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Reti e GNL: il modello di funzionamento secondo Anigas

Lo sviluppo di infrastrutture, mercato e logistica del GNL (Gas Naturale Liquefatto) apre prospettive fino a pochi anni fa inimmaginabili per quanto riguarda la diffusione e l’utilizzo del gas naturale in Italia.

La prossima implementazione di quanto definito dal decreto legislativo n. 257/2016 sulla realizzazione delle infrastrutture per combustibili alternativi (DAFI) e di quanto delineato dal Governo nel documento di consultazione sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) rappresentano le basi e aprono quindi la strada per un’importante crescita della filiera GNL, favorendo, allo stesso tempo, la metanizzazione di aree ancora non collegate alla rete (off grids), soprattutto la Sardegna.

Le prossime sfide della distribuzione gas in Italia

Il settore della distribuzione gas in Italia si appresta a vivere un periodo di rilevanti cambiamenti correlati, nel breve termine, alla prossima attuazione delle gare d’ATEM per l’assegnazione delle concessioni e, nel medio-lungo periodo, al processo di transizione energetica funzionale al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo.

I due processi sono profondamente connessi in quanto se da un lato, in preparazione alle gare sui 177 ATEM, agli operatori verranno richiesti notevoli investimenti per vincere la competizione, dall’altro la strategia che il Paese deciderà di adottare per affrontare il percorso di decarbonizzazione potrebbe mettere in discussione, in un futuro più o meno prossimo, il ruolo del gas quale vettore energetico di riferimento per il riscaldamento domestico.

Affidamento per ATEM: più efficienza o maggiori costi?

La riforma delle concessioni per la distribuzione del gas naturale ha come obiettivo ultimo l’efficientamento del settore: la dimensione per ambito territoriale minimo (ATEM) dovrebbe garantire l’ottimizzazione delle economie di scala e una più efficace applicazione della regolazione di tipo benchmark (oggi ostacolata dalla diversità dimensionale delle diverse imprese di distribuzione) a beneficio dell’intero sistema. In questa ottica i costi di transizione (costi dell’organizzazione delle gare e attività connesse) dovrebbero in breve tempo essere compensati dai recuperi di efficienza del settore.

Origini e principi delle gare per la distribuzione gas

La situazione prima del Decreto n. 164/2000

In Italia, a partire dal secondo dopoguerra, mentre nelle fasi a monte della filiera del gas naturale si consolidò il “monopolio di fatto” di Eni, nella distribuzione tramite rete urbana si andò affermando un originale modello organizzativo pluralistico. Su base territoriale, tale modello vedeva - accanto ad alcune imprese di media-grande dimensione - una frammentazione di aziende che operavano in stretto coordinamento, da un lato col Gruppo Eni (in veste di loro fornitore gas e pivot del sistema), e dall’altro con le amministrazioni locali nella loro funzione di soggetti programmatori territoriali e in diversi casi anche di proprietari delle stesse aziende distributrici.

Certificati Bianchi: verso un futuro (meno) sostenibile?

I certificati bianchi, come comunemente vengono chiamati i titoli di efficienza energetica (TEE) sono il principale strumento ideato per dare attuazione alle politiche di promozione dell’efficienza energetica del Paese, in ottemperanza agli obblighi assunti dall’Italia con la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto e degli accordi di Parigi per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Istituiti già nel 2004, vengono oggi rilasciati dal GSE S.p.A. a fronte della realizzazione di interventi che garantiscono il raggiungimento di determinati risparmi di energia primaria di origine fossile. 

Il gas naturale nella SEN - A colloquio con Massimo Nicolazzi

Il gas naturale ha un ruolo centrale nella Strategia Energetica Nazionale, sul tavolo del Governo in vista del varo annunciato per novembre. La Staffetta ha discusso i passaggi di maggior rilievo della Sen - dalle prospettive del Gnl al corridoio della liquidità, alle infrastrutture strategiche di stoccaggio e rigassificazione fino al tema, assente eccellente nel documento, delle gare per la distribuzione - con Massimo Nicolazzi, manager ed esperto di lungo corso di idrocarburi, presidente di Centrex Italia e docente Economia delle Risorse Energetiche all'Università di Torino.

Sul gas la Sen mira a promuovere un sistema sicuro, resiliente e competitivo. L'analisi e le proposte sono adeguate all'obiettivo?

Gli obiettivi in sé è difficile non condividerli. Non sono così sicuro che l'analisi sia coerente con gli obiettivi. Credo che i temi sicurezza, flessibilità, competitività andrebbero declinati soprattutto in termini di integrazione di un unico mercato europeo e delle infrastrutture che vi sono sottese.

Quali misure servirebbero per andare in questa direzione?

L'integrazione delle reti dovrebbe essere la priorità assoluta. Parliamo sempre di sicurezza in relazione agli stoccaggi e ci dimentichiamo che la rete è il più grosso stoccaggio che abbiamo.


