ARCHIVIO | 55 ARTICOLI

Evoluzione delle tecnologie energetiche e cambiamento climatico

Le previsioni sull’evoluzione del clima terrestre costituiscono una noce dura da rompere, poiché si riferiscono ad un sistema di grande complessità soggetto ad una continua trasformazione. La loro analisi riveste ovviamente grande importanza per l’individuazione di adeguati percorsi di sviluppo concernenti l’impiego dell’energia da parte dell’uomo, con un flusso che attualmente ammonta a circa 16 TW e con un aumento annuo di circa il 10%. Il consumo energetico è infatti il principale responsabile dell’emissione dell’anidride carbonica che si accumula nell’atmosfera.

Scenari energetici e opportunità digitali: evoluzione dei modelli di business O&G e sfide per la filiera italiana

La produzione globale di gas e petrolio negli ultimi anni ha alternato periodi di over-supply e di under-supply, con effetti rilevanti sul prezzo: tra il 2014 e il 2015, a fronte di un’offerta superiore alla domanda, i prezzi del barile sono crollati di oltre il 40%. Come conseguenza diretta del calo del prezzo del barile, gli investimenti in progetti ed impianti upstream sono scesi del ~40% con impatti sugli ordinativi e livelli occupazionali di tutta la filiera impiantistica.

La filiera energetica italiana ha già un piede nel futuro

Know-how acquisito e capacità di spingersi alle frontiere dell’innovazione sono nel DNA della filiera energetica italiana rappresentata del Settore Beni e Servizi di Assomineraria. Oggi, alla vigilia di una transizione energetica che si preannuncia sfidante per le capacità tecnologiche dei maggiori player globali dell’energia, il patrimonio di competenze e valori di questo comparto industriale può rappresentare una marcia in più per l’intero made in Italy.

Certificats d’Économie d’Énergie: l’esperienza francese

Le autorità pubbliche francesi hanno orientato le loro strategie di transizione energetica sulla progettazione di strumenti che siano in grado di incoraggiare pratiche di consumo energetico più sostenibili (questo vale sia per le famiglie che per le industrie), maggiori investimenti nella ristrutturazione edilizia, una valutazione commerciale dell’efficienza energetica al momento dell'acquisto o dell’affitto di abitazioni, la formazione delle maestranze al fine di migliorare le tecniche edili esistenti, consentendo al contempo l’attuazione della direttiva europea 2012/27/UE denominata "efficienza energetica".

Quale futuro per i certificati bianchi?

Il sistema dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), introdotto nel 2001 e poi effettivamente attivato nel 2005, è diventato negli anni un riferimento costante per le politiche di promozione dell’efficienza energetica sia in Italia che negli altri paesi europei. Negli ultimi mesi, tuttavia, le dinamiche di prezzo rilevate sul mercato dei certificati bianchi hanno determinato un animato dibattito sul fatto che questo meccanismo, dopo aver efficacemente funzionato per molti anni, possa essere entrato in crisi.

Certificati bianchi: si complica la presentazione dei progetti

Un aspetto importante nel meccanismo dei certificati bianchi (TEE) è la presentazione dei progetti di efficientamento energetico. Si tratta in effetti del primo passo verso l’ottenimento dei titoli e la loro valorizzazione, e, rispetto agli altri schemi di incentivazione nazionali, presenta un livello di qualità e complessità maggiore. Non a caso il tasso di rigetto delle proposte di progetto (PPPM, PC, PS per gli addetti ai lavori) e delle richieste di rendicontazione dei risparmi (RVC e RC) risulta elevato: nell’ordine del 40-45% nel primo caso e in crescita negli ultimi tre anni dal 7% al 25% nel secondo.

Riforma dei TEE: i vantaggi di un sistema ad aste

Il sistema dei certificati bianchi (TEE) in Italia è oggetto di recenti ipotesi di revisione e di cambiamento. Nel corso degli anni, infatti, il costo sostenuto dal sistema è aumentato ed ha generato un aggravio del costo dell’energia pagato dagli utenti. Le criticità sono state individuate essenzialmente nella volatilità dei prezzi e nella difficoltà per la domanda di esercitare pressione sugli stessi.

Certificati bianchi: un’invenzione italiana da difendere

I rapporti statistici pubblicati nei mesi scorsi dal Gestore dei servizi energetici (GSE) e dal Gestore dei mercati energetici (GME) non restituiscono un quadro chiaro per il futuro del meccanismo dei Certificati Bianchi. Permane, infatti, un’evidente discrasia tra le affermazioni riguardo la disponibilità dei titoli di efficienza energetica (TEE) e l’impennata dei prezzi che i medesimi titoli hanno registrato nell’ultimo anno sul mercato dei TEE. Questa incertezza fa temere per la “salute” del meccanismo, per cui si stanno approntando delle “cure” che non si sa ancora quanto saranno efficaci.

