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Gli scenari di domanda e offerta dipingono un futuro energetico in rapido movimento

Anche nell’edizione del 2017 il World Energy Outlook (WEO) non ci assilla troppo con la profusione di scenari che nelle passate edizioni, anziché aiutare il decisore politico, riuscivano spesso solo a confonderlo. Ormai da qualche anno, infatti, mette in primo piano la descrizione di un futuro energetico intermedio tra uno scenario di riferimento, che declina le politiche energetiche in atto, e uno scenario di sviluppo sostenibile, che mira al deciso contenimento dei cambiamenti climatici:

La resilienza del petrolio in un mondo in transizione

Il World Energy Outlook (WEO) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di Parigi (AIE), appena pubblicato, segna, prima di tutto, un record di durata: dal 1977 questo documento testimonia lo spessore dei cambiamenti intervenuti nell'arco di quarant’anni. La prima edizione fu presentata nel periodo a cavallo tra la prima e la seconda crisi energetica ed era in gran parte dedicata ad illustrare gli sforzi intrapresi dai paesi membri dell'AIE per ridurre la dipendenza dal petrolio, in particolare di quella dai paesi OPEC, arrivata a dimensioni tali da minacciare la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti.

Principali attacchi di sabotaggio a infrastrutture energetiche

Centrali nucleari, reti elettriche, gasdotti, raffinerie. Nel corso degli ultimi anni, si è assisto ad una crescita esponenziale dei cyber crimini a danno di facilities energetiche in tutto il mondo.

Ad essere interessati dagli attacchi, oltre che le infrastrutture, sono stati anche i sistemi informatici di alcuni grandi player dell’energia, come la saudita Saudi Aramco, la statunitense Chevron e la russa Gazprom.

Stretti e canali, gli arbitri della geopolitica mondiale

I colli di bottiglia marittimi sono uno dei principali fattori su cui si gioca il rapporto di forza tra le maggiori potenze mondiali. Dalla capacità o meno di controllarli passa il test per la supremazia dell’attore intenzionato a mettersi alla guida dell’ordine globale o, meno categoricamente, a provare a comporre il disordine del pianeta.

All’occhio dell’analista geopolitico, la massa decisiva per la distribuzione del potere è quella eurasiatica. Bicontinente su cui gravitano materie prime, traffici più o meno leciti, dinamismo demografico, prosperità economica, capacità (quando non velleità) ordinative istituzionali. 

I chokepoint del Medio Oriente e gli equilibri energetici globali

Il fabbisogno mondiale di energia dipende in larga parte dalle fonti fossili, condizione che non si modificherà nel prossimo futuro. Nel World Energy Outlook 2016, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) afferma che i combustibili fossili “continueranno ad essere l’asse portante del sistema energetico mondiale per diversi decenni a venire”. Il BP Energy Outlook formula previsioni similari.

Il ruolo del Canale di Panama nel sistema energetico globale

Il Canale di Panama è uno dei principali snodi del traffico marittimo globale.
Nel corso del 2016 sono transitati lungo il passaggio oltre 200 milioni di tonnellate di merci e materiali.

Circa la metà dei flussi si è mosso lungo tre grandi rotte: dalla costa orientale USA alle coste dell’Asia continentale; dalla costa orientale alla costa occidentale USA; dall’Europa alla costa occidentale USA. Il 67% degli scambi coinvolge, in entrata o in uscita, gli Stati Uniti.

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