SEN: per il gas ancora un ruolo da protagonista. Il punto di vista di Assogas

ASSOGAS ha accolto con molto favore il processo di aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale (SEN) promosso dal MiSE in quanto rappresenta un’importante occasione per fare chiarezza su come il nostro Paese intenda affrontare il percorso per la decarbonizzazione ed il raggiungimento dei target ambientali definiti dalla UE anche nel medio-lungo termine (obiettivi operativi al 2030 e linee di tendenza al 2050).

Intervista all'Assessora dell'Industria Regione Sardegna - Il commento sulla metanizzazione della Sardegna

Nel piano energetico della Regione Sardegna ci sono sia il rigassificatore che gli stoccaggi. Davvero saranno perseguite entrambe le strade?

Il modello di metanizzazione della Sardegna elaborato nel Piano Energetico Regionale e sancito dal Patto per la Sardegna siglato col Governo nel luglio del 2016 è basato su sistemi di stoccaggio isolati, sistemi di stoccaggio con annesso impianto di rigassificazione di piccola taglia e una dorsale regionale che si approvvigiona dagli stessi rigassificatori. In questo quadro spetta alle imprese fare le proprie scelte di investimento.

La nuova SEN per una transizione possibile. Il punto di vista di Unione Petrolifera

Le prime indicazioni sui contenuti della nuova SEN, che si possono trarre dalle slide presentate in Parlamento lo scorso 10 maggio dai Ministri Calenda e Galletti come base di discussione, contengono diversi spunti interessanti, in molti casi condivisibili.

A partire dagli obiettivi che la SEN 2017 si pone, ossia quelli della sicurezza, della competitività e dell’ambiente che, tuttavia, come sottolineato più volte, vanno perseguiti contemporaneamente perché perseguirne uno solo, ad esempio quello ambientale, a scapito degli altri non sarebbe sostenibile, oltre che dal punto di vista economico, anche sociale.

La nuova Strategia energetica nazionale ed il ruolo del GPL e del GNL. Il punto di vista di Assogasliquidi

La recente presentazione da parte dei Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente delle linee guida che vengono poste alla base della nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) rappresenta un primo tassello importante per svolgere alcune considerazioni sul ruolo del GPL e del GNL nel panorama energetico ed ambientale del nostro Paese.

In quest’ottica, sicuramente una delle novità più rilevanti – dopo la stesura della SEN del 2013 – è rappresentata dallo sviluppo del mercato della distribuzione del GNL a mezzo serbatoi di stoccaggio per gli impieghi del prodotto nel trasporto (terrestre e marittimo), negli usi industriali e nelle reti isolate.

Quale ruolo per il gas naturale nella SEN? Il punto di vista di Anigas

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) rappresenta un importante strumento per lo sviluppo del settore: in un contesto di profonda evoluzione dei mercati energetici, è oggi attuale l’esigenza di creare un nuovo quadro di riferimento certo e stabile – soggetto ad aggiornamento/adeguamento periodico – affinché l’industria possa orientare le proprie scelte di investimento basate su criteri di mercato, anche nel lungo periodo.

A tal fine, è essenziale che la SEN parta da una chiara impostazione di governance nell’ambito della quale il Governo definisca le scelte strategiche e queste siano poi attuate concretamente e coerentemente dalle altre Istituzioni coinvolte con una chiara definizione delle rispettive competenze (legislative, governative, regolatorie e amministrative).

Petrolio e gas: i pilastri del sistema energetico italiano

Il lungo cammino intrapreso congiuntamente dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente per definire una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), nata sullo sfondo degli impegni scaturiti dalla Conferenza di Parigi del dicembre 2015 e degli obiettivi Europei di decarbonizzazione, sta per concludersi. Il Ministro Calenda ha, infatti, presentato al Parlamento il 10 maggio scorso una sintesi della SEN che sarà resa disponibile a breve nella versione completa per consultazione, prima di diventare definitiva. Lo spirito e le linee guida son ormai ben definiti: abbandonata la logica dei Piani Energetici di antica data si è cercato, correttamente, di capire la nuova dimensione dei problemi e di proporre forme di intervento coerenti con una economia di mercato inserita nel contesto europeo e mondiale.

La SEN 2017 e il settore del gas

Nel periodo dei PEN (prima “programmi” poi “piani” energetici nazionali) dal 1975 al 1988, le critiche più ricorrenti erano che i PEN si concentravano troppo sul settore elettrico ed erano inutili perché lo scarto tra i piani e i fatti era enorme. Ma la concentrazione sul settore elettrico era spiegabile per due ragioni: 1) il maggiore contributo per ridurre la dipendenza dal petrolio (la preoccupazione centrale di allora) era atteso dalla modifica del combustibile usato nella produzione elettrica; 2) l’ENEL era controllato direttamente dal Governo che gli poteva indicare che cosa fare. A nostro parere poi, malgrado lo scarto tra programmi e realizzazioni, i PEN non erano inutili perché obbligavano il potere politico a dichiarare e a confrontarsi sulla direzione che voleva intraprendere in un’ottica di lungo periodo. 

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