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FONTI RINNOVABILI | 22 ARTICOLI

Intervista al Dott. Andrea Carrassi di Assitol

Dopo alcuni anni di battaglie fratricide, le aziende che producono biodiesel in Italia, convinte che un’unica associazione sia più forte, hanno deciso di superare le divisioni interne e di riunirsi nuovamente in Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, che in Confindustria rappresenta e tutela le aziende che lavorano oli e grassi ad uso alimentare, mangimistico, tecnico ed energetico.

Quali sono le materie prime vegetali utilizzate per la produzione di biodiesel in Italia? Il mercato degli oli vegetali internazionale è un mercato trasparente? 

Esiste un tabacco che non fa male: fa addirittura volare gli aerei!

Si chiama “Solaris", lo ha studiato e brevettato un’azienda italiana, Sunchem Holding, e grazie a questa innovazione, unica al mondo, il 15 luglio 2016 ha alimentato il primo volo green da Johannesburg a Cape Town, con South African Airways & Boeing.

Il 15 luglio 2016, la tratta di cielo che va da Johannesburg a Cape Town è stata solcata dai primi voli (due Boeing 737-800 passeggeri) della South African Airways e della Mango, alimentati per il 50% da biojetfuel ricavato dal seme di tabacco “Solaris”; il prodotto è stato messo a punto da Sunchem Holding, società italiana di ricerca e sviluppo, che ne detiene e gestisce il brevetto a livello internazionale in 130 paesi. È una tecnologia al 100% italiana, unica al mondo.

L'innovazione Eni per la riduzione delle emissioni inquinanti nelle grandi aree urbane

L’ultimo decennio è stato un periodo molto critico per le attività della petrolchimica di base e della raffinazione in Europa. La crescita della produzione chimica e della raffinazione a basso costo in Asia, unita al crollo dei margini di raffinazione in Europa, hanno messo a dura prova questo comparto e hanno portato alla chiusura di numerosi stabilimenti nel Vecchio Continente. Nel solo periodo 2008-2014 i consumi di carburante si sono ridotti del 20%. Dal 2009 sono state chiuse 11 raffinerie in Europa, per una capacità complessiva di 1,4 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno (mil. boe/g).

La ricerca nel campo dei biocombustibili avanzati

In questi ultimi anni, il settore dei biocombustibili per trasporti ha visto fiorire in tutto il mondo numerose iniziative, sia a livello industriale che di ricerca di base e fondamentale. Tuttavia, mentre la componente tecnologica ha mostrato estrema vivacità, dal lato delle policy di settore la situazione è stata molto più complessa e faticosa. Su questi aspetti torneremo probabilmente in futuro: in questa sede ci limitiamo ad osservare come la ricerca, la dimostrazione ed il trasferimento tecnologico risentano necessariamente della dinamica delle politiche, essendo l’ambito dei biofuel un settore chiaramente policy-driven

I biocarburanti in Italia: mercato, normativa e prospettive future per un utilizzo sostenibile

Secondo l’International Energy Agency (IEA), a livello globale il consumo di petrolio supera quello di qualsiasi altra fonte di energia e la previsione per i prossimi 20 anni è di un ulteriore aumento della domanda mondiale. Tuttavia, l’attuale livello di utilizzo dei combustibili fossili è ormai quasi unanimemente considerato non sostenibile sul lungo termine. Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) stima che le emissioni di anidride carbonica derivanti dai combustibili fossili e dai processi industriali abbiano rappresentato il 78% circa dell’incremento delle emissioni totali di gas serra tra il 1970 e il 2010, contributo percentuale che si conferma anche nel periodo 2000-2010.

Da Google a Microsoft, passando per Apple e Facebook. La Silicon Valley punta sulle rinnovabili

Un fortissimo vento green soffia sui colossi mondiali dell’Hi-Tech. A dispetto di quanto annunciato dal neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sembra intenzionato a continuare la strada degli investimenti nelle fonti fossili, a cominciare dal petrolio, le grandi multinazionali della Silicon Valley hanno annunciato di voler aumentare il proprio impegno nelle energie pulite. Aumentare è proprio il termine esatto, visto che colossi come Google, Microsoft, Apple e Facebook hanno deciso, ciascuno in modo diverso, di incrementare i propri investimenti in questo settore. 

