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Biometano: un vettore energetico rinnovabile e versatile

Lo sfruttamento energetico delle biomasse è attuato in diverse forme. Tra queste, la produzione di energia elettrica sul posto a partire da biogas prodotto dalla digestione anaerobica ha assunto un ruolo di primo piano. Secondo recenti dati di Terna, la potenza efficiente lorda alimentata a biogas nel 2016 in Italia è stata pari a 1.424 MWel (8.258 GWh annui generati), valore che colloca il nostro Paese al secondo posto in Europa, alle spalle della Germania.

Biogas e agricoltura: quale bilancio per l’Italia?

Il biogas in Italia ha certamente una storia tutta sua, fatta, come ogni buona storia, di luci e ombre e con un finale assai incerto. Di biogas si è cominciato a parlare solo negli ultimi 10 anni (soprattutto per quanto riguarda l’opinione pubblica) e specialmente in correlazione al settore agricolo. Nel resto dell’Europa, però, la sua storia ha origini più “antiche” e in Paesi come la Germania e l’Olanda, gli impianti cosiddetti “farm” si sono diffusi già 25 anni fa.

La filiera biogas/biometano: situazione e prospettive

Gli obiettivi dell’Unione Europea in materia di fonti rinnovabili sono ambiziosi sia per quanto riguarda gli usi energetici che per un loro utilizzo nei trasporti. Al 2030 il 27% del consumo finale lordo di energia dovrà essere prodotto da fonti rinnovabili; al contempo, le emissioni di CO2 dovranno ridursi del 40% entro il medesimo orizzonte temporale e dell’80% entro il 2050 rispetto ai valori registrati nel 1990.

Nel modenese la biomassa si trasforma in idrogeno e biometano

È italiano il primo impianto di biogas bi-stadio per la produzione di idrogeno e di biometano in Europa. La struttura è stata realizzata a Soliera (MO) dall’azienda Biogas Italia Srl, licenziataria del brevetto relativo al procedimento di digestione bi-stadio, depositato da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) e da CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

Biogas e biometano: una soluzione sostenibile

Sono numerose le esperienze nel nostro Paese che dimostrano quanti e quali vantaggi possano derivare dall’utilizzo delle bioenergie. Le molte aziende che oggi producono energia da biomasse solide, liquide e gassose sono la prova di come sia possibile utilizzare questo genere di impianti in completa compatibilità ambientale e territoriale. Certo, nel passato non sono mancati gli errori, dovuti anche alla mancanza di linee guida che hanno permesso la realizzazione di strutture che di sostenibile avevano ben poco.

Fonti rinnovabili e fonti fossili: concorrenza o sinergia?

L’energia, e in particolare l’energia elettrica, è uno dei beni più preziosi che abbiamo e che più ha contribuito alla diffusione di tecnologie che affrancano dal lavoro manuale e che permettono, sia pure in un contesto socio-politico complesso, livelli di benessere impensabili anche solo lo scorso secolo.

Negli ultimi venti anni, lo scenario della produzione di energia elettrica è cambiato drasticamente nell’Unione Europea. Qui più che altrove la società, e quindi la politica, hanno promosso una crescente valorizzazione delle fonti rinnovabili, che attualmente forniscono una quota considerevole dell’elettricità distribuita agli utenti.

Eolico e Oil&Gas: dalla terraferma alle acque profonde

Lo sfruttamento delle energie rinnovabili risale all’antichità, quando vento e correnti d’acqua hanno permesso all’uomo di solcare i mari ed azionare pompe e mulini. Tuttavia un’attenzione organica del mondo dell’industria e della ricerca è decisamente più recente.

Le prime ricerche sull’applicazione in larga scala dell’energia eolica cominciano nella metà degli anni ‘70 in campo aerospaziale (NASA), grazie agli sviluppi nello studio dei fenomeni aerodinamici e sull’onda dello shock petrolifero che in quegli anni aveva per la prima volta sollevato preoccupazioni legate alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico.

