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FONTI RINNOVABILI | 19 ARTICOLI

Quale futuro per l'Idroelettrico in Italia?

L’idroelettrico, con 18,5 GW installati al 2015, fornisce circa il 20% della generazione nazionale di elettricità e in media oltre il 40% di quella rinnovabile, contribuendo al buon posizionamento dell’Italia rispetto ai target climatici europei. Il nostro Paese si colloca al quarto posto per energia idroelettrica generata in Europa (terzo nell’Unione) dopo Norvegia, Svezia e Francia.

La potenza installata è aumentata con passo costante seppur lento nel tempo, oltre il 10% in quindici anni, mentre il numero delle installazioni è salito del 78%.

L'eolico in Italia spiegato bene. Quanto è, chi lo fa e perché ha un futuro

Quanto è

L’eolico, nell’anno 2016, ha coperto, con 17,5 TWh di energia prodotta poco meno del 6% del totale dei consumi di energia elettrica italiana, posizionandosi – in una ipotetica classifica tra fonti rinnovabili – al terzo posto dopo l’idroelettrico (14%) e il fotovoltaico (7,3%).

La quasi totalità degli impianti eolici in esercizio è stata realizzata nel nuovo millennio, con una crescita divenuta molto sostenuta (circa 1 GW all’anno) dal 2007 al 2012, quando sono stati installati – grazie al sistema dei Certificati Verdi – circa i due terzi della potenza oggi in esercizio (9,5 GW). La maggior parte degli impianti è di grande taglia (media 20 MW), mentre il mini-eolico è decollato solo dopo il 2012 ma è rimasto una nicchia di mercato.

Fotovoltaico, crescita lenta e lacune della SEN

"Investors need certainty & clarity of rules from policy makers..." sono le parole di Fatih Birol, segretario generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), a margine di un convegno sulle Rinnovabili in Italia lo scorso anno.

A monte, una visione energetica nazionale condivisa, figlia del proprio sistema economico e degli obiettivi ambientali, che produce nel breve, medio e lungo termine azioni (normative ed attuative) e comportamenti.

Il quadro del mercato 'primario' delle rinnovabili in Italia

In Italia, la nuova potenza installata da rinnovabili nel corso del 2016 è stata di 778 MW, circa 112 MW in meno di quella installata nello stesso periodo del 2015 (-12%) ma superiore di 78 MW a quella del 2014. Complessivamente, la potenza installata da FER ha superato la soglia dei 51 GW (33 GW se si esclude l’idroelettrico “storico” già installato nel nostro Paese prima degli anni ‘00). È il fotovoltaico a guidare la classifica delle nuove installazioni con +369 MW, seguito dall’eolico con 290 MW; con soli 40 MW chiudono la classifica le biomasse.

Intervista al Prof. Federico Testa, Presidente dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)

Negli ultimi tempi sembra che in Italia si preferisca parlare di efficienza energetica piuttosto che di energie rinnovabili. Perché?

Fino a poco tempo fa in Italia si parlava quasi esclusivamente di fonti rinnovabili e solo di recente l’efficienza energetica è entrata a pieno titolo nei temi rilevanti dello scenario energetico. Credo però che non debbano esserci contrapposizioni ma, piuttosto, che occorre valorizzare le qualità dell’efficienza, ovvero di essere energia ‘non consumata’ e di poggiare su tecnologie che a differenza di altre fonti per le quali siamo debitori verso l’estero, sono made in Italy. L’efficienza, quindi, è un potente motore di sviluppo per filiere industriali e produttive nazionali, di occupazione, reddito e benessere per il Paese.

SEN e decarbonizzazione: il punto di vista di Elettricità Futura

A cura dell'Ufficio Comunicazione di Elettricità Futura

La definizione di una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) è soprattutto un’occasione per individuare gli elementi più critici del settore energetico - in particolare del comparto elettrico - e mettere in chiaro le azioni necessarie per affrontarli correttamente. L’obiettivo principale della Strategia deve essere la decarbonizzazione dell’economia del paese, obiettivo che può essere raggiunto agendo lungo tre direttici.

