Com’è ormai noto, la crescita dei consumi globali di gas naturale si è notevolmente rallentata negli ultimi anni, passando da quasi il 3% all'anno nel primo decennio di questo secolo a una media di circa l’1,4% all'anno a partire dal 2010. In particolare, in Europa – e in Italia – i consumi di gas sono costantemente diminuiti fino all’anno scorso, quando si è assistito ad una ripresa principalmente legata alle temperature più rigide e ai prezzi in netto calo.

Nonostante questo recupero, l’evoluzione della domanda dipenderà da una serie di fattori tra loro interrelati, tra cui la competitività dei singoli combustibili, e un’importanza cruciale sarà rivestita dagli obiettivi ambientali. Il World Energy Outlook (WEO) 2016, pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), prevede una crescita costante dei consumi di gas a livello globale, perlomeno fino al 2030; successivamente a questa data, l’andamento della domanda è legato alla diffusione e al rigore delle politiche contro il cambiamento globale.

Relativamente al settore dei trasporti, attualmente la quota dei consumi di gas è scarsamente rilevante a livello globale e oscilla intorno al 3%. In Europa, tale quota scende intorno all’1%, ma l’Italia, con uno share del 3% sui consumi finali, è uno dei paesi europei che mostra le dinamiche più interessanti (figure 1 e 2). 

 

Figura 1 - Consumi finali di gas per settore, anno 2014

 Fonte: Eurostat


Figura 2 - Andamento dei consumi nel settore dei trasporti in Italia (in TJ)

 Fonte: Eurostat


Nonostante l’ancora esigua rilevanza dei trasporti nei consumi di gas, le previsioni del WEO 2016 indicano una crescita della domanda globale di gas in questo settore, che da oltre 160 miliardi di metri cubi (mld. mc) del 2014 passa a circa 280 mld. mc nel 2040. Tale crescita sarebbe stimolata principalmente dal trasporto su strada, che rappresenta i due terzi della domanda di gas nel settore dei trasporti, il resto dei consumi proviene dal trasporto marittimo, dove il GNL assume una importanza crescente come combustibile alternativo.

Da un punto di vista regionale, il paese di cui si stima la crescita maggiore sono gli Stati Uniti, per i quali è atteso un aumento del gas utilizzato per i trasporti pari a quasi il 30%, seguiti dalla Cina (21%) e India (14%). L’eccezionale aumento della produzione di gas, soprattutto negli Stati Uniti, la contestuale diminuzione dei prezzi dovuta anche alle dinamiche dei mercati petroliferi e le alternative rinnovabili per la produzione di elettricità hanno reso più allettante l’utilizzo del gas nel settore dei trasporti e con molta probabilità questo trend si confermerà anche per i prossimi anni.

Trattandosi del secondo maggiore responsabile delle emissioni di CO2 legate al comparto energetico a livello mondiale, il settore dei trasporti gioca un ruolo fondamentale nel processo di decarbonizzazione; ciononostante, le emissioni da esso derivanti sono previste in aumento e il relativo tasso di decarbonizzazione è stato sinora inferiore rispetto ad altri settori.

Sotto questo aspetto, il gas naturale come carburante per autotrazione può offrire vantaggi importanti per l'ambiente, ma anche per i consumatori e per l'economia nel suo complesso; oltre ad essere relativamente più economico rispetto alla benzina può aiutare a soddisfare gli obiettivi chiave dell'Unione Europea riguardo alla riduzione delle emissioni e migliorare la qualità dell'aria nelle città. Da un punto di vista ambientale i veicoli elettrici offrono benefici simili ma, all’attuale stato della tecnologia, quelli a gas garantiscono migliori prestazioni in termini di autonomia e velocità di rifornimento.

Tuttavia, al momento, la dotazione di infrastrutture per il rifornimento potrebbe limitare la diffusione del gas nel comparto trasporti. Questa carenza rischia di innescare un circolo vizioso in quanto se da un lato è vero che la mancanza di stazioni di rifornimento capillari scoraggia l’acquisto di veicoli a metano, è altrettanto vero che investire nelle infrastrutture di distribuzione senza un’adeguata massa critica di veicoli rende gli investimenti stessi più rischiosi. L’Italia è uno dei paesi europei che ha sperimentato la maggiore crescita di veicoli a gas e GPL: da dati dell’Automobile Club d’Italia (ACI), al 31 dicembre 2015 tali veicoli hanno raggiunto quota 8,1% sul totale delle autovetture circolanti contro il 7,76 del 2014 (2.137.078 le vetture a GPL, 883.190 quelle a metano). Il nostro paese, peraltro, si è rivelato anche più efficiente rispetto ai “vicini” Francia e Germania nel contenimento delle emissioni derivanti dai trasporti, segnando una costante diminuzione a partire dall’anno 2006 (fig. 3).

 

Figura 3 - Emissioni di gas serra legate al settore dei trasporti

 Fonte: Eurostat


* Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autrice e non riflettono necessariamente quelle dell’Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e i Sistemi Idrici.