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Capacity building: l’energia che si trasforma in occupazione e sviluppo

La domanda mondiale di energia continua a crescere: negli ultimi dieci anni i consumi primari sono aumentati del 17% (+1,6% in media annua) e il trend di incremento proseguirà anche negli anni a venire. Se da un lato il contributo delle energie rinnovabili sarà via via più importante, dall’altro le fonti fossili tradizionali manterranno un ruolo di primo piano nel mix energetico mondiale: secondo l’ultimo World Energy Outlook dell’AIE, la quota di queste ultime sarà ancora prossima al 75% al 2040, con un peso crescente del gas naturale, destinato ad accompagnare la transizione energetica.

Africa: una strategia di lungo respiro

L’Africa si sta risvegliando. La lunga epoca storica che voleva il continente africano «paria» del mondo, come scriveva amaramente un giornalista di Harare (Zimbabwe) ancora nel 1993, si sta irreversibilmente esaurendo.

La riappropriazione di una storia e di un’identità africana da parte dei suoi cittadini costituisce una “rivoluzione copernicana” non solo per l’Africa, ma anche per il mondo che assiste – non senza contraccolpi – a questa nuova e prorompente ascesa.

Il ruolo del know-how energetico italiano in Africa: intervista a Romano Prodi

Abbiamo intervistato il Prof. Prodi in qualità di Presidente della Fondazione per la collaborazione tra i Popoli con la quale, da diversi anni, è impegnato ad alimentare il dibattito sullo sviluppo socio-economico e politico dell’Africa, specialmente riguardo il tema della povertà energetica e dell’accesso all’energia.

La Strategia Energetica Nazionale e la nuova mobilità. Quali investimenti e a quali condizioni?

Vorrei che questo intervento partisse da una base che, a mio parere, va tenuta sempre presente: la Strategia Energetica Nazionale (SEN). La SEN è il risultato di un lungo lavoro cui abbiamo contribuito in molti nel settore e delinea uno scenario che impone al Paese obiettivi più che ambiziosi “per dare un adeguato contributo al raggiungimento degli obiettivi 2030 in materia di efficienza, rinnovabili ed emissioni”. In particolare, questo documento affianca allo scenario di riferimento nazionale definito “BASE” – che descrive l’evoluzione del sistema energetico nazionale considerando esclusivamente le policy in vigore al 31 dicembre 2014

La centralità del petrolio nello scenario energetico mondiale

Nonostante i prematuri necrologi e a dispetto di chi lo ritiene prossimo alla fine, il petrolio è tornato al centro dello scenario economico e politico internazionale. Il 17 maggio 2018 il suo prezzo ha superato gli 80,0 doll/bbl, riportando l’orologio del mercato al 12 novembre 2014, in pieno contro-shock. Da un anno in qua, i prezzi sono aumentati di circa il 60%; da inizio 2018 del 20%. Per due ragioni.

Trasporti e reti in uno scenario di decarbonizzazione

Stiamo assistendo a uno scenario di cambiamento nei trasporti a livello mondiale spinto da una sempre più forte domanda di mobilità delle persone e delle merci e, al contempo, dall’urgenza di invertire la curva delle emissioni di gas serra (come previsto dall’Accordo di Parigi) nel settore che ha evidenziato le peggiori prestazioni dal 1990 ad oggi.

La situazione italiana della rete carburanti e la sua futura evoluzione vanno lette dentro questo contesto, con particolare attenzione all’Europa

Servono conoscenza e ricerca per fare sostenibilità vera

Il messaggio conclusivo che emerge dopo aver ascoltato le diverse e interessanti presentazioni di questa giornata è che abbiamo bisogno di serietà: nel dibattito pubblico, nella definizione degli investimenti, nell’elaborazione di efficaci politiche industriali. In questo paese, fare le cose seriamente non è sempre stato facile, come dimostrano le scelte compiute riguardo importanti tematiche energetiche.

Nuove installazioni: in Italia il fotovoltaico guida la classifica delle rinnovabili

La nuova potenza installata da rinnovabili nel corso del 2017 in Italia è stata di circa 900 MW, più di 120 MW superiore a quella installata nello stesso periodo del 2016 (+15%). Una crescita comunque sostenuta nonostante la non facile situazione economica e politica che ha caratterizzato lo scorso anno. E’ il fotovoltaico a guidare la classifica delle installazioni con 410 MW, seguito dall’eolico con 360 MW, e idroelettrico con 95 MW mentre sono le biomasse con soli 50 MW a chiudere la classifica. Nel primo bimestre 2018 sono stati complessivamente installati 107 MW di nuova potenza, di cui 60 MW di fotovoltaico, 23MW di eolico e 23MW di idroelettrico. 

Prosumer fotovoltaico: il consumatore è davvero protagonista?

La star è il consumatore. Il consumatore finale è il grande protagonista di questa nuova stagione del settore energetico: lo sottolinea senza ambiguità il ‘Clean Energy Package’ recentemente pubblicato dalla Commissione Europea; lo ripetono costantemente, magari con qualche ambiguità in più, politici di ogni schieramento; ed è uno dei temi che ricorre più frequentemente nei media sia generalisti sia specialistici. Qual è, però, la situazione reale, in Italia e negli altri Paesi europei? Il consumatore/produttore di energia da fonti rinnovabili è davvero padrone delle sue scelte? Ancora di più, possono le sue scelte essere correttamente monetizzate, vale a dire esiste la possibilità di fornire al mercato energetico dei servizi il cui valore venga riconosciuto?

L’innovazione guida l’avanzata dell’economia solare

Per comprendere l’innovazione che ha riguardato la tecnologia del fotovoltaico, quella che converte direttamente la luce del sole in elettricità senza alcuna parte in movimento, rumore od emissioni di qualsiasi natura, sono sufficienti due numeri: 15 e 5. Sono i grammi di silicio richiesti per produrre 1 W in condizioni di test standard con una cella solare in silicio cristallino, rispettivamente, nel 2005 e nel 2013.

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