La tecnologia Oil&Gas per una Geotermia sostenibile e competitiva

“Guarda lontano e quando pensi di aver guardato lontano guarda ancora più lontano

Vivo da anni il mondo dell’energia e sono sempre stato estremamente curioso ed attento per ciò che accade in questo ecosistema. Tuttavia questo mese di novembre mi ha stupito per la particolare intensità di notizie ed avvenimenti che sottolineano ancora una volta quanto importante e delicato sia il nesso tra Energia e Clima.

Energia dalle onde del mare: sperimentazione di ISWEC a Pantelleria

Le onde marine costituiscono una delle fonti di energie rinnovabili più interessanti e distribuite sul globo. L’energia delle onde può essere considerata un derivato dell’energia solare, attraverso l’azione dei venti. Il livello di potenza per unità di lunghezza del fronte d’onda varia dai 25 kW/m nell’Europa del sud (Isole Canarie), fino a 75 kW/m delle coste irlandesi e scozzesi. Nel Mar Mediterraneo infine la potenza disponibile è ancora significativa e varia in un intervallo compreso tra 11 e 4 kW/m. Se consideriamo anche la potenza sfruttabile in acque profonde al largo delle coste europee, la stima delle risorse totali per l’Europa sale a 320 GW.

Idrocarburi vs Rinnovabili: un mito da sfatare

1) Il distretto petrolifero italiano e le sue eccellenze si trovano a fare i conti con una strategia energetica nazionale che non intende puntare sulla produzione domestica di idrocarburi e con accordi internazionali sul clima che spingono verso la riduzione delle fonti fossili. In questo scenario come si sta posizionando la filiera italiana dell’upstream? Quali sono le principali tecnologie su cui sta investendo?

Si sente spesso affermare che l’Italia è povera di risorse energetiche nazionali, mentre evidenze storiche, scientifiche e geologiche dimostrano che il nostro territorio ha, dopo il Mare del Nord, il più alto potenziale di scoperta di idrocarburi dell’Europa. 

Economia, energia, trasporti, emissioni. La Cina cambia pelle?

Intervista al Prof. Francesco Sisci, Università del Popolo della Cina

1) La Cina sta cambiando pelle: da un modello economico dominato dall’industria pesante e a controllo statale ad un modello più incentrato sui servizi e quindi a minor intensità energetica. Quali saranno i settori chiave dell’economia cinese in futuro? Quali le prospettive di crescita del paese?

La Cina mira a sviluppare un’economia basata sui consumi interni e i servizi, ad oggi meno sviluppati.

Reti e GNL: il modello di funzionamento secondo Anigas

Lo sviluppo di infrastrutture, mercato e logistica del GNL (Gas Naturale Liquefatto) apre prospettive fino a pochi anni fa inimmaginabili per quanto riguarda la diffusione e l’utilizzo del gas naturale in Italia.

La prossima implementazione di quanto definito dal decreto legislativo n. 257/2016 sulla realizzazione delle infrastrutture per combustibili alternativi (DAFI) e di quanto delineato dal Governo nel documento di consultazione sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) rappresentano le basi e aprono quindi la strada per un’importante crescita della filiera GNL, favorendo, allo stesso tempo, la metanizzazione di aree ancora non collegate alla rete (off grids), soprattutto la Sardegna.

GNL di piccola taglia: non solo trasporti

La principale vocazione del “GNL di piccola taglia” - dall’inglese Small Scale LNG - è certamente quella che lo vede impegnato come combustibile nei trasporti marittimi, terrestri pesanti, ferroviari (linee che non conviene elettrificare), missilistici (miscelato con l’ossigeno) e, forse in futuro, nei droni. Le sue performance in termini di efficienza energetica e impatto ambientale lo rendono preferibile ai derivati del petrolio, la sua sicurezza e accessibilità lo rendono un possibile concorrente dell’elettrico targato eolico e solare.