 

Un futuro rinnovabile per l'Africa, tra opportunità e ostacoli

Il continente africano è il secondo più popoloso dopo l’Asia, con una popolazione in continua crescita ed economie in costante espansione. Il fabbisogno energetico segue di pari passo questa tendenza, mentre la disponibilità stabile e affidabile di elettricità rappresenta una condizione necessaria per la crescita. Purtroppo, solo la metà dell’intera popolazione africana ha accesso all’energia elettrica, con punte di gran lunga inferiori nelle zone rurali dove, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, circa un terzo gode di questo servizio. 

Cina e India spostano in Asia il baricentro delle fonti rinnovabili

L’Asia è destinata a fungere da pivot energetico delle rinnovabili nel futuro prossimo. Già il rapporto del 2013 della International Energy Agency (IEA), la cui tendenza è stata confermata nel rapporto 2016, segnalava come la traslazione del centro di gravità della domanda energetica dai paesi occidentali verso l’Asia stesse coinvolgendo anche il settore delle rinnovabili.

Verso quale politica per le rinnovabili in Europa?

Il nuovo Quadro per il Clima e l’Energia, approvato nel 2016 dal Parlamento Europeo, prevede di raggiungere una quota pari ad almeno il 27% del consumo energetico finale soddisfatto da fonti rinnovabili all’orizzonte 2030. Tale obiettivo dà continuità a quello che dovrebbe essere raggiunto entro il 2020, secondo il Pacchetto per il Clima e l’Energia del 2009, vale a dire il 20% di energia rinnovabile nei consumi.

2016: un anno di assestamento istituzionale per le FER

L’Italia, con ben sei anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2020, ha conseguito l’obiettivo fissato in sede europea della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili superando nel 2014 la soglia del 17% dei consumi finali di energia coperti da FER. Il 2015 ha confermato il raggiungimento di questo obiettivo, con consumi coperti da rinnovabili per 21,1 milioni di tep (Mtep) a fronte del totale di consumi finali lordi pari a circa 122,2 Mtep, determinando di conseguenza una quota di FER pari al 17,3%.

Biometano, biocarburante made in Italy

Il biometano, definito dall’articolo 2 del Dlgs 28/2011 come quel “gas ottenuto a partire da fonti rinnovabili avente caratteristiche e condizioni di utilizzo corrispondenti a quelle del gas metano e idoneo all’immissione nella rete del gas naturale”, risulta essere un vettore bioenergetico dall’enorme potenziale, utilizzabile senza alcuna miscelazione e senza dover in alcun modo modificare le apparecchiature attualmente alimentate a gas naturale.

A breve, ma purtroppo con almeno vent’anni di ritardo, anche nel nostro paese potremmo assistere ad uno sviluppo del settore biometano simile a quello degli altri paesi Europei dove, alla fine del 2014, risultavano operativi 367 impianti, con una capacità di trattamento installata pari a circa 310.000 Nm3 di biogas/ora.

L'importanza del gas nel processo di decarbonizzazione

il punto di vista di Anigas 

I cambiamenti climatici e la necessità di costruire un sistema energetico a basso impatto ambientale pongono da diverso tempo al centro della politica europea e nazionale il tema del percorso verso la decarbonizzazione. Il settore dei trasporti ha un ruolo strategico in quanto le relative emissioni a livello europeo rappresentano oltre il 26% del totale di COemessa e il trasporto su strada, specialmente l’autotrazione, ha un peso preponderante. La mobilità sostenibile è oggi un obiettivo prioritario e occorre mettere in campo tutte le soluzioni disponibili affinché siano raggiunti efficacemente i target europei.

Combustibili alternativi: analisi della direttiva DAFI. Un passo dal recepimento

Manca ormai poco al recepimento della direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi (c.d. direttiva DAFI). Sarebbe stata il 18 novembre scorso la data ultima per il recepimento da parte degli Stati membri, tuttavia è stata concessa una proroga.

