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ACQUA & AMBIENTE | 15 ARTICOLI

La seconda vita dei grassi animali: l’esperienza di Assograssi

Molto prima che diventasse un tema all’ordine del giorno, sui giornali come in politica, l’industria dei sottoprodotti di origine animale ha costruito un modello efficiente di economica circolare. Le aziende del settore, infatti, reimpiegano gli scarti di lavorazione delle carni dando loro, letteralmente, una seconda vita.

Una delle frasi più citate per spiegare il concetto di economia circolare, “da scarto a risorsa” trova una completa attuazione nell’attività del comparto. Le sue aziende si occupano infatti del “rendering”, vale a dire la raccolta e la lavorazione dei sottoprodotti di origine animale.

L’accordo Eni-CONOE: da olio esausto a biocarburante di alta qualità

“The fact that fat oils from vegetable sources can be used may seem insignificant today, but such oils may perhaps become in course of time of the same importance as some natural mineral oils and the tar products are now”, Rudolph Diesel.

L’utilizzo di oli vegetali come carburante nei motori diesel non è un’idea nuova. Rudolf Diesel iniziò lo sviluppo del motore che ne porta il nome, brevettato nel 1892, utilizzando olio di arachidi. Poco tempo dopo, durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, la Otto Company presentò un piccolo motore capace di funzionare sia con gasolio che con olio vegetale o animale.

La SEN e la sfida del settore non-ETS

La bozza di Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente presentata dal MiSE e dal MATTM, come era prevedibile, è fortemente raccordata con gli obiettivi che l’Europa si è data al 2030 con il Piano Clima Energia nell’ambito dell’Unione per l’Energia, in termini di riduzione di CO2, percentuale di impiego di fonti rinnovabili e riduzione del consumo grazie a misure di efficienza energetica.

In particolare, per quanto riguarda la riduzione di CO2, il Piano fissa uno specifico obiettivo sia sulle emissioni dei settori ETS (-43% rispetto al 2005) sia sulle emissioni del non-ETS (-30%).

Hera punta sul biometano partendo dalla raccolta differenziata

Un impianto in grado di trasformare circa 135.000 tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata in 7,5 mil. di mc di biometano, combustibile rinnovabile al 100% che verrà immesso in rete sia per uso domestico sia per autotrasporto. Il tutto in un’ottica che rispecchia i valori dell’economia circolare. È quello che verrà realizzato entro il 2018 dal Gruppo Hera, prima multiutility in Italia ad avviare un progetto simile, grazie a un investimento di 30 di mil. di euro. L’impianto, sviluppato dalla controllata Herambiente, sorgerà a Sant’Agata Bolognese, in provincia di Bologna, nel sito di compostaggio già attivo, e al biometano affiancherà la produzione di 20.000 tonnellate di compost, un fertilizzante naturale di alta qualità.

Chiare, fresche et dolci acque - il futuro che vogliamo è già qui

Sostenibilità: è certamente questa la parola d’ordine, il filo conduttore che dovrà guidare l’industria del settore navale nello sviluppo delle proprie soluzioni, alla ricerca del migliore connubio tra ambiente ed economia. Ma con quali strumenti? Il legislatore ha la capacità di definire nuove regole per la salvaguardia dell’ambiente ed in questo solco certamente si inserisce l’ETS (Emission trading system) europeo, elemento essenziale su cui si fonda la politica dell’UE per contrastare i cambiamenti climatici. Solo pochi giorni fa, il 15 febbraio, il Parlamento Europeo ha adottato una modifica della Direttiva 2003/87/CE prevedendo, tra le altre cose, l’inserimento dello shipping nello schema dell’ETS a partire dal 2023 a sottolineare l’importanza di un atteggiamento consapevole da parte di questo settore.