A Ravenna va in scena la quarta rivoluzione industriale dell’energia

REM – Renewable Energy Mediterranean Conference - è un evento che nasce dall'esperienza di OMC, (Offshore Mediterranean Conference) che da oltre venti anni costituisce il punto d’incontro e confronto tra le Autorità Energetiche nazionali e internazionali e il management delle più importanti compagnie energetiche, dal bacino del Mediterraneo, al Medio Oriente all’Asia Centrale e l’Europa.

Da sempre OMC osserva con attenzione l’evoluzione degli scenari mondiali nel campo dell’energia.

La nuova idea di Oil&Gas che parte da Ravenna

La città di Ravenna ospita da diversi anni l’evento fieristico Renewable Energy Mediterranean Conference Exhibition (REM), punto di incontro delle imprese considerate eccellenze a livello internazionale nell’ambito delle nuove tecnologie energetiche e dell’innovazione. Questa iniziativa nasce in alternanza con un altro importante evento fieristico internazionale come l’Offshore Mediterranean Conference (OMC). La domanda è d’obbligo: perché proprio Ravenna è diventata un centro convegnistico di grande importanza sui temi dell’energia?

Aziende di servizi pubblici: puntare su investimenti e regolazione

Nel ciclo di incontri con la politica la federazione ribadisce la necessità di investimenti e regolazione.
I prossimi appuntamenti il 26 febbraio con il Partito Democratico e il 1 marzo con Forza Italia

L'economia circolare, la sostenibilità, una regolazione che offra un quadro stabile entro cui muoversi con maggiore sicurezza per gli investimenti e che al tempo stesso garantisca sia i cittadini che le aziende, infine l'innovazione e l'attenzione particolare verso le città.

Energia nell’urna

L’esito quanto mai incerto delle elezioni del 4 marzo induce partiti, movimenti e coalizioni a cercare di occupare l’intero spettro dello scibile politico. E se sono le macro questioni – dall’immigrazione alle tasse – a tenere banco sui mass media, i leader non disdegnano di pronunciarsi sui temi più diversi. Ne è esempio la “rassegna” condotta nell’ultimo mese da Staffetta Quotidiana, che ha chiesto ai leader politici di presentare sinteticamente un programma in tema energetico-ambientale per la prossima legislatura.

Investimenti e sicurezza energetica: la proposta di Forza Italia

Il contributo di Forza Italia è firmato dal suo capogruppo alla camera Renato Brunetta. Volto noto del partito con il quale è entrato nel 1999 a far parte del Parlamento Europeo. Dal 2008 al 2011 è stato Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.

Bollette meno care e sostegno alla filiera italiana: la proposta della Lega Nord

Il contributo della Lega Nord è firmato da Matteo Salvini. Già consigliere comunale di Milano e deputato del parlamento Europeo, il 7 dicembre 2013 diventa segretario federale del partito, vincendo le primarie contro Umberto Bossi.

Decarbonizzazione e revisione della SEN: la proposta di Liberi e Uguali

Il contributo di Liberi e Uguali è firmato da Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e coordinatrice della campagna elettorale di LeU. Domenica 7 gennaio ha aperto a Roma a fianco di Pietro Grasso l'assemblea nazionale per la definizione del programma e sarà uno dei nomi forti del nuovo schieramento che riunisce Mdp, Si e Possibile.

No a carbone e fonti fossili: la proposta del PD

Il contributo del Partito Democratico è firmato da Gianluca Benamati. Già professore a contratto nel Politecnico di Torino, Benamati è stato eletto parlamentare nel 2008 ed è attualmente capogruppo del Partito Democratico nella X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo nonché Responsabile del Dipartimento Energia nell’Esecutivo Nazionale del Partito Democratico.

Riqualificare le abitazioni per rigenerare le nostre città

Alla bulimia di iniziative pubbliche sulla riqualificazione energetica corrisponde un’anoressia di realizzazioni concrete. Le copiose discussioni sull’efficientamento energetico – magari anche indotte dalla necessità di raggiungere gli obiettivi di risparmio fissati dall’Europa – hanno avuto il merito di inserire nella “Agenda Italia” l’urgente bisogno di riqualificare il patrimonio immobiliare, ma non hanno rappresentato la reale soluzione alle diffuse esigenze di rigenerazione dell’ambiente costruito. 