La direttiva, emanata il 22 ottobre 2014, è sorta dall’esigenza di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti. Essa stabilisce requisiti minimi per la costruzione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricerca per veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale (gas naturale liquefatto - GNL e gas naturale compresso - GNC) e idrogeno, 

Le fonti rinnovabili nel World Energy Outlook 2016: potenzialità di sviluppo e scelte di integrazione alla luce dell’Accordo di Parigi

Come noto, lo scorso 4 novembre è entrato in vigore l'Accordo di Parigi sul clima attraverso il quale i 190 paesi formalmente firmatari si sono impegnati a mantenere l’aumento medio della temperatura globale “ben al di sotto di 2 gradi Celsius” rispetto ai livelli preindustriali e a cercare di limitare tale crescita a 1,5 gradi, valore che dovrebbe ridurre in misura significativa le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Il raggiungimento di questi obiettivi passa inevitabilmente per una modifica radicale dei processi di produzione e di consumo di energia, attualmente responsabili di almeno i due terzi delle emissioni a livello globale, all’interno della quale l’impiego delle fonti rinnovabili (FER) è destinato ad occupare un ruolo via via crescente.

Le virtù del gas

Gli studi Innovhub ed Enea aiutano a fare scelte consapevoli sulle soluzioni per il riscaldamento. Al di là dei luoghi comuni. Due domande alle associazioni del Gpl (Assogasliquidi) e del metano (Anigas)

 

Anigas

Come il gas naturale può rappresentare una scelta a valenza ambientale per il cittadino e il consumatore?

 

Il gas naturale è il vettore energetico che più di altri può ridurre l’inquinamento atmosferico nel settore del riscaldamento domestico soprattutto in termini di particolato e sostanze cancerogene contenute in primis il particolato (PT) e il benzo-pirene soprattutto in aree, segue...

Assogasliquidi

Il riscaldamento domestico è ormai universalmente riconosciuto come la prima causa di inquinamento da polveri sottili. Come può il singolo cittadino fare una scelta sostenibile in termini di sistema di riscaldamento?

Il tema dell’inquinamento atmosferico nel settore del riscaldamento è da tempo all’attenzione di Assogasliquidi, per gli impatti che esso ha in un comparto in cui il GPL si pone come prodotto energetico a disposizione soprattutto delle aree più svantaggiate del nostro territorio. segue...

Come si riscaldano gli italiani

L’Italia, si sa, è il paese dei mille borghi e dei mille campanili. Mille diversità che sono sparse su una lunga penisola, due isole molto grandi e molte altre minori: territori e insediamenti urbani diversi, caratterizzati da condizioni meteo-climatiche anche molto differenti. Basti pensare, ad esempio, che solo 3 famiglie italiane su 10 sono in possesso di sistemi per il raffrescamento, con un’accentuata variabilità a livello territoriale: 40% per il Nord-Est, 32% nel Mezzogiorno e poco meno del 25% per Nord-Ovest e Centro. A livello regionale si va dall’1,5% della Valle d’Aosta a fino a quasi il 50% della Sardegna.

Ma come e cosa consumano in materia di energia le famiglie italiane? segue...

Piemonte: emissioni da riscaldamento domestico e misure per contrastarlo

È ormai consolidata la necessità di un continuo monitoraggio della qualità dell’aria e l’impegno all’implementazione delle misure necessarie a contrastare l’inquinamento atmosferico, così come la conoscenza della sua origine.

In tale ottica, la Regione Piemonte realizza periodicamente l'Inventario regionale, effettuando l'analisi dei requisiti e delle informazioni necessarie per la stima delle emissioni totali annuali di macro e microinquinanti. Per ciascuna delle sorgenti emissive – suddivise in sorgenti puntuali (singoli impianti industriali), sorgenti lineari (strade e autostrade) e sorgenti areali (fonti di emissione diffuse sul territorio) – vengono stimate le quantità dei principali inquinanti emessi. Dall’analisi dei dati emerge che le emissioni degli impianti residenziali hanno un peso significativo sul totale emissivo regionale, soprattutto quelle derivanti dagli impianti termici civili alimentati a legna. segue...

La biomassa: una fonte di energia i cui effetti sanitari non devono essere sottovalutati

Si definisce biomassa qualsiasi prodotto delle coltivazioni agricole e della forestazione, qualsiasi residuo dell'industria della lavorazione del legno e della carta, tutti i prodotti organici derivanti dall'attività biologica degli animali e dell'uomo, come quelli contenuti nei rifiuti urbani. Questa varietà della biomassa e dei combustibili da essa derivati è all’origine di emissioni di natura e concentrazioni differenti a seguito della combustione. Nelle emissioni dei fumi prodotti dalla combustione sono presenti il vapore acqueo, l’anidride carbonica (CO2), il monossido di carbonio (CO), il particolato sottile o fine, gli ossidi di azoto (NOx), i composti organici volatili (COV) tra cui il benzene e gli idrocarburi aromatici policiclici (IPA) come il benzo(a)pirene, e gli ossidi di zolfo (SOx). segue...