Emissioni in atmosfera dalle navi: l'UE e l'IMO

I combustibili marittimi a livello UE

Le norme ambientali sui combustibili per uso marittimo - previste dalla Direttiva 2012/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012, con la quale sono state apportate modifiche alla Direttiva 1999/32/CE relativa al tenore di zolfo dei combustibili marittimi come modificata dalla Direttiva 2005/33/CE - hanno consentito di ridurre non soltanto le emissioni di zolfo ma, soprattutto, di particolato, segnando un chiaro passo avanti nella tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente dell’Unione Europea (UE). La Direttiva 2012/33/UE rappresenta infatti la risposta dell’UE alle norme elaborate in seno all’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO).

Dal 2020 bunker solo allo 0,5 % di zolfo. Quali le implicazioni per l'industria petrolifera

Dal 1° gennaio 2020 tutti i combustibili impiegati nelle navi, il cosiddetto bunker oggi costituito essenzialmente da olio combustibile con tenore di zolfo al 3,5%, dovranno essere obbligatoriamente allo 0,5% a livello mondiale, in pratica un distillato molto simile al gasolio. Anche se la notizia in sé non ha suscitato grande interesse, tale cambiamento avrà profonde implicazioni non solo per l'economia dello shipping, ma anche ripercussioni importanti sugli assetti dell’industria petrolifera sia a livello produttivo che distributivo e sarà chiamata a garantire la disponibilità di tale prodotto.

Esiste un tabacco che non fa male: fa addirittura volare gli aerei!

Si chiama “Solaris", lo ha studiato e brevettato un’azienda italiana, Sunchem Holding, e grazie a questa innovazione, unica al mondo, il 15 luglio 2016 ha alimentato il primo volo green da Johannesburg a Cape Town, con South African Airways & Boeing.

Il 15 luglio 2016, la tratta di cielo che va da Johannesburg a Cape Town è stata solcata dai primi voli (due Boeing 737-800 passeggeri) della South African Airways e della Mango, alimentati per il 50% da biojetfuel ricavato dal seme di tabacco “Solaris”; il prodotto è stato messo a punto da Sunchem Holding, società italiana di ricerca e sviluppo, che ne detiene e gestisce il brevetto a livello internazionale in 130 paesi. È una tecnologia al 100% italiana, unica al mondo.

L'innovazione Eni per la riduzione delle emissioni inquinanti nelle grandi aree urbane

L’ultimo decennio è stato un periodo molto critico per le attività della petrolchimica di base e della raffinazione in Europa. La crescita della produzione chimica e della raffinazione a basso costo in Asia, unita al crollo dei margini di raffinazione in Europa, hanno messo a dura prova questo comparto e hanno portato alla chiusura di numerosi stabilimenti nel Vecchio Continente. Nel solo periodo 2008-2014 i consumi di carburante si sono ridotti del 20%. Dal 2009 sono state chiuse 11 raffinerie in Europa, per una capacità complessiva di 1,4 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno (mil. boe/g).

La ricerca nel campo dei biocombustibili avanzati

In questi ultimi anni, il settore dei biocombustibili per trasporti ha visto fiorire in tutto il mondo numerose iniziative, sia a livello industriale che di ricerca di base e fondamentale. Tuttavia, mentre la componente tecnologica ha mostrato estrema vivacità, dal lato delle policy di settore la situazione è stata molto più complessa e faticosa. Su questi aspetti torneremo probabilmente in futuro: in questa sede ci limitiamo ad osservare come la ricerca, la dimostrazione ed il trasferimento tecnologico risentano necessariamente della dinamica delle politiche, essendo l’ambito dei biofuel un settore chiaramente policy-driven

L'energia pulita del GNL a servizio della produzione di confettura nel cuore della Valtellina

Il Gas Naturale Liquefatto rappresenta una soluzione di assoluto interesse per le aziende italiane alla ricerca di una fonte energetica efficiente e pulita. Il GNL infatti, oltre ad essere altamente sostenibile dal punto di vista ambientale grazie alle ridotte emissioni di polveri sottili, sostanze inquinanti e CO2, ha un potere calorifico superiore ad altri combustibili fossili tradizionali tra cui il gasolio, il che lo rende una soluzione ideale per l’impiego in processi produttivi altamente energivori. Il GNL, inoltre, può essere facilmente trasportato anche nelle zone più isolate e di montagna, non raggiunte dalla rete del metano.