Ecobonus e gli altri strumenti di supporto all’edilizia sostenibile

L’efficienza energetica negli edifici, siano essi residenziali o non, è un tema estremamente importante e attuale. Oltre il 65% degli immobili presenti in Italia è stato costruito prima che entrassero in vigore reali obblighi legati alle prestazioni energetiche degli edifici, ovvero prima dell’emanazione della Legge n° 373 del 1976. Sebbene nel corso degli anni siano stati eseguiti lavori di riqualificazione su alcuni immobili, il risparmio energetico conseguibile con interventi mirati ad oggi è ancora notevole.

Rischio sismico e idrogeologico: a cosa serve il piano “Casa Italia”?

Casa Italia è il nome di un grande progetto di prevenzione dei rischi naturali e di promozione della sicurezza del territorio e del patrimonio abitativo: necessario e urgente in un Paese, come il nostro, che ha contato tante vittime e sofferto tanti danni a causa dei terremoti e del dissesto idrogeologico. E' stato elaborato, dopo i terremoti del 2016 e su indicazione del Presidente del Consiglio, da un gruppo di esperti, che ha prodotto qualche mese fa il “Rapporto sulla Promozione della sicurezza dai Rischi naturali” consultabile sul sito del Governo.

Dinamismo, eleganza ed efficienza: tutte le facce della Torre Unipol

Nel cuore della città di Milano è avvenuta la più grande trasformazione urbana italiana di questi ultimi decenni. La trasformazione è avvenuta nello spirito della complessità della città italiana: uffici, negozi, banche, residenze, un grande parco e una nuova piazza pubblica. All’interno di questo nuovo contesto si colloca la torre Unipol, sede milanese di questa importante compagnia assicurativa italiana.

La politica di Unipol è quella di valorizzare il proprio patrimonio edilizio e di rappresentarsi attraverso la costruzione di architetture contemporanee. È una visione che riporta al centro dei grandi gruppi la responsabilità sociale e culturale del nostro paese. Sostenibilità, performance e benessere sono le politiche della società e la torre, scelta a seguito di un concorso, vuole rappresentare questi valori.

Gli scenari di domanda e offerta dipingono un futuro energetico in rapido movimento

Anche nell’edizione del 2017 il World Energy Outlook (WEO) non ci assilla troppo con la profusione di scenari che nelle passate edizioni, anziché aiutare il decisore politico, riuscivano spesso solo a confonderlo. Ormai da qualche anno, infatti, mette in primo piano la descrizione di un futuro energetico intermedio tra uno scenario di riferimento, che declina le politiche energetiche in atto, e uno scenario di sviluppo sostenibile, che mira al deciso contenimento dei cambiamenti climatici:

WEO: le traiettorie di sviluppo delle fonti rinnovabili

Sono ormai alcuni anni che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) rivede costantemente al rialzo le proprie previsioni di diffusione delle fonti di energia rinnovabile (FER). Si tratta di una dinamica che ha interessato maggiormente il settore elettrico, come conseguenza delle politiche di incentivazione, degli sviluppi tecnologici e delle rapide riduzioni di costo verificatesi in particolare nell’eolico e nel solare fotovoltaico. L’utilizzo delle FER nella produzione di calore e nel settore dei trasporti rimane invece ancora caratterizzato da numerosi limiti e fortemente dipendente dal sostegno pubblico.

Le prossime sfide della distribuzione gas in Italia

Il settore della distribuzione gas in Italia si appresta a vivere un periodo di rilevanti cambiamenti correlati, nel breve termine, alla prossima attuazione delle gare d’ATEM per l’assegnazione delle concessioni e, nel medio-lungo periodo, al processo di transizione energetica funzionale al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo.

I due processi sono profondamente connessi in quanto se da un lato, in preparazione alle gare sui 177 ATEM, agli operatori verranno richiesti notevoli investimenti per vincere la competizione, dall’altro la strategia che il Paese deciderà di adottare per affrontare il percorso di decarbonizzazione potrebbe mettere in discussione, in un futuro più o meno prossimo, il ruolo del gas quale vettore energetico di riferimento per il riscaldamento domestico.

Certificati Bianchi: verso un futuro (meno) sostenibile?