Ecologico ed economico: il GNL “sbarca” in Trentino

Il Gruppo Dolomiti Energia ha inaugurato da qualche mese un impianto multiutenza alimentato con Gas Naturale Liquefatto (GNL). Si tratta della prima esperienza italiana di questo tipo, al servizio di più utenze. E’ un impianto costituito da un serbatoio di Gas Naturale Liquefatto, un sistema di gassificazione e una rete di distribuzione locale, che soddisfa il fabbisogno energetico di abitazioni, aziende e hotel nel comune trentino di Molveno.

Lo sviluppo del GNL in Italia: gli aspetti tecnici

A livello internazionale, il GNL (Gas Naturale Liquefatto) è una realtà consolidata e in alcune aree del mondo – ad esempio Giappone, Australia, USA- è una risorsa in continua espansione, sia in termini di capacità di liquefazione che di importazione.

Anche nell’Unione Europea, l’utilizzo del gas naturale in questa forma si sta recentemente affermando per ragioni di economicità, con le dinamiche mondiali dei prezzi che rendono accessibile questo vettore energetico;

Le energie rinnovabili all’insegna della circolarità

Come leggere i flussi energetici in termini di economia circolare? Da un lato abbiamo i combustibili fossili che rappresentano il paradigma del modello lineare usa e getta. Il loro impiego, infatti, genera emissioni che, oltre alle conseguenze locali, sono direttamente responsabili della principale emergenza ambientale planetaria, quella del cambiamento climatico. Anche il nucleare presenta notevoli criticità nella chiusura dei cicli, come ci ricordano i problemi legati allo smantellamento delle centrali e al confinamento per decine di migliaia di anni delle scorie radioattive.

L’approccio circolare di HERA

Ripensare radicalmente i processi di produzione industriale e contribuire ad un cambio di mentalità che porti a vedere nei rifiuti nuove risorse continuamente riutilizzabili. Sono questi i presupposti fondamentali su cui si basa la transizione verso un modello di economia circolare, fondamentale per “estendere” la vita di materie prime e risorse naturali attraverso il riciclo, il riuso, una maggiore durata dei prodotti (per il tramite di una progettazione più efficace che ne favorisca la riparabilità) e grazie alla condivisione.

Pellet e legna: senza manutenzione si inquina di più

Il peso del riscaldamento domestico nel bilancio delle emissioni inquinanti è ormai ben noto e generalmente accettato. Le ragioni sono da ricercarsi nella sua capillare diffusione, che si estende dalla grande città al piccolo paese di montagna; emerge spesso che proprio nelle aree lontane da insediamenti industriali o dagli effetti del traffico i livelli di inquinamento dell’aria siano tutt’altro che trascurabili.

D’altro canto, non tutti i combustibili impiegati inquinano allo stesso modo: i dati ISTAT (2014) ci dicono che più del 70% delle famiglie italiane usa il metano per riscaldarsi ma il contributo preponderante alle emissioni, in special modo di PM10, è da attribuirsi all’utilizzo domestico delle biomasse (stufe e caminetti che impiegano legna da ardere e pellet).

Qualità dell’aria nelle città: come intervenire?

L’inquinamento dell’aria nelle nostre città continua a fare vittime, e non poche, nonostante i miglioramenti registrati in molte aree del mondo, a cominciare dall’Europa. Numeri che portano a considerare questo fenomeno una vera e propria pandemia, come è stata chiamata nella ricerca della Fondazione per lo sviluppo sostenibile presentata da meno di un mese “La sfida della qualità dell’aria”. Nel mondo ogni anno milioni di persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico e 9 persone su 10 vivono in luoghi con livelli di inquinamento più alti di quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Europa i tre inquinanti a maggiore criticità – particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono – annualmente sono responsabili di oltre mezzo milione di decessi prematuri, più di 20 volte il numero delle vittime di incidenti stradali.

