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Hera guarda al 2021 con un piano industriale da 3 miliardi di investimenti

Tomaso Tommasi di Vignano (Presidente Esecutivo Gruppo Hera)

La strada che conduce al 2021 per il Gruppo Hera passa attraverso cinque parole chiave – crescita, efficienza, eccellenza, innovazione e agilità – sulle quali si fondano le strategie di sviluppo della multiutility bolognese. Un cammino che la società, da 4,4 miliardi di fatturato e 4,4 milioni di cittadini serviti (tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Veneto), ha tracciato nel nuovo Piano industriale presentato ai primi di gennaio, con una previsione di investimento di circa 2,9 miliardi di euro ripartiti in tutti i settori di riferimento.

Fusione nucleare: il progetto DTT e il ruolo dell’Italia

La fusione nucleare è oggi considerata un’opzione molto interessante in quanto si tratta di una fonte di energia sicura, inesauribile e sostenibile per l’ambiente: un processo che consente di ottenere energia riproducendo il meccanismo fisico che alimenta il sole e tutte le altre stelle. È per questo che le grandi potenze economiche mondiali sono attualmente impegnate nel suo sviluppo che, affiancato a quello delle rinnovabili, potrebbe significativamente contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Energia nell’urna

L’esito quanto mai incerto delle elezioni del 4 marzo induce partiti, movimenti e coalizioni a cercare di occupare l’intero spettro dello scibile politico. E se sono le macro questioni – dall’immigrazione alle tasse – a tenere banco sui mass media, i leader non disdegnano di pronunciarsi sui temi più diversi. Ne è esempio la “rassegna” condotta nell’ultimo mese da Staffetta Quotidiana, che ha chiesto ai leader politici di presentare sinteticamente un programma in tema energetico-ambientale per la prossima legislatura.

Investimenti e sicurezza energetica: la proposta di Forza Italia

Il contributo di Forza Italia è firmato dal suo capogruppo alla camera Renato Brunetta. Volto noto del partito con il quale è entrato nel 1999 a far parte del Parlamento Europeo. Dal 2008 al 2011 è stato Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.

Recuperare la sovranità energetica: la proposta di Fratelli d’Italia

Il contributo di Fratelli d’Italia è firmato da Walter Rizzetto, deputato di FdI e candidato alla Camera, già attivo nella scorsa legislatura sui temi energetici nelle file del Movimento 5 Stelle.

Bollette meno care e sostegno alla filiera italiana: la proposta della Lega Nord

Il contributo della Lega Nord è firmato da Matteo Salvini. Già consigliere comunale di Milano e deputato del parlamento Europeo, il 7 dicembre 2013 diventa segretario federale del partito, vincendo le primarie contro Umberto Bossi.

Decarbonizzazione e revisione della SEN: la proposta di Liberi e Uguali

Il contributo di Liberi e Uguali è firmato da Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e coordinatrice della campagna elettorale di LeU. Domenica 7 gennaio ha aperto a Roma a fianco di Pietro Grasso l'assemblea nazionale per la definizione del programma e sarà uno dei nomi forti del nuovo schieramento che riunisce Mdp, Si e Possibile.

Italia fossil free al 2050: la proposta del M5S

Il contributo del Movimento 5 Stelle è firmato da Davide Crippa, deputato del Movimento 5 Stelle in commissione Attività produttive alla Camera, che ha partecipato alla stesura della sezione Energia nella prima parte del programma di Governo dei 5 Stelle presentato da Beppe Grillo lo scorso aprile.

No a carbone e fonti fossili: la proposta del PD

Il contributo del Partito Democratico è firmato da Gianluca Benamati. Già professore a contratto nel Politecnico di Torino, Benamati è stato eletto parlamentare nel 2008 ed è attualmente capogruppo del Partito Democratico nella X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo nonché Responsabile del Dipartimento Energia nell’Esecutivo Nazionale del Partito Democratico.

Sistema finanziario sostenibile: il risveglio dell’Italia

Il cambiamento climatico costituisce una minaccia per la stabilità del sistema finanziario. Anche quest’anno il rapporto del World Economic Forum inserisce i rischi climatici e ambientali tra le principali minacce alla tenuta dell’economia mondiale e autorevoli studi evidenziano come esso potrà portare a crisi finanziarie, a perdite tra il 5 e il 20% del PIL mondiale e a una caduta degli standard di qualità della vita.

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