I certificati bianchi, come comunemente vengono chiamati i titoli di efficienza energetica (TEE) sono il principale strumento ideato per dare attuazione alle politiche di promozione dell’efficienza energetica del Paese, in ottemperanza agli obblighi assunti dall’Italia con la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto e degli accordi di Parigi per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Istituiti già nel 2004, vengono oggi rilasciati dal GSE S.p.A. a fronte della realizzazione di interventi che garantiscono il raggiungimento di determinati risparmi di energia primaria di origine fossile. 

Il futuro dell’elettricità spiegato in sei punti

Elettricità Futura ritiene che lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, unitamente all’evoluzione tecnologica, alla dismissione degli impianti termoelettrici più inquinanti ed allo switch dal carbone a gas naturale, consentiranno una radicale decarbonizzazione del settore energetico italiano, garantendo al contempo sicurezza degli approvvigionamenti e competitività.

Lo scenario al 2030 sarà determinato dall’effetto simultaneo di diversi fattori che delineeranno un processo di transizione in grado di valorizzare i punti di forza del nostro settore elettrico. 

Per un sistema elettrico più efficiente, equo e coordinato

I caratteri della nostra transizione energetica si possono intravedere nelle misure delineate dal pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” pubblicato dalla Commissione Europea nel novembre 2016 e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017, cui è affidato il compito di adattarne gli indirizzi all’ordinamento italiano.

Sulla carta, il sistema elettrico del futuro avrà caratteri di efficienza energetica, integrazione ed equità.

Rinnovabili: quanto e come, nei prossimi 10 anni

Il futuro è delle rinnovabili? Mai domanda fu più divisiva.

A un ipotetico sondaggio, siamo convinti che una metà degli intervistati – pensando agli incentivi che non ci sono più – risponderebbe che i giorni migliori sono alle spalle, mentre l’altra metà – con riferimento agli accordi sul clima – direbbe convinta che le rinnovabili saranno al centro del modello di sviluppo futuro.

In effetti, dal momento in cui sono finiti gli incentivi generalizzati (momento che possiamo collocare nell’anno 2013) le oscillazioni della lancetta che indica il “sentiment” sulle rinnovabili sono, fortissime anche presso gli addetti ai lavori – segno questo che il settore sta probabilmente vivendo una fase di ripensamento del proprio ruolo.

Emilia Romagna: un modello di sviluppo esportabile

Il futuro dell’energia è il futuro del pianeta. La green economy è la chiave con cui vogliamo costruire un territorio sostenibile, creare posti di lavoro e benessere. Per questo motivo, l’Emilia-Romagna ha partecipato in modo attivo all’Expo 2017 di Astana che ha avuto come tema l’Energia del Futuro. Nel corso della missione istituzionale e imprenditoriale, che si è svolta dal 3 al 5 settembre, ci siamo potuti confrontare a tutto campo sulla direzione da intraprendere e siamo stati confortati nel verificare come il nostro territorio sia ben posizionato per tutti gli aspetti che riguardano la ricerca energetica.

Ravenna Green Port: verso un porto più sostenibile

I porti giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del territorio e il loro stato di salute ha importanti ricadute anche sull’economia nazionale. Il porto di Ravenna è uno dei principali motori di sviluppo socio-economico del territorio ravennate e regionale, essendo sia un porto industriale sia un luogo di aggregazione per lo svolgimento di molteplici attività con ricadute sociali. Da questi presupposti è nato il Ravenna Green Port, un progetto che coinvolge ricerca, istituzioni e industria per tracciare una rotta condivisa di azioni partendo da tre temi strategici: mobilità e sostenibilità energetica nell’area portuale, ecosistema porto-città.

Il tema dell’efficienza energetica nell’industria chimica

L’efficienza energetica è da tempo, e lo sarà nel futuro, uno dei pilastri delle misure di policy a livello internazionale volte al raggiungimento degli importanti obiettivi di politica climatica. Per l’Europa, notiamo, tuttavia, l’esistenza di artificiali complicazioni per la valutazione e la misura dell’efficienza energetica, a nostro avviso conseguenti all’eccessiva attenzione al livello dei consumi assoluti, che possono purtroppo derivare anche da fenomeni estranei all’efficienza stessa, come le variazioni del ciclo economico e del livello di attività.

Industria 4.0: incentivi per un uso efficiente delle risorse

L’industria è chiamata nei prossimi anni ad una profonda trasformazione, che investirà prodotti e servizi offerti, catene di valore e filiere, linee produttive e logistica. Tale cambiamento è necessario sia per rispondere alle sfide ambientali e sociali di questo millennio, sia per mantenersi competitivi nell’ambito della quarta rivoluzione industriale. L’uso efficiente delle risorse rappresenta uno dei paradigmi di questo passaggio a Industria 4.0 e può essere utile ricordare gli strumenti disponibili per le imprese per favorirne gli investimenti.

