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La cyber security in Italia: intervista all’Ing. Gaetano Sanacore

1) Il crescente bisogno di sicurezza e la necessità di tutelarsi dal cyber crimine ha portato, anche nel nostro paese, all’istituzione dell'“Osservatorio Nazionale per la Cyber Security, Resilienza e Business Continuity dei sistemi Elettrici”. Di cosa si tratta e quali sono le finalità per cui è stata pensata?

L’Osservatorio nasce da un’idea della Prof.ssa Paola Girdinio (UNIGE), dell’Ing. Antonio Rebora (Ansaldo) e del sottoscritto, dopo un’attenta analisi degli scenari relativi ai crescenti attacchi informatici alle infrastrutture strategiche su scala internazionale.

Cyber war: l’industria europea sotto attacco

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una continua crescita di attacchi cyber a livello mondiale, con un evidente trend di cambiamento dei target attaccati. Mentre per anni il target principale sono stati utenti finali, con lo scopo di effettuare delle frodi on-line, o aziende con core business legato alle informazioni personali dei propri clienti (es. Ashley Madison il sito d’incontri extraconiugali colpito da un attacco hacker), oggi si sta assistendo a un notevole incremento di attacchi verso il mondo industriale. Il razionale principale si trova nella progressiva compenetrazione tra il mondo ICT (Information e Communication Technology, tipicamente indicato come IT) e quello ICS (Industrial Control System, tipicamente indicato come OT) e nella standardizzazione delle tecnologie di quest’ultimo.

Il sistema elettrico dell’Unione Europea ai tempi delle minacce informatiche

Il sistema elettrico europeo, nel contesto di ambiziosi obiettivi politici comunitari, da diversi anni sta cambiando in maniera radicale - e per certi versi inattesa - trovandosi nel contempo a fronteggiare un ventaglio sempre più ampio di minacce alla sicurezza.

Sicurezza che compare come parola chiave sia nel progetto di Unione Energetica che negli obiettivi di diverse specifiche politiche comunitarie. L’Energy Union include infatti cinque domini di azione: sicurezza e solidarietà energetica; creazione di un mercato interno dell’energia; riduzione della domanda; decarbonizzazione; innovazione e competitività.

I chokepoint del Medio Oriente e gli equilibri energetici globali

Il fabbisogno mondiale di energia dipende in larga parte dalle fonti fossili, condizione che non si modificherà nel prossimo futuro. Nel World Energy Outlook 2016, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) afferma che i combustibili fossili “continueranno ad essere l’asse portante del sistema energetico mondiale per diversi decenni a venire”. Il BP Energy Outlook formula previsioni similari.

La ricerca nel campo dei biocombustibili avanzati

In questi ultimi anni, il settore dei biocombustibili per trasporti ha visto fiorire in tutto il mondo numerose iniziative, sia a livello industriale che di ricerca di base e fondamentale. Tuttavia, mentre la componente tecnologica ha mostrato estrema vivacità, dal lato delle policy di settore la situazione è stata molto più complessa e faticosa. Su questi aspetti torneremo probabilmente in futuro: in questa sede ci limitiamo ad osservare come la ricerca, la dimostrazione ed il trasferimento tecnologico risentano necessariamente della dinamica delle politiche, essendo l’ambito dei biofuel un settore chiaramente policy-driven

L'autonomia è ancora un deterrente allo sviluppo delle auto elettriche?

Oggi, con un veicolo elettrico è possibile coprire la maggioranza degli spostamenti giornalieri. Tuttavia, dopo il prezzo di vendita – specie in assenza di incentivi pubblici-, la questione dell’autonomia rimane uno dei principali fattori che ne limitano l’acquisto. In realtà, sono stati compiuti progressi tecnici significativi a riguardo e l’industria continua ad investire per aumentare la durata delle batterie, ma parallelamente

Le raffinerie petrolifere nell'UE: un asset strategico per l'economia, con l'energia e la capacità di vincere le sfide

Quando si parla di un'industria, spesso si usano numeri: fatturato, investimenti, impiegati e altro ancora. Questa volta vogliamo invece cominciare dalle persone.

Un’iniziativa di FuelsEurope – l’associazione europea della raffinazione e del marketing petrolifero con sede a Bruxelles – fa parlare i giovani che lavorano nella nostra industria. Abbiamo realizzato dei video, in Grecia, in Belgio, in Polonia, in Slovacchia e in Finlandia, dove questi giovani raccontano se stessi: chi sono, perché hanno scelto l’industria petrolifera e che cosa pensano del loro lavoro. Ne viene fuori un mosaico avvincente: sono ragazzi laureati, diplomati e colletti blu che esprimono l’orgoglio e la soddisfazione di appartenere a un’industria di alto livello tecnologico dove possono applicare le proprie conoscenze e migliorarle continuamente. E sono contenti di poterlo fare in Europa, senza dover emigrare in un altro continente per realizzare le proprie aspettative.

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