Small scale LNG: sviluppi e prospettive per il trasporto stradale in Italia

Il GNL di piccola taglia (Small Scale LNG) riguarda un complesso di attività eterogeneo attraverso cui sono gestite piccole/medie quantità di gas in forma liquida, in differenti segmenti di attività economica.   

Molti sono i soggetti e gli operatori coinvolti in questa filiera, con operazioni che vanno dal re-loading (ovvero trasferimento di LNG) da terminali a navi metaniere al trasferimento da nave a nave (come bettoline e navi bunker), dal caricamento al trasporto su autobotti o vagoni-cisterna ferroviari (iso-containers), dagli impianti di rifornimento costieri per navi alimentate a GNL (bunkeraggi) agli impianti di rifornimento di autoveicoli alimentati a GNL o CNG/GNL, sino ai depositi periferici di stoccaggio per gli usi civili e industriali.

Navi da crociera: il debutto del GNL

Ridurre le emissioni climalteranti in uno dei settori più inquinanti ed “energivori” che ci sia: il trasporto marittimo. E’ questa la nuova sfida delle compagnie da crociera, che già da qualche tempo annunciano l’imminente debutto di “super-navi” di nuova generazione, sempre più ecosostenibili, alimentate a gas naturale liquefatto (GNL). Come? Grazie all’innovazione e alle tecnologie smart.

Una vera e propria svolta “green”, che di fatto pone nuovi standard di riferimento per tutto il mercato, considerato che ad oggi le imbarcazioni continuano a bruciare olio pesante, fortemente inquinante per i mari e per l’aria che respiriamo.

In campo ci sono i big del settore: Costa Crociere, MSC Crociere e Caronte & Tourist.

 

GNL nei trasporti marittimi: vantaggi e prospettive

Da combustibile trasportato con le navi a combustibile per le navi. Di strada ne ha fatta, il GNL, nei suoi 52 anni. Era il giugno del 1964 quando la prima metaniera al mondo, the Methane Princess, entra in servizio, dando inizio ad un nuovo modo, rivoluzionario, di trasportare il gas: non più allo stato gassoso bensì allo stato liquido. E sono gli ultimi anni del 1990 e i primissimi 2000 a vedere il lancio delle prime navi alimentate a GNL. È il caso della Norvegia, che per prima ha realizzato e utilizzato traghetti a GNL nelle sue acque interne.

In realtà, l’idea di utilizzare il gas per alimentare le imbarcazioni risale agli anni Settanta, quando il vapore liberato dall’evaporazione del GNL trasportato nelle metaniere veniva recuperato per alimentare il motore della nave. Da allora, l’industria si è mobilitata verso la progettazione di motori per la propulsione marina a gas, oggi tecnologicamente avanzati e disponibili sul mercato. 

L'importanza della realizzazione di stoccaggi Small Scale per lo sviluppo del GNL in Italia

L’avventura intrapresa dalle industrie del gas per la distribuzione del GNL in Italia ha assunto un profilo certamente pioneristico per le modalità con cui ha preso l’avvio anche in mancanza di un panorama di mercato e regolatorio che ne tratteggiasse i profili generali. Ma a pochi anni dalle prime esperienze impiantistiche, il panorama del GNL appare già cambiato, in positivo: le installazioni di depositi di utenza sono sempre più numerose e crescono con una rapidità sorprendente; il gap regolatorio esistente è stato colmato, parzialmente ma con celerità, dalle amministrazioni competenti, e ciò ha contribuito a velocizzare i processi di progettazione, autorizzazione e costruzione; la domanda cresce così come cresce la disponibilità di mezzi di trasporto in grado di sfruttare questa nuova forma energetica pulita, che offre importanti vantaggi ambientali ed economici per un mercato maturo, come il nostro, alla ricerca di nuova competitività all’insegna della sostenibilità.

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