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Il fotovoltaico nella SEN e nel decreto rinnovabili: obiettivi, incentivi e sviluppi futuri

Il settore fotovoltaico italiano è in procinto di vivere una nuova fase molto importante del suo percorso di crescita, proiettato ormai verso uno stadio di completa maturazione. I target europei appena definiti per le fonti rinnovabili (32%) dal recente trilogo comunitario richiederanno molti sforzi su diversi fronti, e il fotovoltaico avrà sicuramente un ruolo da protagonista.

Nuove installazioni: in Italia il fotovoltaico guida la classifica delle rinnovabili

La nuova potenza installata da rinnovabili nel corso del 2017 in Italia è stata di circa 900 MW, più di 120 MW superiore a quella installata nello stesso periodo del 2016 (+15%). Una crescita comunque sostenuta nonostante la non facile situazione economica e politica che ha caratterizzato lo scorso anno. E’ il fotovoltaico a guidare la classifica delle installazioni con 410 MW, seguito dall’eolico con 360 MW, e idroelettrico con 95 MW mentre sono le biomasse con soli 50 MW a chiudere la classifica. Nel primo bimestre 2018 sono stati complessivamente installati 107 MW di nuova potenza, di cui 60 MW di fotovoltaico, 23MW di eolico e 23MW di idroelettrico. 

Prosumer fotovoltaico: il consumatore è davvero protagonista?

La star è il consumatore. Il consumatore finale è il grande protagonista di questa nuova stagione del settore energetico: lo sottolinea senza ambiguità il ‘Clean Energy Package’ recentemente pubblicato dalla Commissione Europea; lo ripetono costantemente, magari con qualche ambiguità in più, politici di ogni schieramento; ed è uno dei temi che ricorre più frequentemente nei media sia generalisti sia specialistici. Qual è, però, la situazione reale, in Italia e negli altri Paesi europei? Il consumatore/produttore di energia da fonti rinnovabili è davvero padrone delle sue scelte? Ancora di più, possono le sue scelte essere correttamente monetizzate, vale a dire esiste la possibilità di fornire al mercato energetico dei servizi il cui valore venga riconosciuto?

Mercato secondario degli impianti PV: quali opportunità di investimento?

Quando si parla di mercato secondario degli impianti PV si fa riferimento alla compravendita di impianti fotovoltaici realizzati dal 2005 all’incirca al 2013 e che hanno usufruito degli incentivi statali di cui ai conti Energia da 1 a 5. Il motivo per cui se ne parla in questa sede, è che tale mercato è attualmente in crescita in Italia, e può presentare delle interessanti opportunità di investimento, se si acquista bene ed in sicurezza.

L’innovazione guida l’avanzata dell’economia solare

Per comprendere l’innovazione che ha riguardato la tecnologia del fotovoltaico, quella che converte direttamente la luce del sole in elettricità senza alcuna parte in movimento, rumore od emissioni di qualsiasi natura, sono sufficienti due numeri: 15 e 5. Sono i grammi di silicio richiesti per produrre 1 W in condizioni di test standard con una cella solare in silicio cristallino, rispettivamente, nel 2005 e nel 2013.

L’Agenda 2030 e l’energia: impegni europei e situazione italiana

L’impegno sottoscritto nel settembre 2015 da tutti i Paesi dell’Onu configura un’Agenda articolata in 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell’acronimo inglese di Sustainable development goals), che spaziano dalla sostenibilità sociale a quella economica, dall’ambiente ai diritti civili.

L’Agenda 2030 sostituisce i precedenti Millennium Development Goals (MDGs), che valevano per il periodo 2001 – 2015. A differenza degli MDGs, gli SDGs valgono per tutti i Paesi del mondo e non soltanto per i Paesi in via di sviluppo. Inoltre sono stati elaborati con una significativa partecipazione della società civile, attraverso anni di confronto in molte sedi.

Sviluppo sostenibile e ruolo delle imprese nell’ambito del Global Compact

La sostenibilità d’impresa si basa sull’idea che le imprese debbano farsi carico degli impatti ambientali, sociali ed economici generati dalla propria attività, anche oltre le richieste dei loro stakeholder. La ragione di questo ampliamento delle responsabilità dell’impresa risiede nel riconoscimento dell’interconnessione tra la redditività di lungo periodo e il contesto socio-economico-ambientale in cui essa si colloca.

L’Emilia Romagna e la sfida che porta alla sostenibilità

Come si coniugano gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile e i target europei al 2030 con la realtà dell’Emilia Romagna? Quale ruolo e prospettive per il sistema economico ed energetico regionale?”

L’adozione della Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, diretta derivazione dell’Agenda 2030 dell’Onu, ha aperto una nuova fase in cui il ruolo assegnato alle Regioni è decisivo. A loro spetta il compito di declinare i 17 obiettivi fissati dalle Nazioni Unite nelle loro politiche e – per riuscirci – penso sia necessario mettere prima di tutto in chiaro il metodo da seguire: partecipazione delle scelte, che è premessa perché siano condivise - perciò più efficaci in quanto fatte proprie anche dalla comunità - e integrazione delle politiche, dal momento che il vero approccio vincente è quello che punta ad una visione complessiva, non settoriale.

Caffè e sviluppo sostenibile: tutte le iniziative di Lavazza

Lavazza cammina da sempre nel solco di un percorso strategico di sviluppo sostenibile, arricchendo ogni tappa di nuove idee e progetti e coinvolgendo sempre di più tutti i suoi stakeholder - produttori, partner, collaboratori e consumatori – secondo modalità innovative e non convenzionali: la sostenibilità è una responsabilità condivisa e va sostenuta attraverso l’innovazione. Da quando è nato, il Gruppo ha basato il suo modello di business sulla sinergia fra il sistema valoriale - fatto di passione per l’eccellenza, spirito di squadra, coerenza, trasparenza, integrità e lungimiranza - e solidità economica, testimoniata dal grande impegno etico ed economico in Sostenibilità.

Hera: la sostenibilità come leva di crescita dell'ecosistema

Lo scorso 4 giugno, il Gruppo Hera ha organizzato a Bologna presso la propria sede un evento dal titolo “L'ecosistema e la sua unitarietà: una sfida per il futuro sostenibile”. Di quale ecosistema parliamo nel caso della multiutility Hera?

Il nostro ecosistema è rappresentato dal territorio in cui ci muoviamo, operiamo, interagiamo. Un rapporto, basato su valori chiave, che dev’essere collaborativo e di vicendevole beneficio, per favorire crescita, sviluppo e sempre nuove opportunità per i portatori di interesse coinvolti.

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