In primo luogo, proseguendo con la decarbonizzazione della produzione di elettricità, attraverso lo sviluppo armonico e efficiente di fonti rinnovabili con meccanismi concorrenziali che consentano investimenti a costi sempre più competitivi. 

La SEN e la sfida del settore non-ETS

La bozza di Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente presentata dal MiSE e dal MATTM, come era prevedibile, è fortemente raccordata con gli obiettivi che l’Europa si è data al 2030 con il Piano Clima Energia nell’ambito dell’Unione per l’Energia, in termini di riduzione di CO2, percentuale di impiego di fonti rinnovabili e riduzione del consumo grazie a misure di efficienza energetica.

In particolare, per quanto riguarda la riduzione di CO2, il Piano fissa uno specifico obiettivo sia sulle emissioni dei settori ETS (-43% rispetto al 2005) sia sulle emissioni del non-ETS (-30%).

L'avanzata delle rinnovabili in Medio Oriente e Nord Africa

Il Medio Oriente è comunemente associato alle risorse energetiche tradizionali, vale a dire petrolio e gas. Probabilmente non potrebbe essere altrimenti, data l’influenza che queste fonti hanno avuto e tuttora hanno sugli equilibri geopolitici internazionali.

Invece, in pochi sanno che in questi paesi, potenzialmente ancora ricchi di riserve, si sta assistendo da alcuni anni a questa parte ad un’avanzata delle energie rinnovabili, con l’avvio di imponenti programmi di sviluppo sostenuti a livello governativo. L’obiettivo comune è la cosiddetta diversificazione, vale a dire preservare il più possibile le preziose risorse fossili per le esportazioni, limitandone l’impiego per la copertura del crescente fabbisogno elettrico interno.

Asia: una calamita per il mercato delle rinnovabili

Nei prossimi dieci anni la spesa globale in generazione elettrica potrebbe raggiungere i 4.370 mld. di doll., trainata dagli investimenti nel settore eolico e solare (1.920 mld. di doll., il 44% del totale), cui seguono le altre fonti “pulite”: nucleare al 22% del totale e idrogeno all’11% (Bloomberg Intelligence). Ad incidere significativamente su questo trend è anche il tendenziale incremento dell’accesso globale all’energia, in ragione soprattutto della maggiore elettrificazione di diverse economie in via di sviluppo.

Finanza verde: il nuovo motore degli investimenti nelle rinnovabili

Le energie rinnovabili sono oggi uno dei settori con il maggiore potenziale di investimento. Dopo l’adozione e l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico, nel mondo ci sarà bisogno di qualcosa come 1.000 mld. di doll. all’anno di investimenti in infrastrutture energetiche a emissioni zero. Il settore, inoltre, è diventato molto più competitivo, in particolare grazie ai progressi tecnologici su solare ed eolico: il costo di produzione degli impianti fotovoltaici, ad esempio, è calato del 20% all’anno negli ultimi cinque anni, e per il 2020 potrebbe essere inferiore a quello di carbone e gas naturale, secondo le stime del World Economic Forum (WEF). 

Rinnovabili: come e dove si è investito negli ultimi 10 anni

L’auspicata transizione verso un modello di produzione e di consumo maggiormente sostenibile sotto il profilo ambientale richiede una serie di misure fortemente integrate dirette al mercato, al tessuto produttivo, alla formazione e alla ricerca. Una breve ricostruzione delle dinamiche che hanno recentemente caratterizzato gli investimenti in queste tre aree, con riferimento specifico alle fonti di energia rinnovabile (FER), è dunque estremamente utile per ricostruire gli indirizzi intrapresi che si stanno seguendo a livello globale e per valutarne la loro funzionalità rispetto ai più ampi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti.

Intervista al Dott. Andrea Carrassi di Assitol

Dopo alcuni anni di battaglie fratricide, le aziende che producono biodiesel in Italia, convinte che un’unica associazione sia più forte, hanno deciso di superare le divisioni interne e di riunirsi nuovamente in Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, che in Confindustria rappresenta e tutela le aziende che lavorano oli e grassi ad uso alimentare, mangimistico, tecnico ed energetico.

Quali sono le materie prime vegetali utilizzate per la produzione di biodiesel in Italia? Il mercato degli oli vegetali internazionale è un mercato trasparente? 

