Nel settembre 2015, i governi di tutto il mondo hanno adottato 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDG) e, pochi mesi dopo – a dicembre - hanno firmato l’Accordo di Parigi. Queste azioni sono la riprova del rafforzamento del consenso globale circa la necessità di frenare il cambiamento climatico indotto dalle attività antropiche e di promuovere uno sviluppo sostenibile su scala mondiale. I due concetti sono infatti strettamente legati: l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico va inquadrata nella cornice degli sforzi globali tesi a ridurre la povertà, promuovere la crescita economica, rispettare i diritti umani e di inclusione sociale.

Questo inconfutabile nesso influenza l’approccio agli investimenti in risorse naturali e le modalità di fornitura dell’energia. Su questi temi, tuttavia, non è ancora emersa una visione univoca che sia in linea con una profonda decarbonizzazione delle economie e che risponda al contempo alle esigenze di sviluppo dei paesi a basso reddito e fortemente dipendenti dalla rendite consentite dalle risorse minerarie.

Secondo quanto sottolineato nell’Accordo di Parigi, a sua volta incorporato all’interno dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 13, il raggiungimento degli obiettivi climatici implica un “equilibrio tra le fonti di emissioni e gli assorbimenti antropogenici di gas a effetto serra nella seconda metà del corrente secolo”. A sua volta ciò richiede la decarbonizzazione del sistema energetico, inteso come il passaggio da un sistema energetico high carbon ad uno low carbon. Soddisfare il fabbisogno di energia senza l’uso delle abbondanti riserve di combustibili fossili rappresenta una sfida importante, resa ancor più complicata dalla crescita attesa della domanda energetica mondiale, specie nei paesi con alti tassi di incremento demografico e carenti di un adeguato accesso all’energia elettrica.

Come riconosciuto nell’Obiettivo 7, l’accesso a servizi energetici moderni e sostenibili è essenziale per la crescita economica, l’occupazione, l’istruzione, la riduzione della povertà, la salute e la sicurezza. Senza l’energia, gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non possono essere raggiunti. La maggior parte degli scenari prevede che le fonti fossili continueranno a rimanere la forma di energia dominante anche in futuro, ma se queste proiezioni trovassero riscontro nella realtà si finirebbe per superare il limite concordato dei 2°C di aumento della temperatura media mondiale. Pertanto, risulta evidente la portata della sfida che i governi e l’industria dei combustibili fossili sono chiamati ad affrontare per soddisfare la futura domanda di energia riducendo al contempo le emissioni.

La soluzione a questa sfida richiede altissimi livelli di ambizione, partecipazione e collaborazione a tutti i livelli della società. In questo contesto, le compagnie Oil&Gas svolgono un ruolo chiave e possono contare su un ampio ventaglio di opportunità per contribuire a soddisfare gli obiettivi mondiali volti a garantire l’accesso a servizi energetici sicuri, affidabili e moderni, sia intervenendo sui propri modelli di business sia collaborando con i propri partner.

In primo luogo, ogni compagnia dovrebbe cercare di comprendere a fondo le implicazioni del cambiamento climatico sulle proprie attività, considerando le risorse correnti, gli investimenti infrastrutturali, lo stato della ricerca e sviluppo e le tecnologie disponibili, con l’obiettivo di sviluppare un piano di transizione verso un’economia a zero emissioni. Piuttosto che reagire alle pressioni esterne, bisognerebbe cogliere l’opportunità di essere proattivi attraverso la creazione e la promozione di percorsi energetici che conducano al raggiungimento dei target climatici. Un ruolo attivo delle compagnie consentirebbe all’industria nel suo assieme di influenzare il processo verso la decarbonizzazione, ivi incluse la definizione degli obiettivi e l’individuazione delle politiche necessarie per conseguire gli obiettivi globali attraverso percorsi economicamente efficienti e technology-based.

