzabile sfruttando le tecnologie esistenti e caratterizzato da ottime performance ambientali. Numerosi paesi, che dispongono di un ampio potenziale di materia prima e che hanno definito target specifici per la produzione di biometano, dovrebbero quindi conoscere un significativo sviluppo del settore. È il caso ad esempio della Francia, della penisola scandinava e dell’Italia. Per quest’ultima, la Commissione Europea ha recentemente approvato il nuovo schema di incentivazione per la produzione e distribuzione di biocarburanti avanzati, tra cui il biometano. Il nuovo schema prevede un budget di 4,7 miliardi di euro e interessa il periodo 2018-2022. Queste risorse finanziarie permetteranno ai produttori di biometano e di biocarburanti avanzati, caratterizzati da elevati costi di produzione, di competere con i produttori di carburanti di origine fossile.   

Recenti studi hanno evidenziato il grande potenziale del gas rinnovabile in Europa. L’iniziativa europea Gas for Climate, di cui fanno parte l’European Biogas Association (EBA) e il Consorzio Italiano Biogas (CIB), ha analizzato in che misura lo sviluppo del gas rinnovabile e del biometano contribuirà al raggiungimento dei target sottoscritti a Parigi. In Francia, ADEME, GRDF e GRTgaz hanno pubblicato uno studio che indaga la fattibilità economica e tecnica di un gas al 100% proveniente da fonti rinnovabili all’orizzonte 2050. Anche la IEA Bioenergy ha recentemente pubblicato un rapporto sui benefici del biogas e del biometano.

Sul fronte tecnologico, la strada dell’innovazione è ormai intrapresa. Ne sono la riprova il “Power-to-biomethane” e la gassificazione della biomassa, tecnologie ambientalmente compatibili e che - se sviluppate su scala industriale - risultano sostenibili anche sotto il profilo economico. La prima è una tecnologia che converte il surplus di energia elettrica da fonti rinnovabili in biometano grazie ad un processo chiamato elettrolisi. Consente di produrre energia a basso impatto carbonico e di immagazzinare elettricità ad un costo sostenibile, bilanciando la variabilità e non programmabilità della produzione elettrica da solare ed eolico. La gassificazione delle biomasse, invece, permette di utilizzare una maggiore varietà di risorse vegetali come cippato, pellet e persino scarti. Numerosi progetti pilota sono stati sviluppati in diversi paesi, come ad esempio la piattaforma Gaya in Francia, che potrebbe rappresentare un modello per gli impianti di biometano di futura generazione

Le politiche europee rafforzeranno il ruolo di rinnovabili e bioenergie

Secondo quanto dichiarato dalla Commissione Europea, il 2018 sarà l’anno dell’“impegno”: la Energy Union Strategy diventerà realtà, grazie all’adozione di numerose politiche previste nel cosiddetto Clean Energy Package.

Per il prossimo decennio, la revisione della Direttiva rinnovabili porterà alla definizione di un nuovo contesto, con nuovi target in materia di quota delle FER per i paesi membri (l’EBA e diverse altre associazioni stanno incoraggiando obiettivi molto ambiziosi) che si vanno ad associare ad obiettivi specifici per i trasporti e la produzione di calore. Integrazioni importanti sono state introdotte anche per definire e regolare il commercio di gas rinnovabili, nonché per stabilire criteri di sostenibilità a livello europeo per tutti gli usi energetici della biomassa. Anche per il mercato elettrico, il nuovo design comporterà la modifica delle regole esistenti allo scopo di assicurare un ruolo più ampio alle rinnovabili e remunerare i produttori che dispongono di capacità flessibile.

Grazie all’imminente adozione del Pacchetto Economia Circolare che prevede – tra le altre cose - la modifica delle direttive sui rifiuti esistenti, saranno disponibili più rifiuti da destinare alla conversione in gas. Verrà introdotta una raccolta differenziata obbligatoria per i rifiuti organici biodegradabili e verranno fissati nuovi obiettivi di riciclo per il 2030. Ultimo ma non meno importante, il regolamento sui fertilizzanti includerà nella legislazione UE i fertilizzanti organici, stabilendo regole comuni che consentiranno di vendere per la prima volta il digestato in tutta Europa.

Le revisioni UE in corso sul Clean Energy Package potrebbero, infine, garantire una maggiore certezza ai potenziali investitori e soluzioni più rispettose dell’ambiente per la società. L'EBA continuerà a sostenere i settori del biogas e del biometano, dove c'è ampio spazio per sia per piccoli che grandi player.

Per ulteriori approfondimenti sui dati relativi a biogas, biometano e gassificazione, si rimanda all’EBA Statistical Report 2017.