Biomasse ed effetti sulla salute nei paesi sviluppati

Nell’Unione Europea, il crescente consumo di biomassa per il riscaldamento degli ambienti domestici – ma più in generale anche per la produzione di energia - è ascrivibile sia a politiche di risposta al cambiamento climatico che favoriscono il ricorso a fonti di energia rinnovabile che, in alcuni casi, a ragioni di convenienza economica, specie laddove si rilevano condizioni di povertà energetica e la materia prima può essere raccolta a livello locale. Tuttavia, questo aumentato e crescente utilizzo è fonte di preoccupazione per via del rilevante contributo della biomassa alle emissioni di particolato (PM -Particulate Matter) rilasciate durante la combustione e ritenute pericolose per la salute umana.

Un mix energetico più sostenibile per combattere l’inquinamento domestico

Il gas si conferma la principale fonte per l’uso riscaldamento, tanto in Italia quanto in Europa. Se nel nostro paese, o più in generale nel Vecchio Continente, la scelta è prevalentemente di natura tecnologica e/o economica, altrove il tema assume anche una dimensione sociale. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, il numero di persone prive di accesso a servizi energetici moderni è ancora molto elevato e negli anni a venire il gas – insieme a GPL, elettricità e nuove rinnovabili – potrebbe assumere un ruolo determinante nella riduzione della povertà energetica. 

Biomasse: più controlli e meno incentivi. Intervista a Francesco Franchi, presidente di Assogasliquidi/Federchimica

Secondo i risultati del recente studio Innovhub, è stato confermato l’impatto negativo in termini ambientali e sanitari degli impianti alimentati a biomassa legnosa per l’utilizzo nel settore del riscaldamento, a fronte di performance positive dei combustibili gassosi. Il riscaldamento a gas è quindi la soluzione migliore per le famiglie italiane?

Lo studio di Innovhub presentato a Milano il 23 ottobre ha ulteriormente indicato con dati tecnici alla mano il forte contributo negativo delle biomasse all’inquinamento atmosferico, con i conseguenti danni per la salute umana.

Il futuro dell’elettricità spiegato in sei punti

Elettricità Futura ritiene che lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, unitamente all’evoluzione tecnologica, alla dismissione degli impianti termoelettrici più inquinanti ed allo switch dal carbone a gas naturale, consentiranno una radicale decarbonizzazione del settore energetico italiano, garantendo al contempo sicurezza degli approvvigionamenti e competitività.

Lo scenario al 2030 sarà determinato dall’effetto simultaneo di diversi fattori che delineeranno un processo di transizione in grado di valorizzare i punti di forza del nostro settore elettrico. 

Sistemi di accumulo e smart grid: quale evoluzione?

Il sistema elettrico da alcuni anni sta vivendo un’importante trasformazione, innescata dall’interesse verso le tematiche ambientali e lo sviluppo sostenibile, che ha spinto verso una sempre maggiore integrazione di generatori a fonti rinnovabili nella rete elettrica.

La struttura tradizionale del sistema elettrico è fortemente centralizzata e gerarchica: l’energia, prodotta da poche centrali di grande taglia, attraverso la rete di trasmissione, viene portata alla rete di distribuzione, per essere utilizzata dai carichi che sono sostanzialmente passivi.

Dissalazione: una risposta alla crisi idrica?

Una possibile soluzione per far fronte alla sempre crescente domanda idrica e al deterioramento quali-quantitativo delle tradizionali fonti di approvvigionamento - oltre/dopo/insieme aver messo in campo azioni di aumento dell’efficienza distributiva e di contenimento della domanda - è quella di ampliare l’offerta idrica facendo ricorso a fonti “non convenzionali” quali quelle connesse al riuso e alla dissalazione. Del resto, mari e oceani rappresentano la principale riserva di acqua nel globo e, negli ultimi anni, la possibilità di accedervi è significativamente aumentata in ragione dell’evoluzione nei processi tecnologici connessi e delle accresciute complessità ambientali nel reperire nuove fonti di approvvigionamento idrico.