Partendo dalle misure di carattere più generale, si segnalano le agevolazioni fiscali dedicate all’industria: super ammortamento, iper ammortamento e relativa ulteriore maggiorazione

Il risparmio energetico secondo Sasol

Già da diversi anni, il tema del risparmio energetico è di estrema attualità ed è stato legato dapprima a tematiche esclusivamente economiche, mentre più di recente ha iniziato a presentare risvolti che coinvolgono anche aspetti ambientali ed ecologici. L’approccio migliore per ottenere il risparmio energetico non può che essere quello di ridurre i consumi.

Guidati da questo principio, Sasol Italy (divisione italiana di Sasol, società integrata internazionale per la realizzazione di prodotti chimici ed energia) ha intrapreso ormai da anni la strada dell’energy saving nei tre siti di Augusta, Terranova e Sarroch.

Tecnologie per l’efficienza energetica: il caso DFH

Una delle priorità della politica europea e nazionale in materia di energia è la razionalizzazione dei consumi energetici che coinvolge tutti i settori finali di consumo. Per il settore industriale e per quello terziario e civile, dotarsi di tecnologie produttive e impiantistiche più sostenibili può indubbiamente consentire un significativo risparmio di energia.

Tra queste rientra a pieno titolo l’innovativo sistema di recupero del calore DFH (Don’t Forget Heat), brevettato in Italia e applicabile ad impianti frigoriferi esistenti o di nuova costruzione.

La piattaforma SPiCE3: condividere per migliorare

Il Progetto SPiCE3 (Sectoral Platform in Chemicals for Energy Efficiency Excellence), cofinanziato dallo strumento IEE (Intelligent Energy Europe) dell’Unione Europea,  è coordinato dalla Federazione Europea dell’Industria Chimica (CEFIC), finalizzata a tutelare la competitività del settore in Europa sostenendo l’impiego efficiente e responsabile dell’energia, nonché attraverso l’organizzazione di conferenze internazionali, workshop e la realizzazione di un’efficiente piattaforma online contenente informazioni e tecnologie di riferimento (best practices).

Efficienza energetica dell’industria: l’esperienza di Porsche nel settore automotive

Si parla sempre più spesso di Industria 4.0: una quarta rivoluzione industriale, dopo quella dell’energia idroelettrica e del vapore (XVIII secolo); quella dell’elettricità e della produzione di massa (XIX secolo) e quella dell’automazione e in particolare dell’elettronica e dell’informatica (XX secolo). Cos’è l’Industria 4.0, in cosa si caratterizza, e quali importanti novità apporterà al sistema industriale e non solo?

L’Industria 4.0 è la nuova rivoluzione data dalla penetrazione di internet e dell’iperconnettività delle imprese e delle filiere a cui appartengono.

Rigenerazione di nuova generazione

Se non è ancora una necessità della Politica, ancor prima che la terra tremasse, è diventata una urgenza della Comunità, civile e imprenditoriale, quella di intervenire sul patrimonio costruito con sguardi, metodi e approcci di nuova generazione rispetto alla tradizione edilizia ed energetica.

A volte si cercano buone risposte, mentre altre volte diventa vitale cercare le “buone domande”. In una stagione di grandi contrazioni, ma anche di profonde trasformazioni, vorremmo sottrarci alla tentazione “illuministica” di conoscere le soluzioni alla complessa sfida di intervenire sul patrimonio immobiliare italiano e prendere le mosse da una domanda primaria: perché non si riesce a tradurre in “politiche” e “azioni” la forte attenzione maturata sulla necessità di rigenerare i nostri immobili?

Efficienza degli edifici: su cosa intervenire?

L’efficienza energetica degli edifici costituisce una criticità e nello stesso tempo un obiettivo di primaria importanza per tutta la società moderna. Nel concetto di efficienza energetica, infatti, convergono numerose esigenze diverse ma egualmente importanti: il contenimento dei consumi, il risparmio economico connesso ai bassi consumi, un minore utilizzo di fonti fossili non rinnovabili, la riduzione dell’impatto ambientale sia in termini di emissioni inquinanti sia in termini di emissioni climalteranti, e non ultima la spinta verso soluzioni tecnologicamente avanzate e quella rivolta all’utilizzo di fonti rinnovabili.

