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ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Riforma dei TEE: i vantaggi di un sistema ad aste

Il sistema dei certificati bianchi (TEE) in Italia è oggetto di recenti ipotesi di revisione e di cambiamento. Nel corso degli anni, infatti, il costo sostenuto dal sistema è aumentato ed ha generato un aggravio del costo dell’energia pagato dagli utenti. Le criticità sono state individuate essenzialmente nella volatilità dei prezzi e nella difficoltà per la domanda di esercitare pressione sugli stessi.

Certificati bianchi: un’invenzione italiana da difendere

I rapporti statistici pubblicati nei mesi scorsi dal Gestore dei servizi energetici (GSE) e dal Gestore dei mercati energetici (GME) non restituiscono un quadro chiaro per il futuro del meccanismo dei Certificati Bianchi. Permane, infatti, un’evidente discrasia tra le affermazioni riguardo la disponibilità dei titoli di efficienza energetica (TEE) e l’impennata dei prezzi che i medesimi titoli hanno registrato nell’ultimo anno sul mercato dei TEE. Questa incertezza fa temere per la “salute” del meccanismo, per cui si stanno approntando delle “cure” che non si sa ancora quanto saranno efficaci.

Le nuove competenze sui rifiuti attribuite all’ARERA

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017 della Legge di Bilancio 2018, che ha attribuito all'Autorità compiti di regolazione e controllo anche nel settore dei rifiuti urbani e assimilati, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) è diventata ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. La legge ha infatti assegnato all'Autorità la regolazione anche del settore rifiuti, con specifici compiti da esercitare con gli stessi poteri e nel quadro dei principi finora applicati negli altri settori già di competenza dell'Autorità (elettricità, gas, sistema idrico integrato e, in parte, teleriscaldamento), come fissati dalla propria legge istitutiva.

Aziende di servizi pubblici: puntare su investimenti e regolazione

Nel ciclo di incontri con la politica la federazione ribadisce la necessità di investimenti e regolazione.
I prossimi appuntamenti il 26 febbraio con il Partito Democratico e il 1 marzo con Forza Italia

L'economia circolare, la sostenibilità, una regolazione che offra un quadro stabile entro cui muoversi con maggiore sicurezza per gli investimenti e che al tempo stesso garantisca sia i cittadini che le aziende, infine l'innovazione e l'attenzione particolare verso le città.

Multiutility: il successo passa dalla rivoluzione digitale

Con il suo impeto rivoluzionario il digitale è entrato anche nel settore energetico, che sta subendo una profonda trasformazione. Il suo impatto riguarda infatti l’intera catena del valore: dagli approvvigionamenti alla distribuzione e al trasporto, fino alla vendita e al rapporto con i clienti finali.

Nelle tecnologie digitali una rilevanza crescente la sta assumendo il cosiddetto Internet delle cose (IoT), caratterizzato dallo scambio in modo autonomo di informazioni tra oggetti che modificano le proprie prestazioni sulla base delle informazioni ricevute.

Il ruolo della sostenibilità nelle utility 4.0

Il termine utility 4.0 evoca immediatamente Industria 4.0, non tanto in termini di politica industriale, quanto di trasformazione in corso, altrimenti identificata come quarta rivoluzione industriale.

L’interconnessione attraverso la digitalizzazione costituisce il cuore di questa trasformazione, in quanto i dati, le informazioni, i sensori diventano un nuovo fattore di produzione, ma vi sono alcuni fattori complementari che ne caratterizzano la discontinuità e conseguentemente il potenziale impatto sul sistema economico:

Hera guarda al 2021 con un piano industriale da 3 miliardi di investimenti

Tomaso Tommasi di Vignano (Presidente Esecutivo Gruppo Hera)

La strada che conduce al 2021 per il Gruppo Hera passa attraverso cinque parole chiave – crescita, efficienza, eccellenza, innovazione e agilità – sulle quali si fondano le strategie di sviluppo della multiutility bolognese. Un cammino che la società, da 4,4 miliardi di fatturato e 4,4 milioni di cittadini serviti (tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Veneto), ha tracciato nel nuovo Piano industriale presentato ai primi di gennaio, con una previsione di investimento di circa 2,9 miliardi di euro ripartiti in tutti i settori di riferimento.

Fusione nucleare: il progetto DTT e il ruolo dell’Italia

La fusione nucleare è oggi considerata un’opzione molto interessante in quanto si tratta di una fonte di energia sicura, inesauribile e sostenibile per l’ambiente: un processo che consente di ottenere energia riproducendo il meccanismo fisico che alimenta il sole e tutte le altre stelle. È per questo che le grandi potenze economiche mondiali sono attualmente impegnate nel suo sviluppo che, affiancato a quello delle rinnovabili, potrebbe significativamente contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Energia nell’urna

L’esito quanto mai incerto delle elezioni del 4 marzo induce partiti, movimenti e coalizioni a cercare di occupare l’intero spettro dello scibile politico. E se sono le macro questioni – dall’immigrazione alle tasse – a tenere banco sui mass media, i leader non disdegnano di pronunciarsi sui temi più diversi. Ne è esempio la “rassegna” condotta nell’ultimo mese da Staffetta Quotidiana, che ha chiesto ai leader politici di presentare sinteticamente un programma in tema energetico-ambientale per la prossima legislatura.

Investimenti e sicurezza energetica: la proposta di Forza Italia

Il contributo di Forza Italia è firmato dal suo capogruppo alla camera Renato Brunetta. Volto noto del partito con il quale è entrato nel 1999 a far parte del Parlamento Europeo. Dal 2008 al 2011 è stato Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.

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