GST4Water: per un consumo idrico più sostenibile

Monitorare, elaborare, recuperare e valutare. Su queste quattro parole d’ordine si gioca la futura sostenibilità dei consumi idrici. Le stesse che rappresentano i cardini del GST4Water - Green Smart Technology for Water, un progetto di ricerca delle Università di Ferrara, di Bologna e di Enea che punta ad introdurre una serie di innovazioni nel settore dell’acqua in chiave di sostenibilità. L'obiettivo è quello di sperimentare alcune soluzioni orientate al risparmio, attraverso l'introduzione di nuove tecnologie in ambito ICT (Information and Communication Technology), per rendere i cittadini più consapevoli e attenti ai propri comportamenti di consumo dell'acqua.

Finanza verde e assicurazioni: quale legame?

Con l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il settore delle tecnologie low-carbon è destinato a crescere notevolmente nei prossimi anni, fornendo un’importante occasione di sviluppo per le imprese. Ciò potrà avvenire non soltanto dal lato dell’offerta delle green technologies (mediante, cioè, la creazione di nuove opportunità di business per le imprese che volessero produrle) ma anche da quello della domanda. Le tecnologie low-carbon, infatti, sono al centro di quella che può essere definita come la “quarta rivoluzione industriale” e pertanto, l’investimento in tale comparto potrà determinare per le imprese un importante vantaggio competitivo nei confronti dei propri competitors sia mediante un uso più efficiente (e, quindi, meno costoso) delle risorse impiegate nei processi produttivi, sia in termini di una rinnovata immagine nei confronti dei propri clienti.

Rinnovabili e copertura assicurativa: la polizza ideale

È noto come la spesa assicurativa sia una delle principali voci di costo per una società proprietaria di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Spesa che annualmente si cerca di rivedere ed ottimizzare al fine di abbattere gli OPEX (costi operativi e di gestione) dell’investimento in corso. Parliamo prevalentemente di prodotti assicurativi definiti Operational All Risks (OAR). Questa tipologia di assicurazioni garantisce la società proprietaria dell’impianto da eventuali danni diretti che dovessero colpire l’impianto, dai conseguenti danni indiretti per la mancata produzione di energia fino al ripristino, e dalle responsabilità civili verso terzi derivanti dalla proprietà e dalla conduzione dell’asset.

Le assicurazioni alla prova del rischio climatico: intervista a Luca Raffellini

A livello globale sta aumentando la sensibilità degli investitori istituzionali alle tematiche ambientali e al cambiamento climatico. Come si sta muovendo il settore assicurativo?

In linea generale, la consapevolezza dei grandi gruppi assicurativi riguardo alle tematiche ambientali è in crescita. Tuttavia, occorre fare una distinzione e capire che le compagnie assicurative svolgono un doppio ruolo in tema di investimenti finanziari: un ruolo attivo, dal momento che rientrano a pieno titolo tra gli stessi investitori istituzionali; un ruolo passivo, se si considera che le stesse possono essere a loro volta oggetto di investimento.

Emilia Romagna: un modello di sviluppo esportabile

Il futuro dell’energia è il futuro del pianeta. La green economy è la chiave con cui vogliamo costruire un territorio sostenibile, creare posti di lavoro e benessere. Per questo motivo, l’Emilia-Romagna ha partecipato in modo attivo all’Expo 2017 di Astana che ha avuto come tema l’Energia del Futuro. Nel corso della missione istituzionale e imprenditoriale, che si è svolta dal 3 al 5 settembre, ci siamo potuti confrontare a tutto campo sulla direzione da intraprendere e siamo stati confortati nel verificare come il nostro territorio sia ben posizionato per tutti gli aspetti che riguardano la ricerca energetica.

Ravenna Green Port: verso un porto più sostenibile

I porti giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del territorio e il loro stato di salute ha importanti ricadute anche sull’economia nazionale. Il porto di Ravenna è uno dei principali motori di sviluppo socio-economico del territorio ravennate e regionale, essendo sia un porto industriale sia un luogo di aggregazione per lo svolgimento di molteplici attività con ricadute sociali. Da questi presupposti è nato il Ravenna Green Port, un progetto che coinvolge ricerca, istituzioni e industria per tracciare una rotta condivisa di azioni partendo da tre temi strategici: mobilità e sostenibilità energetica nell’area portuale, ecosistema porto-città.

