Il 2017 sarà l’anno dei “grandi cambiamenti” in materia di fornitura di energia elettrica e gas per i consumatori italiani. Cambiamenti (abbiamo il presentimento che diventeranno batoste) stabiliti dall’Autorità di regolazione di settore.

I consumatori, infatti, spesso ignorano che in Italia dopo le leggi dello Stato, quindi Governo e Parlamento, le regole relative al funzionamento di un settore come quello in esame vengono definite da un’apposita autorità che, nel caso specifico, è l’AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico).

Come fa le regole? Consultando le parti (operatori e consumatori). Tuttavia, non sempre i consumatori riescono ad avere lo stesso peso degli operatori perché si tratta di regole molto tecniche.

Che tipo di regole sono? Ad esempio, stabilisce come deve essere scritta la bolletta, che colore deve avere e di quante pagine deve essere. Oppure definisce quali sono i costi che vengono riconosciuti agli operatori, come ad esempio il tipo di contatore che ci viene istallato.

Ora, dal 1° gennaio 2017 accadranno due cose molto importati: l’entrata in vigore della riforma tariffaria e la sostituzione massiva di 32 milioni di contatori.

Nel primo caso significa che cambieranno le modalità di calcolo dei costi “fissi e variabili” in bolletta a seconda della potenza impegnata dal nostro contatore.

Su questo punto, siamo stati contrari sin dall’inizio perché, a nostro avviso, è una riforma scritta esclusivamente per premiare chi spreca energia.

La logica adottata? Secondo l’Autorità, i consumatori italiani per cucinare devono usare la piastra ad induzione mentre per riscaldarsi devono ricorrere alle pompe di calore (i condizionatori); pertanto, ha proposto una riforma denominata “regressiva”, nel senso che all’aumentare del consumo diminuiscono i costi fissi e viceversa. Quest’ultima è entrata in vigore quest’anno ma arriverà a pieno regime a partire dal prossimo.

Come cambiano le cose? Secondo questo schema:

Tab. 1 – Impatto economico della riforma – Come cambia la bolletta degli utenti domestici

Fonte: Elaborazione Codici su dati AEEGSI

Per farla breve, a risparmiare qualche decina di euro l’anno saranno soprattutto quelli che hanno consumi molto elevati (oltre i 3.200 kWh/anno) mentre tutti gli altri ci rimetteranno (molte decine di euro/anno).

L’AEEGSI ha detto che i meno abbienti verranno compensati dai Bonus Sociali (che già esistevano prima della riforma, ma adesso sono stati leggermente potenziati). Tuttavia, i Bonus li pagano tutti i consumatori connessi alla rete (quindi più bonus, più sottrazione) e inoltre la logica di base è sempre quella: sprecare più energia anche sei meno abbiente ti dà diritto ad avere un bonus e non conta se fai attenzione a spegnere le luci o se compri elettrodomestici efficienti. Il paradosso è che devi aumentare il consumo per avere (solo in proporzione) un beneficio sulla bolletta.

In sintesi, proprio da questo bimestre (I° 2017), molti milioni di italiani (che si tratti di single o di famiglie con nuclei di 3-4 persone) avranno un sostanzioso aumento in bolletta per sussidiare coloro che hanno delle potenze impegnate molto alte, come i proprietari di ville o casali.

La seconda riforma riguarda la sostituzione massiva di 32 milioni di contatori. A partire da gennaio 2017, inizierà la sostituzione di 32 milioni di contatori per il momento esclusivamente di Enel distribuzione, che ha l’85% della rete italiana. Inizialmente, interesserà 18 zone in tutte le Regioni italiane, con la promessa che verranno emesse fatture più precise e basate sul consumo effettivo (la stessa promessa che ci fecero nel 2001).

Il contatore in Italia ha avuto una prima fase “spontanea” dal 2001 al 2006 avviata da Enel ed una seconda fase “obbligatoria” dal 2007 al 2011 durante la quale, in seguito ad una deliberazione dell’Autorità (la 292/06), è stato definito l’obbligo di installare i misuratori elettronici per tutte le imprese distributrici.

Questo è stato fatto affinché fossero disponibili letture mensili effettive (le famose tele letture), fosse disponibile la tele gestione senza dover intervenire fisicamente e affinché venissero ridotti i costi di lettura. Codici sa benissimo, in base ai reclami che ci pervengono dai consumatori, che in questi anni le cose non sono andate propriamente così. Lo scorso anno, l’intero Parlamento italiano votò una mozione che impegnava il Governo a risolvere il fenomeno delle maxi bollette, frutto proprio delle mancate letture. In sostanza, abbiamo pagato (ad altri) e montato da oltre 15 anni contatori teleletti ma, nonostante ciò, abbiamo le fatture stimate!

Cosa c’è da sapere.

1) E’ obbligatorio sostituire il contatore? La sostituzione non è obbligatoria (per il consumatore) per legge (D.M 60/2015) e soprattutto non si è tenuti a farlo sostituire se non si è concluso il ciclo di vita del precedente contatore, ovvero 15 anni, come quello che verrà sostituito (basta leggere la data di produzione sull’apparecchio).

2) Chi paga? I nuovi contatori, come quelli vecchi cambiati tra il 2001 e il 2011, verranno pagati dagli utenti in bolletta, ma l’Autorità ha assicurato: “tariffe di misura invariate”. Pertanto, si continuerà a pagare ciò che si sta pagando attualmente, ma con i nuovi contatori si potrà contare su molti servizi in più, così ci raccontano. L’Autorità afferma che il risparmio per il distributore sarà del 20% e quello per l’utente dell’80%, in seguito ad un’analisi costi-benefici che però ci rivela che ne gioveranno maggiormente i grandi fruitori rispetto ai piccoli.

3) Di chi è la proprietà? Il nuovo contatore sarà di proprietà del distributore pur essendo pagato dai consumatori e ci costerà meno di 3 euro a bimestre per 15 anni. Il suo costo infatti, può variare dai 96 ai 240 euro (a seconda dell’anno di installazione).

4) Di chi è il dato prodotto? Il dato, ovvero quanto misurato e tutte le sue presenti e future applicazioni (come l’internet delle cose e le modalità di pagamento), è del consumatore, che deve possederlo integralmente e poterne disporre per farne ciò che ritiene opportuno, anche cederlo a terzi per finalità commerciali. Quindi attenzione!

5) La tecnologia? È stata scelta interamente dal distributore, il costo lo ritroverete in bolletta alla voce: “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”.

Ad oggi, questa nuova tecnologia non elimina il costo del letturista in bolletta, che dovrebbe passare a rilevare la lettura almeno una volta l’anno. Siete liberi di scegliere cosa fare, se farvelo sostituire o meno. Nel caso scegliate la seconda opzione ricordatevi di:

1) essere presenti in casa al momento della sostituzione per farvi rilasciare il certificato di conformità e quello di sostituzione, con tutti i dati dell’operatore che lo ha sostituito, le caratteristiche del nuovo e i dati di consumo del precedente, incluso il numero di matricola, e fate una foto al vecchio contatore per accertare l’effettivo consumo registrato, per evitare così di ritrovarvi in bolletta spiacevoli sorprese come i troppo frequenti maxi conguagli;

2) attenzione: è proprio da queste sostituzioni che nascono problemi di fatturazione, conguagli e altra natura, che poi si riversano subito dopo sulle bollette;

3) nel caso di reclami energia consultate il nostro sito dell’Associazione Codici al link: http://www.codici.org/energia.html

Il migliore consiglio che vi possiamo dare è: occhio alla bolletta, leggetela bene e imparatela a capirla!