I biocarburanti in Italia: mercato, normativa e prospettive future per un utilizzo sostenibile

Secondo l’International Energy Agency (IEA), a livello globale il consumo di petrolio supera quello di qualsiasi altra fonte di energia e la previsione per i prossimi 20 anni è di un ulteriore aumento della domanda mondiale. Tuttavia, l’attuale livello di utilizzo dei combustibili fossili è ormai quasi unanimemente considerato non sostenibile sul lungo termine. Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) stima che le emissioni di anidride carbonica derivanti dai combustibili fossili e dai processi industriali abbiano rappresentato il 78% circa dell’incremento delle emissioni totali di gas serra tra il 1970 e il 2010, contributo percentuale che si conferma anche nel periodo 2000-2010.

Da Google a Microsoft, passando per Apple e Facebook. La Silicon Valley punta sulle rinnovabili

Un fortissimo vento green soffia sui colossi mondiali dell’Hi-Tech. A dispetto di quanto annunciato dal neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sembra intenzionato a continuare la strada degli investimenti nelle fonti fossili, a cominciare dal petrolio, le grandi multinazionali della Silicon Valley hanno annunciato di voler aumentare il proprio impegno nelle energie pulite. Aumentare è proprio il termine esatto, visto che colossi come Google, Microsoft, Apple e Facebook hanno deciso, ciascuno in modo diverso, di incrementare i propri investimenti in questo settore. 

 

Un futuro rinnovabile per l'Africa, tra opportunità e ostacoli

Il continente africano è il secondo più popoloso dopo l’Asia, con una popolazione in continua crescita ed economie in costante espansione. Il fabbisogno energetico segue di pari passo questa tendenza, mentre la disponibilità stabile e affidabile di elettricità rappresenta una condizione necessaria per la crescita. Purtroppo, solo la metà dell’intera popolazione africana ha accesso all’energia elettrica, con punte di gran lunga inferiori nelle zone rurali dove, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, circa un terzo gode di questo servizio. 

Cina e India spostano in Asia il baricentro delle fonti rinnovabili

L’Asia è destinata a fungere da pivot energetico delle rinnovabili nel futuro prossimo. Già il rapporto del 2013 della International Energy Agency (IEA), la cui tendenza è stata confermata nel rapporto 2016, segnalava come la traslazione del centro di gravità della domanda energetica dai paesi occidentali verso l’Asia stesse coinvolgendo anche il settore delle rinnovabili.

Verso quale politica per le rinnovabili in Europa?

Il nuovo Quadro per il Clima e l’Energia, approvato nel 2016 dal Parlamento Europeo, prevede di raggiungere una quota pari ad almeno il 27% del consumo energetico finale soddisfatto da fonti rinnovabili all’orizzonte 2030. Tale obiettivo dà continuità a quello che dovrebbe essere raggiunto entro il 2020, secondo il Pacchetto per il Clima e l’Energia del 2009, vale a dire il 20% di energia rinnovabile nei consumi.

2016: un anno di assestamento istituzionale per le FER

L’Italia, con ben sei anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2020, ha conseguito l’obiettivo fissato in sede europea della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili superando nel 2014 la soglia del 17% dei consumi finali di energia coperti da FER. Il 2015 ha confermato il raggiungimento di questo obiettivo, con consumi coperti da rinnovabili per 21,1 milioni di tep (Mtep) a fronte del totale di consumi finali lordi pari a circa 122,2 Mtep, determinando di conseguenza una quota di FER pari al 17,3%.

Combustibili alternativi: analisi della direttiva DAFI. Un passo dal recepimento

Manca ormai poco al recepimento della direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi (c.d. direttiva DAFI). Sarebbe stata il 18 novembre scorso la data ultima per il recepimento da parte degli Stati membri, tuttavia è stata concessa una proroga.

La direttiva, emanata il 22 ottobre 2014, è sorta dall’esigenza di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti. Essa stabilisce requisiti minimi per la costruzione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricerca per veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale (gas naturale liquefatto - GNL e gas naturale compresso - GNC) e idrogeno, 

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