Il Polo Ravennate dell’offshore: estrazione e innovazione a braccetto

La partecipazione al meeting di Astana, nell’ambito della missione organizzata dalla Regione Emilia Romagna guidata dall’assessore Palma Costi, ha rappresentato un’importante occasione per illustrare a personalità del governo del Kazakistan, ad associazioni imprenditoriali e gruppi aziendali come Ravenna operi nel settore offshore.

Bonatti: da Parma le soluzioni per l’industria petrolifera kazaka

5.000 km, tre mari, un continente. Queste le distanze che separano Italia e Kazakhstan. Distanze che sembrano tuttavia irrisorie se si guarda ad un altro tipo di dati, quelli economici. Nel solo 2016, infatti, l’Italia ha esportato nel paese asiatico beni e servizi per un totale di 842 milioni di euro, perlopiù macchinari e attrezzature per l’industria.

Emilia Romagna ed energia: l’Italia che non ti aspetti

Quando si discute di smart energy e green technology, come è successo ad Astana in Kazakistan ai primi di settembre, spesso tra i protagonisti ci sono l’Emilia-Romagna e le sue imprese. Non significa certo che la nostra Regione abbia l’esclusiva su questi temi, anzi, ma è sicuramente una di quelle in cui concetti come innovazione tecnologica e utilizzo di un mix energetico formato da rinnovabili e gas naturale - cioè il combustibile fossile più ‘pulito’ - sono da tempo elementi fondanti del suo modello di sviluppo.

La crescita delle start-up energetiche in Italia

Sarà perché l'andamento dell’economia è sì in ripresa ma non certo “in spolvero”, sarà perché il mondo pare cambiare più velocemente del passato, sarà perché fa scena ma le start-up continuano a fare notizia.

Un’attenzione che trova riscontro in un quadro normativo organico – la cui cornice è data dalla Legge 221/2012 – volto a favorire la nascita e la crescita dimensionale di nuove imprese innovative ad alto valore tecnologico.

Accumuli elettrochimici e digitalizzazione rivoluzionano il settore energetico

Stiamo assistendo all’irruzione nel settore energetico di due “disruptive technologies” - l’accumulo elettrochimico e la digitalizzazione - che modificheranno radicalmente sia le attuali modalità di gestione del mercato elettrico, sia l’assetto della mobilità.

Ad esempio, la realizzazione di una “smart home” che integri sicurezza, entertainment ed energy management, come pure l’offerta alle imprese industriali di servizi che ne migliorino sostanzialmente l’efficienza energetica - entrambi conseguibili avvalendosi delle nuove tecnologie di misura e di comunicazione - possono rappresentare un valore aggiunto, che facilita la fidelizzazione del cliente.

Energy Community: verso un nuovo paradigma energetico possibile per l’Italia

Il settore dell’energia è da tempo in una fase di profonda transizione. Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ed efficienza, unito ad una forte innovazione tecnologica, sta infatti portando ad una rivoluzione della catena del valore e all’affermarsi di nuovi paradigmi di consumo e produzione, incentrati sulla generazione diffusa e su sistemi intelligenti di connessione e scambio con la rete.

Batterie a flusso: la soluzione organica di Green Energy Storage

Cleantech, climate change, green economy.  In passato queste parole hanno significato soprattutto energie rinnovabili, pannelli fotovoltaici, impianti eolici, geotermico e chi più ne ha più ne metta.

Parlarne oggi significa però parlare soprattutto di sistemi di storage, sistemi cioè che consentono di accumulare l’energia prodotta attraverso fonti rinnovabili così da poterla utilizzare con flessibilità, riducendo i costi di sistema e consentendo l’indipendenza energetica dalla rete.