Edilizia e riqualificazione energetica: obblighi e opportunità

Nell’ambito degli accordi di Parigi sul clima, l’UE si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) e a diventare "carbon neutral" entro il 2050. Intervenire per migliorare la prestazione energetica degli edifici contribuirà al raggiungimento di questo obiettivo, perché si stima che buona parte degli edifici esistenti in Europa sia altamente inefficiente, in costante invecchiamento e responsabile di circa il 40% dei consumi finali di energia e del 36% delle emissioni di anidride carbonica.

Fin dal 2002, il quadro normativo europeo in materia ha visto l’avvicendarsi di diverse direttive, di volta in volta recepite dai Paesi membri compresa l’Italia, tutte pensate per definire al meglio gli obblighi per contenere i consumi degli edifici; supportati, tuttavia, da specifiche forme incentivali.

L’approccio globale per l’efficienza energetica della Città Metropolitana di Milano

La vigente legislazione attribuisce alla Città Metropolitana di Milano l’attività istituzionale relativa al controllo dell’efficienza degli impianti termici civili, finalizzata al contenimento dei consumi energetici e alla limitazione dell’inquinamento atmosferico. Questa competenza, in capo al Settore Qualità dell’Aria, Rumore ed Energia – Servizio Efficienza Energetica, coinvolge ben 127 Comuni, con un parco di oltre 400 mila impianti, dei quali il 97% alimentato a gas naturale.

Uno degli elementi chiave per il raggiungimento degli obiettivi comunitari di risparmio energetico al 2030 è proprio quello di agire sul miglioramento delle performance energetiche degli edifici.

Ricostruzione dell’Aquila: intervista al Prof. Fabio Andreassi Coordinatore Commissione Urbanistica Ance

Nel mese di maggio 2017, l'associazione dei costruttori dell'Aquila ha sottoscritto una convenzione con il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per la redazione di alcune linee guida riguardanti gli interventi di ricostruzione post-sisma all’interno delle aree tutelate, in una coniugazione fra rispetto dei principi di salvaguardia ambientale e bioedilizia. Su cosa si fonda questa convenzione, quali sono i principi alla base e quali i risultati che si vogliono raggiungere?

Fra gli aspetti importanti alla base della Convenzione vi è l’autorevolezza che i due enti coinvolti reciprocamente si riconoscono, puntando ad interventi di ricostruzione che hanno elevate caratteristiche di compatibilità con il sistema dei valori dei luoghi, traducibili in specifiche scelte progettuali e selezione dei materiali. 

Intervista al Prof. Federico Testa, Presidente dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)

Negli ultimi tempi sembra che in Italia si preferisca parlare di efficienza energetica piuttosto che di energie rinnovabili. Perché?

Fino a poco tempo fa in Italia si parlava quasi esclusivamente di fonti rinnovabili e solo di recente l’efficienza energetica è entrata a pieno titolo nei temi rilevanti dello scenario energetico. Credo però che non debbano esserci contrapposizioni ma, piuttosto, che occorre valorizzare le qualità dell’efficienza, ovvero di essere energia ‘non consumata’ e di poggiare su tecnologie che a differenza di altre fonti per le quali siamo debitori verso l’estero, sono made in Italy. L’efficienza, quindi, è un potente motore di sviluppo per filiere industriali e produttive nazionali, di occupazione, reddito e benessere per il Paese.

SEN e decarbonizzazione: il punto di vista di Elettricità Futura

A cura dell'Ufficio Comunicazione di Elettricità Futura

La definizione di una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) è soprattutto un’occasione per individuare gli elementi più critici del settore energetico - in particolare del comparto elettrico - e mettere in chiaro le azioni necessarie per affrontarli correttamente. L’obiettivo principale della Strategia deve essere la decarbonizzazione dell’economia del paese, obiettivo che può essere raggiunto agendo lungo tre direttici.

In primo luogo, proseguendo con la decarbonizzazione della produzione di elettricità, attraverso lo sviluppo armonico e efficiente di fonti rinnovabili con meccanismi concorrenziali che consentano investimenti a costi sempre più competitivi. 

La SEN e la sfida del settore non-ETS

La bozza di Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente presentata dal MiSE e dal MATTM, come era prevedibile, è fortemente raccordata con gli obiettivi che l’Europa si è data al 2030 con il Piano Clima Energia nell’ambito dell’Unione per l’Energia, in termini di riduzione di CO2, percentuale di impiego di fonti rinnovabili e riduzione del consumo grazie a misure di efficienza energetica.

In particolare, per quanto riguarda la riduzione di CO2, il Piano fissa uno specifico obiettivo sia sulle emissioni dei settori ETS (-43% rispetto al 2005) sia sulle emissioni del non-ETS (-30%).