Riscaldamento domestico e polveri fini: lo studio Innovhub

In passato, fino agli anni ’80, si pensava che l’inquinamento atmosferico fosse esclusivamente legato al traffico ed alle industrie; negli ultimi anni è emerso in maniera sempre più evidente il peso che il riscaldamento ha nell’inquinamento dell’aria. In effetti, quando le grandi città erano circondate dalle grandi fabbriche e dalle loro ciminiere e quando le auto erano alimentate da carburanti ricchi di zolfo e di piombo, le caldaie dei condomini sembravano l’ultimo dei problemi, benché molto più inquinanti di quelle di oggi, mentre le stufe e i camini usati principalmente in campagna non erano neanche presi in considerazione. Col passare degli anni abbiamo assistito alla scomparsa di molte grandi fabbriche e quelle che restano sono state sottoposte a vincoli ambientali sempre più stringenti. Anche il settore automobilistico ha vissuto un periodo di costante miglioramento ambientale con l’introduzione di nuove tecnologie: infatti, nonostante l’incremento dei veicoli circolanti e alcuni aspetti critici, emersi anche dai recenti scandali, le emissioni correlate si sono via via ridotte. Di conseguenza, il contributo delle emissioni inquinanti prodotte dagli apparecchi e dagli impianti di riscaldamento ha assunto un peso relativo sempre maggiore. segue...

Il sistema energetico americano

Dopo l’elezione di Donald Trump, tra i settori in cui maggiori potrebbero essere gli effetti dirompenti dello status quo e di tendenze date per consolidate, come la super attenzione all’ambiente, quello dell’energia occupa senza dubbio un posto di primo piano. Non a caso, infatti, è subito partita la ridda di indiscrezioni su nomi legati al mondo degli idrocarburi per posti chiave nella nuova amministrazione statunitense. Dall’ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin, nota sostenitrice dello slogan "drill, baby, drill", per l'Agenzia delle Risorse Naturali ad Harold Hamm, fondatore di Continental Resource, la compagnia che estrae gas e petrolio dal giacimento non convenzionale di Bakken, e Forrest Lucas di Lucas Oil per le deleghe come Segretari agli Interni e, proprio, all’Energia. ... segue

Make America Energy Independent, Again (and Again)

Gli Stati Uniti rincorrono l’obiettivo, tanto ambito e quanto sfuggente, dell’indipendenza energetica almeno dagli anni Settanta, quando le fluttuazioni del prezzo del greggio e le profonde trasformazioni del mercato energetico contribuirono a trascinare il paese in una prolungata crisi economica. Le lunghe code ai distributori di benzina di fine decennio furono il simbolo più evidente della dipendenza del paese da fonti petrolifere estere.

Il modo in cui i presidenti hanno tentato di placare la tradizionale sete di energia del gigante americano – che ancora oggi consuma annualmente più di quanto facciano assieme Unione Europea e Russia – ha avuto negli anni ripercussioni importanti non solo sull’economia e l’ambiente statunitense ma anche sugli orientamenti internazionali, reindirizzando investimenti, stimolando o scoraggiando innovazione e, più in generale, influenzando il dibattito e la cooperazione globale sui temi legati al cambiamento climatico. ... segue

Le scelte energetiche di Trump avranno più implicazioni all’estero che all’interno degli Usa

Nell’ultimo secolo due presidenti americani hanno radicalmente cambiato le regole del gioco. Con Roosevelt (1933-1945), il governo federale aumentò in notevole misura il proprio ruolo e fu parte attiva nella realizzazione del compromesso keynesiano tra industria e sindacati. I successori di Roosevelt si limitarono a ritocchi o ad aggiornamenti del nuovo assetto istituzionale, senza alterarne le strutture portanti, fino alla presidenza Reagan (1981-1989), che diede al sistema americano un’impronta neoliberista, di cui è stata parte integrante la rimozione di molti dei vincoli posti da Roosevelt al funzionamento dei mercati finanziari. Rimozione completata durante l’amministrazione Clinton. ... segue

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