Nectaware: prevedere i consumi di energia in tempo reale

La start-up ha creato “E4Sight”, il primo software in Europa che prevede i consumi di energia grazie all’intelligenza artificiale. La piattaforma è anche un’app per smartphone.

Un software capace di prevedere i consumi di energia, attraverso lo studio delle abitudini umane di fronte al variare di fenomeni esterni. Grazie a un algoritmo che, sfruttando l’intelligenza artificiale, analizza big data in tempo reale, riuscendo a predire l’elettricità che consumiamo ogni giorno.

 

Il tema dell’efficienza energetica nell’industria chimica

L’efficienza energetica è da tempo, e lo sarà nel futuro, uno dei pilastri delle misure di policy a livello internazionale volte al raggiungimento degli importanti obiettivi di politica climatica. Per l’Europa, notiamo, tuttavia, l’esistenza di artificiali complicazioni per la valutazione e la misura dell’efficienza energetica, a nostro avviso conseguenti all’eccessiva attenzione al livello dei consumi assoluti, che possono purtroppo derivare anche da fenomeni estranei all’efficienza stessa, come le variazioni del ciclo economico e del livello di attività.

Il risparmio energetico secondo Sasol

Già da diversi anni, il tema del risparmio energetico è di estrema attualità ed è stato legato dapprima a tematiche esclusivamente economiche, mentre più di recente ha iniziato a presentare risvolti che coinvolgono anche aspetti ambientali ed ecologici. L’approccio migliore per ottenere il risparmio energetico non può che essere quello di ridurre i consumi.

Guidati da questo principio, Sasol Italy (divisione italiana di Sasol, società integrata internazionale per la realizzazione di prodotti chimici ed energia) ha intrapreso ormai da anni la strada dell’energy saving nei tre siti di Augusta, Terranova e Sarroch.

Tecnologie per l’efficienza energetica: il caso DFH

Una delle priorità della politica europea e nazionale in materia di energia è la razionalizzazione dei consumi energetici che coinvolge tutti i settori finali di consumo. Per il settore industriale e per quello terziario e civile, dotarsi di tecnologie produttive e impiantistiche più sostenibili può indubbiamente consentire un significativo risparmio di energia.

Tra queste rientra a pieno titolo l’innovativo sistema di recupero del calore DFH (Don’t Forget Heat), brevettato in Italia e applicabile ad impianti frigoriferi esistenti o di nuova costruzione.

Efficienza energetica dell’industria: l’esperienza di Porsche nel settore automotive

Si parla sempre più spesso di Industria 4.0: una quarta rivoluzione industriale, dopo quella dell’energia idroelettrica e del vapore (XVIII secolo); quella dell’elettricità e della produzione di massa (XIX secolo) e quella dell’automazione e in particolare dell’elettronica e dell’informatica (XX secolo). Cos’è l’Industria 4.0, in cosa si caratterizza, e quali importanti novità apporterà al sistema industriale e non solo?

L’Industria 4.0 è la nuova rivoluzione data dalla penetrazione di internet e dell’iperconnettività delle imprese e delle filiere a cui appartengono.

Shell Eco-marathon: vince chi consuma di meno

E’ possibile viaggiare tre volte intorno all'Equatore con lo stesso quantitativo di carburante che un Concorde utilizza per raggiungere la fine della pista di decollo? Sembrerebbe di sì, stando a quello che si è visto sulle strade di Londra. Si tratta della Shell Eco-marathon, la gara automobilistica che premia i veicoli in grado di percorrere la maggior distanza possibile con il minor impiego di carburante. Oltre 170 team provenienti da università e scuole superiori, quasi 30 Paesi europei coinvolti, circa 25.000 visitatori. Questi i numeri della 33° edizione europea che si è tenuta al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra dal 25 al 28 maggio 2017, e che ha mostrato al mondo intero cosa ci aspetta in futuro in termini di efficienza energetica nei trasporti.