Mobilità, climatizzazione e efficienza degli edifici: come andrebbero affrontati nella SEN

Intervista al Prof. Edoardo Croci (Università Bocconi, IEFE)

Mobilità: sembra essere il fronte più caldo negli ultimi tempi, una contrapposizione tra i fronti petrolifero, elettrico e del gas. Nel breve medio termine il Ministero pare indicare una preferenza per il gas, relegando l’elettrico più sullo sfondo. Cosa può fare in questo senso la SEN?

Il fronte della mobilità e dei trasporti è uno dei settori chiave per raggiungere gli obiettivi internazionali previsti dall’Accordo di Parigi. La direzione che tutti i Paesi dovranno seguire, in primo luogo quelli sviluppati come l’Italia, è quella di andare verso una progressiva elettrificazione del parco circolante e parallelamente verso una maggiore produzione di elettricità da energia rinnovabili. Si tratta però di un percorso definito sul lungo periodo, con orizzonte 2030-2050. Nel breve-medio termine si possono seguire anche altre traiettorie: in Italia, il gas può rivestire un ruolo importante ed essere la strada più facile da percorrere da un punto di vista economico.

Certificati bianchi: il punto sullo schema

L’Italia ha tre schemi statali per l’incentivazione degli interventi di efficienza energetica: i certificati bianchi, le detrazioni fiscali e il conto termico. Gli ultimi due sono mirati agli edifici e specializzati rispettivamente sul settore privato e pubblico (per quanto il conto termico comprenda anche il privato per interventi legati alle fonti rinnovabili termiche, come solare termico, pompe di calore e caldaie a biomasse).

Efficienza energetica: una proposta inadeguata e punitiva

Le modifiche proposte dalla Commissione UE alla Direttiva 2012/27/UE  per adeguare l’obiettivo di efficienza energetica all’orizzonte 2030 e per estendere l’obbligo per gli Stati membri di realizzare un risparmio annuo dell’1,5% in relazione ai consumi finali di energia forniscono l’occasione per valutare i risultati delle politiche di miglioramento dell’efficienza energetica fin qui adottate in Italia e in Europa. Secondo gli Amici della Terra, che hanno prodotto un proprio documento, la proposta della Commissione, per i paesi più virtuosi come l’Italia, si rivela allo stesso tempo, inadeguata e punitiva.

Efficienza energetica: l'Italia ai primi posti

L’efficienza energetica è oggi considerata dall’Unione Europea come la priorità di azione per combattere i cambiamenti climatici. Per il 2020 è stato stabilito un obiettivo di riduzione dei consumi di energia primaria rispetto al tendenziale 2007 pari al 20%, a livello dell’intera UE; vediamo quale è lo stato dell’arte all’avvicinarsi della scadenza del 2020.

Innanzitutto occorre notare che l’economia italiana, nel suo complesso, presenta già un buon livello di efficienza energetica, in particolare nel settore industriale, come mostrato dalla sottostante figura, estratta dalla bozza di Strategia Energetica Nazionale presentata nel corso di una audizione parlamentare all’inizio di marzo.

'Energy Efficiency First'. Obiettivo raggiungibile?

Il tema dell’efficienza energetica “fare di più con meno”, dopo un’evoluzione iniziata negli anni ‘90, trova un assetto stabile con la Direttiva 27 del 2012 recepita in Italia con il d.lgs. 104 del 2014. L’idea di puntare su questa politica e di valorizzare il progetto dell’efficienza energetica come “fonte autonoma di energia” è poi divenuto uno dei 5 pilastri chiave della “Unione dell’Energia” lanciata dalla Commissione Juncker nel 2015. La politica in materia di efficienza coinvolge molte aree: da quella della prestazione energetica degli immobili pubblici e privati alle innovazioni riguardanti le imprese, agli standard relativi all’eco-design o alla informazione al consumatore con i sistemi di etichettatura. 

Il meccanismo dei certificati bianchi: il punto di vista di un operatore

Il sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE) – altrimenti noti come certificati bianchi - è sempre stato basato su un meccanismo di mercato e come tale soggetto a variabilità.

