MERCATO ELETTRICO | 14 ARTICOLI

L’esito della prima asta di capacità in Irlanda

Il mercato elettrico irlandese sta affrontando una serie di importanti cambiamenti strutturali poiché l’attuale sistema (The Single Electricity Market - SEM) è fortemente regolato e non è in linea con la normativa dell’Unione Europea, che mira a stimolare la concorrenza e ad armonizzare i mercati elettrici dei paesi membri. Pertanto, da qualche anno è cominciato un processo di riforma che porterà alla definizione di un nuovo mercato, I-SEM, che sarà operativo da maggio 2018

Occhiali per un mercato miope

Una delle peculiarità del mercato elettrico europeo, almeno per come lo conosciamo dall’avvio delle liberalizzazioni, è che fatica a guardare lontano nel tempo. Nato con le direttive di fine anni Novanta con l'obiettivo di promuovere la competizione in un settore storicamente rigido e monopolistico, il disegno del mercato Ue si è strutturato intorno alla contrattazione di breve termine, in cui buona parte dell’energia viene scambiata giorno per giorno sulle borse spot. Un sistema ancora oggi dominante ma che a un ventennio di distanza ha iniziato a mostrare alcune criticità, (ri)portando alla ribalta forme di contrattualizzazione di più lungo termine, tra le quali rientrano i cosiddetti meccanismi di capacità.

I capacity mechanisms nel contesto italiano

I meccanismi di remunerazione della capacità rappresentano un elemento centrale nel crocevia tra realizzazione degli obiettivi (nazionali ed europei) di energia prodotta da fonti rinnovabili sui consumi elettrici, graduale eliminazione (phasing out) degli impianti a carbone e implementazione della sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico. In questo contesto, i fallimenti di mercato (come problemi di coordinamento e una scarsa elasticità della domanda) che si verificherebbero in un mercato non regolato rendono necessario un intervento dei soggetti competenti, tra i quali un ruolo preponderante è ricoperto dalle Autorità nazionali di regolamentazione

Come funziona il nuovo capacity market UK?

Il capacity market targato UK è stato introdotto con l’avvio nel 2013 della riforma del mercato elettrico britannico, basata sull’implementazione di un importante pacchetto di misure volte ad assicurare forniture energetiche affidabili e a basso contenuto carbonico. Il capacity market è una delle maggiori innovazioni previste dalla riforma ed è un meccanismo che garantisce una remunerazione su base regolare agli impianti "affidabili" (sia lato domanda che lato offerta) in cambio della messa a disposizione della relativa capacità quando il sistema è corto.

Capacity market in Italia: intervista a Simone Mori

1.      L’iter per il mercato della capacità è ormai gli ultimi passi, quando crede che partirà?

L’Europa ha approvato il mercato della capacità lo scorso 7 febbraio, dopo 4 anni di trattative con le autorità italiane e dopo ben 7 anni dall’avvio del meccanismo proposto dall’ARERA, che si colloca certamente tra le migliori practice internazionali, ispirando anche il modello di altri Paesi. Ora è necessario darvi attuazione, auspicando che Terna, ARERA e il Ministero dello Sviluppo Economico definiscano in tempi brevi la regolamentazione di dettaglio.

Il nucleare schiacciato da scetticismo e rinnovabili

Alla prova della storia, l’atteso grande sviluppo industriale del nucleare civile – che il Presidente americano Dwight D. Eisenhower aveva prospettato nel famoso discorso all’Assemblea delle Nazioni Unite “Atoms for Peace” l’8 dicembre 1953 – non si è mai avverato: rimanendo un fenomeno circoscritto in termini quantitativi, temporali, spaziali, anche se in nove delle dieci maggiori potenze mondiali la tecnologia nucleare diveniva componente più o meno essenziale del mix energetico.

Il futuro dell’elettricità spiegato in sei punti

Elettricità Futura ritiene che lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, unitamente all’evoluzione tecnologica, alla dismissione degli impianti termoelettrici più inquinanti ed allo switch dal carbone a gas naturale, consentiranno una radicale decarbonizzazione del settore energetico italiano, garantendo al contempo sicurezza degli approvvigionamenti e competitività.

Lo scenario al 2030 sarà determinato dall’effetto simultaneo di diversi fattori che delineeranno un processo di transizione in grado di valorizzare i punti di forza del nostro settore elettrico. 

