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La crescente influenza del GNL nel mercato globale del gas

Il mercato mondiale del gas naturale è soggetto ad una sempre maggior influenza degli scambi internazionali di GNL (Gas Naturale Liquefatto), per le dimensioni raggiunte e attese, per i cambiamenti che stanno incominciando ad interessarne le modalità contrattuali, per il ruolo di fornitura marginale che il GNL può assumere sui mercati di consumo grazie alla sua maggior flessibilità rispetto ai commerci via gasdotto. L’impatto è destinato ad ampliarsi con il processo di globalizzazione del mercato: infatti il gas scambiato tra le varie macro-regioni di produzione e consumo, aumentato negli ultimi 25 anni del 70%, è previsto crescere di un ulteriore 70% entro il 2040 e la maggior parte della crescita avverrà attraverso scambi di GNL, la cui quota sui commerci mondiali di gas a lunga distanza, secondo l’AIE, è prevista passare dall’attuale 40% circa al 53%.

Esportazioni di gas: dove guardano gli USA?

America first” significa anche lasciar la mano libera ai produttori americani di materie prime. Per quanto riguarda gli idrocarburi, è però difficile immaginare che la cresciuta produzione petrolifera statunitense giunga a dar corso a significative esportazioni via mare di crude oil, anche se il fracking ha in pratica già consentito allo zio Sam di rinvenire un Kuwait in casa.

In futuro? Ancora petrolio

Il futuro della raffinazione europea, l'accordo tra Paesi Opec e non Opec, il futuro della mobilità. Di questi temi abbiamo discusso con il professor Giulio Sapelli.

Cosa deve fare l'Europa per mantenere un asset strategico come quello della raffinazione?

Innanzi tutto bisogna individuare da dove viene il “pericolo”: dai prodotti raffinati americani, non solo da quelli asiatici. Gli Stati Uniti hanno risolto il tema della raffinazione: hanno una legislazione meno dura e margini più alti. E anche per questo fanno dei prodotti qualitativamente migliori. Poi bisogna considerare che la raffinazione che abbiamo non è perduta. Per questo bisognerebbe fare un po' più di lobby sulle istituzioni europee. Questa idea del 20-20-20 è pazzesca, non è sostenibile. I criteri sono troppo alti.

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