Già nei primi anni di funzionamento del meccanismo (2006 – 2008), anche in funzione del ricorso massiccio ad alcune schede standardizzate, i prezzi hanno subito forti cadute fino ad arrivare ad un valore di 35 euro/TEE. Negli anni immediatamente successivi e fino al 2015, il sistema sembrava aver trovato una certa stabilità, con prezzi medi intorno ai 105 euro/TEE. In questo periodo, il meccanismo incentivante dei TEE ha ricoperto un ruolo importante per lo sviluppo del settore dell’efficienza energetica in Italia, consentendo in particolare alle Energy Service Company italiane di riuscire ad offrire servizi sempre più specializzati soprattutto nel settore industriale. 

L'auto elettrica e l'industria dell'automobile

«Entro il mese di luglio del 1997 la Fiat sarà in grado di commercializzare un veicolo alimentato a metano; l’anno successivo ci saranno nuove auto elettriche e una vettura definita ibrida». Così si esprimeva – il 23 settembre 1996 – l’allora amministratore delegato di Fiat Auto, Roberto Testore, in occasione dell’inaugurazione del parcheggio di interscambio con vetture elettriche di Piazza Vittorio a Torino, dove 20 Panda Elettra potevano essere noleggiate da utenti torinesi e non.  

Testore continuava sottolineando come l’industrializzazione di questo tipo di veicoli sarebbe dipesa dalla creazione di un’adeguata domanda, allora quantificata in alcune decine di migliaia di unità l’anno. 

La crescita del car sharing elettrico in Italia: limiti e prospettive

Il settore del trasporti è attraversato da profonde trasformazioni che ne stanno rivoluzionando le prospettive sia lato produttori che consumatori. Le “rivoluzioni” in questione riguardano in particolar modo tre dimensioni: la crescita dei veicoli a trazione elettrica, gli ingenti investimenti per giungere all’auto a guida autonoma e la crescita dei servizi di mobilità in condivisione, che porta con sé un ripensamento anche della tradizionale separazione tra mezzo pubblico

Considerazioni sull'utilizzo esclusivo di un'auto elettrica in Italia nel 2017

E’ possibile nel 2017 in Italia muoversi esclusivamente in elettrico, abbandonando così i combustibili fossili, le loro emissioni nell’ambiente, l’angoscia dell’aumento dei prezzi dei combustibili? La risposta è, al solito, “dipende”. Dipende da molti fattori, quali la possibilità di ricaricare a casa propria, il tipo di utilizzo che si fa della vettura, la zona geografica di residenza. Di questi tre fattori, il primo è in realtà l’unico che deve necessariamente essere verificato se l’auto elettrica sarà la seconda auto di famiglia,

E-mobility in Italia: prospettive di crescita al 2020

Da gennaio a settembre 2016 sono state vendute in tutto il mondo circa 518.000 auto elettriche (sia BEV, ossia i modelli full electric, che PHEV, ossia i modelli ibridi plug-in), il 53% in più rispetto ai primi 3 trimestri del 2015 (in tutto il 2015 sono state vendute poco più di 550.000 unità). La crescita è ancora più accentuata se paragonata al 2014, anno in cui complessivamente sono state vendute 317.000 auto elettriche.

Mobilità elettrica: benefici ambientali ed energetici

La mobilità elettrica può garantire sostanziali benefici ambientali ed energetici, soprattutto in ambito urbano, e può costituire nel medio periodo un’importante leva per il conseguimento degli obiettivi che l’Italia condivide con l’Unione Europea dopo l’entrata in vigore del Protocollo di Parigi sul cambiamento climatico.

Il sistema dei trasporti si inserisce infatti nel più ampio target della decarbonizzazione assunto dall’Europa e dai paesi europei. Per raggiungere tale obiettivo, è necessario incrementare in maniera sostanziale il livello di elettrificazione dei consumi finali, in particolare nel settore termico e in quello – per l’appunto - della mobilità.

#primalefficienza: il motore del cambiamento

L’edizione 2016 del World Energy Outlook (WEO) è uscita in coincidenza temporale con la COP 22 di Marrakech e fornisce, fra l’altro, le informazioni essenziali per la valutazione degli accordi internazionali sul clima. Come nelle altre edizioni, il WEO 2016 analizza le prospettive di tutte le fonti energetiche al 2040. Tra queste, considera l’efficienza energetica come se fosse una fonte alternativa: l’unica che può ottenere simultaneamente obiettivi di tutela dell’ambiente, economici e di sicurezza energetica. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ribadisce che l’Accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre, è un importante passo avanti nella lotta contro il riscaldamento globale ma il raggiungimento degli obiettivi climatici più ambiziosi sarà estremamente impegnativo e richiederà un radicale "cambiamento nella velocità di implementazione del processo di decarbonizzazione e di miglioramento nei livelli di efficienza".  

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