Per un sistema elettrico più efficiente, equo e coordinato

I caratteri della nostra transizione energetica si possono intravedere nelle misure delineate dal pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” pubblicato dalla Commissione Europea nel novembre 2016 e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017, cui è affidato il compito di adattarne gli indirizzi all’ordinamento italiano.

Sulla carta, il sistema elettrico del futuro avrà caratteri di efficienza energetica, integrazione ed equità.

Sistemi di accumulo e smart grid: quale evoluzione?

Il sistema elettrico da alcuni anni sta vivendo un’importante trasformazione, innescata dall’interesse verso le tematiche ambientali e lo sviluppo sostenibile, che ha spinto verso una sempre maggiore integrazione di generatori a fonti rinnovabili nella rete elettrica.

La struttura tradizionale del sistema elettrico è fortemente centralizzata e gerarchica: l’energia, prodotta da poche centrali di grande taglia, attraverso la rete di trasmissione, viene portata alla rete di distribuzione, per essere utilizzata dai carichi che sono sostanzialmente passivi.

Un economista direbbe che l’energia elettrica è un bene di prima necessità

L’energia elettrica non è un “bene indispensabile alla vita”. Con questa affermazione la Cassazione ha negato che la pena inflitta per il furto di energia elettrica perpetrato da una famiglia svantaggiata fosse in qualche modo attenuata da uno stato di necessità. Non volendo minimamente giustificare un reato (il furto di energia elettrica), né mettere in dubbio le ragioni del diritto che hanno guidato la decisione dei giudici, ci si può domandare se dal punto di vista economico l’energia elettrica sia da considerare un bene fondamentale oppure no. E se sì, come la spesa per il suo acquisto sia cambiata e potrà cambiare in futuro.

Il minimo vitale dell’energia non comprende «agi e opportunità»

La recente sentenza n. 39884/2017 delle sezioni penali della Corte di Cassazione è stata da molti commentata con stupore perché, apparentemente, contiene la lapidaria definizione dell’energia come bene non indispensabile alla vita. Questa presa di posizione da parte della Suprema Corte, però, nasce dalla valutazione di un fatto concreto certamente illecito, ossia l’allaccio abusivo alla rete dell’energia elettrica per l’accensione di numerosi elettrodomestici, per il conseguimento di quelli che la Corte ha considerato semplici «agi e opportunità». Da ciò deriva l’impossibilità di ritenere esistente uno stato di necessità tale da scriminare l’imputata. È proprio tenendo presente la particolarità del caso di specie, che bisogna evitare di generalizzare l’affermazione della Corte ricordata in apertura. 

Il servizio elettrico è ancora un diritto di cittadinanza? Intervista al Senatore Massimo Mucchetti

Che cosa si intende per obbligo di servizio universale?

Fin dal 1998 l'Autorità per l'energia e il gas ha definito il servizio universale per il settore elettrico nel quadro della sua progressiva liberalizzazione. Due i principi cardine: a) il diritto per tutti i cittadini di essere allacciati alla rete elettrica anche qualora risiedano o lavorino in siti remoti; b) il dovere per tutti i consumatori, grandi e piccoli, di sopportare in bolletta gli oneri del servizio universale, che rappresentano un extra costo rispetto ai costi operativi ordinari.

Quale futuro per l'Idroelettrico in Italia?

L’idroelettrico, con 18,5 GW installati al 2015, fornisce circa il 20% della generazione nazionale di elettricità e in media oltre il 40% di quella rinnovabile, contribuendo al buon posizionamento dell’Italia rispetto ai target climatici europei. Il nostro Paese si colloca al quarto posto per energia idroelettrica generata in Europa (terzo nell’Unione) dopo Norvegia, Svezia e Francia.

La potenza installata è aumentata con passo costante seppur lento nel tempo, oltre il 10% in quindici anni, mentre il numero delle installazioni è salito del 78%.

Fotovoltaico, crescita lenta e lacune della SEN

"Investors need certainty & clarity of rules from policy makers..." sono le parole di Fatih Birol, segretario generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), a margine di un convegno sulle Rinnovabili in Italia lo scorso anno.

A monte, una visione energetica nazionale condivisa, figlia del proprio sistema economico e degli obiettivi ambientali, che produce nel breve, medio e lungo termine azioni (normative ed attuative) e comportamenti.

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