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MERCATO ELETTRICO | 16 ARTICOLI

L’esito della prima asta di capacità in Irlanda

Il mercato elettrico irlandese sta affrontando una serie di importanti cambiamenti strutturali poiché l’attuale sistema (The Single Electricity Market - SEM) è fortemente regolato e non è in linea con la normativa dell’Unione Europea, che mira a stimolare la concorrenza e ad armonizzare i mercati elettrici dei paesi membri. Pertanto, da qualche anno è cominciato un processo di riforma che porterà alla definizione di un nuovo mercato, I-SEM, che sarà operativo da maggio 2018

Occhiali per un mercato miope

Una delle peculiarità del mercato elettrico europeo, almeno per come lo conosciamo dall’avvio delle liberalizzazioni, è che fatica a guardare lontano nel tempo. Nato con le direttive di fine anni Novanta con l'obiettivo di promuovere la competizione in un settore storicamente rigido e monopolistico, il disegno del mercato Ue si è strutturato intorno alla contrattazione di breve termine, in cui buona parte dell’energia viene scambiata giorno per giorno sulle borse spot. Un sistema ancora oggi dominante ma che a un ventennio di distanza ha iniziato a mostrare alcune criticità, (ri)portando alla ribalta forme di contrattualizzazione di più lungo termine, tra le quali rientrano i cosiddetti meccanismi di capacità.

I capacity mechanisms nel contesto italiano

I meccanismi di remunerazione della capacità rappresentano un elemento centrale nel crocevia tra realizzazione degli obiettivi (nazionali ed europei) di energia prodotta da fonti rinnovabili sui consumi elettrici, graduale eliminazione (phasing out) degli impianti a carbone e implementazione della sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico. In questo contesto, i fallimenti di mercato (come problemi di coordinamento e una scarsa elasticità della domanda) che si verificherebbero in un mercato non regolato rendono necessario un intervento dei soggetti competenti, tra i quali un ruolo preponderante è ricoperto dalle Autorità nazionali di regolamentazione

Come funziona il nuovo capacity market UK?

Il capacity market targato UK è stato introdotto con l’avvio nel 2013 della riforma del mercato elettrico britannico, basata sull’implementazione di un importante pacchetto di misure volte ad assicurare forniture energetiche affidabili e a basso contenuto carbonico. Il capacity market è una delle maggiori innovazioni previste dalla riforma ed è un meccanismo che garantisce una remunerazione su base regolare agli impianti "affidabili" (sia lato domanda che lato offerta) in cambio della messa a disposizione della relativa capacità quando il sistema è corto.

Capacity market in Italia: intervista a Simone Mori

1.      L’iter per il mercato della capacità è ormai gli ultimi passi, quando crede che partirà?

L’Europa ha approvato il mercato della capacità lo scorso 7 febbraio, dopo 4 anni di trattative con le autorità italiane e dopo ben 7 anni dall’avvio del meccanismo proposto dall’ARERA, che si colloca certamente tra le migliori practice internazionali, ispirando anche il modello di altri Paesi. Ora è necessario darvi attuazione, auspicando che Terna, ARERA e il Ministero dello Sviluppo Economico definiscano in tempi brevi la regolamentazione di dettaglio.

Per un sistema elettrico più efficiente, equo e coordinato

I caratteri della nostra transizione energetica si possono intravedere nelle misure delineate dal pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” pubblicato dalla Commissione Europea nel novembre 2016 e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017, cui è affidato il compito di adattarne gli indirizzi all’ordinamento italiano.

Sulla carta, il sistema elettrico del futuro avrà caratteri di efficienza energetica, integrazione ed equità.

SEN e decarbonizzazione: il punto di vista di Elettricità Futura

A cura dell'Ufficio Comunicazione di Elettricità Futura

La definizione di una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) è soprattutto un’occasione per individuare gli elementi più critici del settore energetico - in particolare del comparto elettrico - e mettere in chiaro le azioni necessarie per affrontarli correttamente. L’obiettivo principale della Strategia deve essere la decarbonizzazione dell’economia del paese, obiettivo che può essere raggiunto agendo lungo tre direttici.

In primo luogo, proseguendo con la decarbonizzazione della produzione di elettricità, attraverso lo sviluppo armonico e efficiente di fonti rinnovabili con meccanismi concorrenziali che consentano investimenti a costi sempre più competitivi. 

Il sistema elettrico nella SEN: le buone intenzioni basteranno?

Le slide che illustrano la Strategia Energetica Nazionale (SEN) sono dense di spunti e considerazioni: c’è da immaginare che esse costituiscano la necessaria sintesi e che dietro abbiano (come sembra intuirsi peraltro) approfondimenti, analisi e studi dettagliati.

Va quindi dato atto al Ministro e agli Uffici competenti di avere svolto un grande lavoro che consente di avere un quadro completo di quelli che saranno presumibilmente gli scenari di scelte di politica energetica che ci attendono.

Ricordiamo tra l’altro che con la SEN il Ministro (meglio il Ministero) esercita quella funzione “alta” di indirizzo politico amministrativo che gli compete: toccherà poi ai diversi soggetti competenti declinare in atti concreti l’indirizzo ministeriale.

Il sistema elettrico nella SEN: le proposte e gli aspetti critici

Dopo un lungo iter di elaborazione e di consultazioni con le categorie interessate, le linee guida di politica energetica della Strategia Energetica Nazionale (SEN) stanno prendendo forma. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ne ha presentato i contenuti in un’audizione parlamentare tenutasi lo scorso 10 maggio. La pubblicazione del documento è attesa per il mese di giugno. Le politiche per l’unificazione dei mercati elettrici nella UE e per la diffusione delle tecnologie di generazione distribuita da fonti rinnovabili occupano posizioni preminenti nella SEN 2017, in vista degli obiettivi del Clean Energy Package per il 2030 e del futuro Piano nazionale clima-energia.

Mobilità, climatizzazione e efficienza degli edifici: come andrebbero affrontati nella SEN

Intervista al Prof. Edoardo Croci (Università Bocconi, IEFE)

Mobilità: sembra essere il fronte più caldo negli ultimi tempi, una contrapposizione tra i fronti petrolifero, elettrico e del gas. Nel breve medio termine il Ministero pare indicare una preferenza per il gas, relegando l’elettrico più sullo sfondo. Cosa può fare in questo senso la SEN?

Il fronte della mobilità e dei trasporti è uno dei settori chiave per raggiungere gli obiettivi internazionali previsti dall’Accordo di Parigi. La direzione che tutti i Paesi dovranno seguire, in primo luogo quelli sviluppati come l’Italia, è quella di andare verso una progressiva elettrificazione del parco circolante e parallelamente verso una maggiore produzione di elettricità da energia rinnovabili. Si tratta però di un percorso definito sul lungo periodo, con orizzonte 2030-2050. Nel breve-medio termine si possono seguire anche altre traiettorie: in Italia, il gas può rivestire un ruolo importante ed essere la strada più facile da percorrere da un punto di vista economico.

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