ACQUA & AMBIENTE | 6 ARTICOLI

L’approccio circolare di HERA

Ripensare radicalmente i processi di produzione industriale e contribuire ad un cambio di mentalità che porti a vedere nei rifiuti nuove risorse continuamente riutilizzabili. Sono questi i presupposti fondamentali su cui si basa la transizione verso un modello di economia circolare, fondamentale per “estendere” la vita di materie prime e risorse naturali attraverso il riciclo, il riuso, una maggiore durata dei prodotti (per il tramite di una progettazione più efficace che ne favorisca la riparabilità) e grazie alla condivisione.

Finanza verde e assicurazioni: quale legame?

Con l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il settore delle tecnologie low-carbon è destinato a crescere notevolmente nei prossimi anni, fornendo un’importante occasione di sviluppo per le imprese. Ciò potrà avvenire non soltanto dal lato dell’offerta delle green technologies (mediante, cioè, la creazione di nuove opportunità di business per le imprese che volessero produrle) ma anche da quello della domanda. Le tecnologie low-carbon, infatti, sono al centro di quella che può essere definita come la “quarta rivoluzione industriale” e pertanto, l’investimento in tale comparto potrà determinare per le imprese un importante vantaggio competitivo nei confronti dei propri competitors sia mediante un uso più efficiente (e, quindi, meno costoso) delle risorse impiegate nei processi produttivi, sia in termini di una rinnovata immagine nei confronti dei propri clienti.

Rinnovabili e copertura assicurativa: la polizza ideale

È noto come la spesa assicurativa sia una delle principali voci di costo per una società proprietaria di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Spesa che annualmente si cerca di rivedere ed ottimizzare al fine di abbattere gli OPEX (costi operativi e di gestione) dell’investimento in corso. Parliamo prevalentemente di prodotti assicurativi definiti Operational All Risks (OAR). Questa tipologia di assicurazioni garantisce la società proprietaria dell’impianto da eventuali danni diretti che dovessero colpire l’impianto, dai conseguenti danni indiretti per la mancata produzione di energia fino al ripristino, e dalle responsabilità civili verso terzi derivanti dalla proprietà e dalla conduzione dell’asset.

Le dieci cose che non sapevi sulle compagnie di assicurazione e il cambiamento climatico

1. Le compagnie di assicurazione, che proteggono milioni di proprietà contro i danni provocati da temporali e altri rischi meteorologici, sono state tra le prime a interessarsi ai rischi derivanti del cambiamento climatico. Munich Re, la più grande compagnia di riassicurazione, si preoccupa dei rischi climatici dal 1973. Ancora oggi, i gruppi assicurativi assumono nel loro organico alcuni tra i più noti climatologi a livello globale.

2. Il numero di disastri legati al clima – alluvioni, siccità, uragani, ondate di calore e incendi – è triplicato dai primi anni Ottanta ad oggi, arrivando fino a circa 700 in un anno.

Le assicurazioni alla prova del rischio climatico: intervista a Luca Raffellini

A livello globale sta aumentando la sensibilità degli investitori istituzionali alle tematiche ambientali e al cambiamento climatico. Come si sta muovendo il settore assicurativo?

In linea generale, la consapevolezza dei grandi gruppi assicurativi riguardo alle tematiche ambientali è in crescita. Tuttavia, occorre fare una distinzione e capire che le compagnie assicurative svolgono un doppio ruolo in tema di investimenti finanziari: un ruolo attivo, dal momento che rientrano a pieno titolo tra gli stessi investitori istituzionali; un ruolo passivo, se si considera che le stesse possono essere a loro volta oggetto di investimento.

Finanza verde: il nuovo motore degli investimenti nelle rinnovabili

Le energie rinnovabili sono oggi uno dei settori con il maggiore potenziale di investimento. Dopo l’adozione e l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico, nel mondo ci sarà bisogno di qualcosa come 1.000 mld. di doll. all’anno di investimenti in infrastrutture energetiche a emissioni zero. Il settore, inoltre, è diventato molto più competitivo, in particolare grazie ai progressi tecnologici su solare ed eolico: il costo di produzione degli impianti fotovoltaici, ad esempio, è calato del 20% all’anno negli ultimi cinque anni, e per il 2020 potrebbe essere inferiore a quello di carbone e gas naturale, secondo le stime del World Economic Forum (WEF). 

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