Che cosa si intende per obbligo di servizio universale?

Fin dal 1998 l'Autorità per l'energia e il gas ha definito il servizio universale per il settore elettrico nel quadro della sua progressiva liberalizzazione. Due i principi cardine: a) il diritto per tutti i cittadini di essere allacciati alla rete elettrica anche qualora risiedano o lavorino in siti remoti; b) il dovere per tutti i consumatori, grandi e piccoli, di sopportare in bolletta gli oneri del servizio universale, che rappresentano un extra costo rispetto ai costi operativi ordinari. Ne' l'Autorità né il legislatore hanno mai considerato gratuito tale servizio ancorché i beneficiari, come abbiamo visto, non debbano pagare prezzi discriminanti.

Con la sentenza penale n. Num. 39884 Anno 2017, la corte di Cassazione ha definito l’energia elettrica ‘bene non indispensabile alla vita’. A prescindere dal merito della vicenda (prelievo illegale di elettricità e quindi definibile come reato), la definizione di “non indispensabilità alla vita” contraddice, a suo avviso, il concetto di servizio universale nell’elettricità?

La Cassazione presuppone che l'appropriazione dei beni o servizi indispensabili da parte di soggetti totalmente privi di mezzi non sia punibile. Di qui la necessità di stabilire se l'energia elettrica sia o non sia indispensabile e la scelta di considerarla una comodità alla quale si possa rinunciare, con qualche sacrificio, per esempio non avvalendosi più degli elettrodomestici. Non mi pronuncio sul valore giuridico di questa posizione. Non sono un giurista. E tuttavia non ho difficoltà a dire che si tratta di una posizione lontana dalla realtà. Summum ius, summa iniuria. Se la legge presenta una falla, dovremo aggiornarla. Ma il buon senso dice che i piatti o gli abiti si possono lavare anche a mano, ma che l'energia elettrica serve anche a illuminare un libro di scuola per leggerlo e a conservare i cibi in modo corretto. Di più. Se il legislatore oggi ritiene che fra i diritti di cittadinanza figuri ormai anche il collegamento alla rete di telecomunicazioni in fibra ottica, e dunque stanzia somme ingenti per superare il digital divide, come possiamo escludere il servizio elettrico dai diritti di cittadinanza?

La nazionalizzazione del settore elettrico aveva rappresentato il riconoscimento di quel diritto di cittadinanza secondo cui ogni cittadino può disporre del servizio elettrico indipendentemente dalla sua capacità di reddito. Con la liberalizzazione del mercato, questo principio può dirsi ancora valido?

Certamente sì.

L’Unione Europea ha approvato, a più riprese, direttive che ribadiscono l’ineludibilità del servizio universale anche nel settore elettrico. Secondo Lei, l’UE ha verificato nel merito il rispetto di questa normativa?

Non glielo so dire. Ma credo che non serva. Basta lo Stato italiano per garantire il servizio. Mi domando invece se la pronuncia della Cassazione sia conforme alle Direttive UE.

Il concetto di essenzialità del servizio elettrico - anche alla luce della sentenza di cui sopra - può ancora considerarsi uno dei cardini base della regolazione del mercato elettrico italiano? 

Di nuovo rispondo di sì.

A suo avviso, l’AEEGSI ha svolto compiutamente il suo ruolo di guardiano del servizio universale?

Non mi pare un problema di Autority. Stiamo commentando le motivazioni di una sentenza forse non impeccabile. Sta al governo assicurare con opportune politiche i diritti di cittadinanza a tutti i cittadini. La lunga recessione ha determinato non solo e non tanto i casi di furto dei quali stiamo parlando ma un triste incremento dei crediti inesigibili da parte dell'Enel e delle altre società elettriche.