Per molte compagnie Oil&Gas si rivelerà vantaggioso esplorare le opportunità offerte dalla ricerca e sviluppo così come dagli investimenti nel campo delle tecnologie energetiche alternative. La loro disponibilità finanziaria e la significativa esperienza conseguita nel sostenere investimenti in R&S e di capitale e nel far fronte ad ampie fluttuazioni delle entrate, costituiscono indubbi vantaggi nel momento in cui sono chiamate ad interfacciarsi con i mercati delle energie rinnovabili che non sono ancora maturi e che vedono di frequente aziende di piccole dimensioni sorgere e fallire in brevi lassi temporali. Una delle più grandi opportunità per le compagnie petrolifere e del gas in ambito climatico è lo sviluppo e la diffusione su larga scala dei sistemi di Cattura e Stoccaggio del Carbonio (Carbon Capture & Storage - CCS). L’industria Oil&Gas è infatti l’unico settore economico con l'esperienza necessaria ed una base operativa su larga scala in grado di testare e implementare sistemi CCS su larga scala all'interno di un partenariato pubblico-privato.

Le compagnie possono svolgere un ruolo fondamentale anche nel migliorare l’accesso all’energia. Gran parte dei 2,8 miliardi di persone che attualmente non dispongono dei servizi energetici moderni si trovano nei paesi in via di sviluppo, dove le compagnie Oil&Gas hanno una presenza operativa di lunga data, fattore che conferisce loro familiarità e conoscenza dei problemi locali. Il loro contributo in tema di accesso all’energia può quindi concretizzarsi lavorando con governi e comunità locali, al fine di determinare il modo migliore di allineare i propri investimenti alle esigenze del paese che li ospita. Se i progetti gas vengono sviluppati nell’ottica di rifornire i mercati internazionali, le compagnie potrebbero lavorare a stretto contatto con il governo ospite per massimizzare la possibilità di destinarne una parte al consumo domestico. Inoltre, si potrebbero sfruttare le opportunità derivanti dallo sviluppo di infrastrutture energetiche ad uso condiviso per incrementare l’elettrificazione nelle aree circostanti i siti interessati dai progetti.

Migliorare l'efficienza della produzione e delle operazioni può contribuire ulteriormente ad affrontare la povertà energetica nei paesi sviluppati e in via di sviluppo, riducendo al contempo le emissioni in fase di produzione. Di fatto, il 5% del gas naturale prodotto ogni anno a livello globale viene bruciato in torcia e quindi sprecato. Al contrario, il gas associato potrebbe essere catturato e impiegato per la generazione elettrica, o liquefatto per essere impiegato nei trasporti o ancora re-iniettato nei giacimenti con finalità di ottimizzazione produttiva.

Le compagnie che integrano il cambiamento climatico nei loro modelli di business hanno più probabilità di continuare a giocare un ruolo importante anche in futuro nel soddisfacimento della domanda di energia; tra gli investitori istituzionali la tendenza è quella di guardare con interesse alle imprese Oil&Gas impegnate nella lotta al cambiamento climatico mentre puntano a disinvestire da quelle che mancano di intraprendere azioni significative in tal senso. Inoltre, le compagnie che non affrontano la sfida climatica avranno più difficoltà ad attrarre i talenti migliori; sono sempre più numerosi, infatti, i “millenials” che riferiscono di non voler lavorare nel settore degli idrocarburi in ragione della prevalente immagine negativa che se ne ha. Tuttavia, osservando i piani futuri, alcune di quelle che oggi vengono definite come compagnie Oil&Gas si apprestano a diventare un domani compagnie energetiche in senso più ampio: strutture fortemente diversificate che continueranno ad essere partner di rilievo di governi e di altre organizzazioni mondiali nell’obiettivo di soddisfare la fame di energia e di proteggere il pianeta.

L’articolo riprende i contenuti sviluppati nello studio “How Oil and Gas Companies Can Help Meet the Global Goals on Energy and Climate Change” del Columbia Center on Sustainable Investment pubblicato nel marzo 16.