ENGIE: portare l’energia a chi non ce l’ha

Nelle ultime decadi, l’impegno nel sociale di un’azienda è passato dal solo finanziamento di un’iniziativa alla realizzazione di progetti più strutturati, anche di lungo periodo.

Nel tempo, si sono affermati programmi di Responsabilità sociale di Impresa (RSI) sempre più efficaci e più attenti alle esigenze dei rispettivi destinatari. Sono quelli che rivestono una duplice caratteristica: sono in linea con le esperienze concrete dell’impresa nella propria area di attività economica; nascono e sono condotti su una spinta interna, dettata dall’altruismo spontaneo di dipendenti e collaboratori.

Petrolio e frutteti: la storia di Chevron e il Cawelo Water District

Pistacchi, mandorle, agrumi…petrolio. Quella che sembrerebbe una ricetta di pessimo gusto è invece il possibile titolo di una storica alleanza che va in scena ogni giorno da quasi vent’anni in California, dove l’acqua associata all’estrazione petrolifera viene riciclata per irrigare le coltivazioni agricole limitrofe. Ma facciamo un passo indietro.

Nella contea di Kern, in California, fu scoperto nei primissimi anni del Novecento un mega giacimento di petrolio che prese il nome di Kern River e che contribuì al boom petrolifero a stelle e strisce.

Awango by Total: energia alla portata di tutti

lluminare il quotidiano delle popolazioni che non hanno accesso all'elettricità. È questo il senso di un importante investimento sociale di Total che dal 2011 fornisce energia elettrica alle popolazioni che ne sono ancora prive. Nel concreto, l’offerta “Awango by Total” include una gamma completa di lampade e kit solari, destinati ad un uso casalingo, vendute ad un prezzo accessibile alle famiglie che non possono accedere alla rete elettrica nazionale.

ExxonMobil e la promozione delle materie STEM

Quello dell’energia è un mondo complesso. Rispondere al crescente fabbisogno energetico in maniera responsabile sotto il profilo economico, sociale ed ambientale, è una grande sfida per la quale saranno necessari i migliori ingegni e importanti progressi in campo tecnologico. La ExxonMobil, la più grande compagnia energetica internazionale quotata in Borsa, riconosce infatti che lo sviluppo e la crescita economica a livello mondiale sono strettamente legati alla disponibilità di personale altamente qualificato, specialmente nel campo della Scienza, della Tecnologia, dell’Ingegneria e della Matematica, le cosiddette materie STEM.

Carbon Capture and Storage: un contributo alla riduzione della CO2?

Dicembre 2015 è stata una tappa fondamentale nella roadmap dei cambiamenti climatici: è la data in cui ben 196 paesi del mondo hanno concordato la necessità di limitare l'aumento del riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius (°C) rispetto ai livelli pre-industriali. Quello che ancora non si conosce è la strategia che ciascun paese adotterà per abbattere le emissioni di CO2 e mantenere l’aumento di temperatura, se possibile, entro i 1,5°C. 

Quale futuro per la 'bestia nera' dell'energia?

Il carbone è letteralmente la “bestia nera” dell’attuale fase storica dell’energia, dopo essere stato la prima fonte d’energia commerciale ed elemento fondante della civiltà industriale e del moderno vivere consentendo, ad esempio, di mettere i vetri a tutte le case; di innalzare il reddito reale pro-capite; di rivoluzionare, come stupendamente narrato da Carlo Maria Cipolla, “il sistema dei beni impiegati dall’uomo, che per quasi l’ottanta per cento proveniva dal regno animale e vegetale e solo circa il venti per cento dal regno minerale”. La sua importanza storica non ne cancella, tuttavia, i problemi d’oggi legati all’inquinamento dell’atmosfera, né – all’opposto - il fatto che contribuisca al bilancio energetico mondiale per una percentuale prossima al 30% e che le previsioni di consenso, come quella dell’Agenzia di Parigi nel suo scenario di riferimento denominato ‘New Policies”, la vedano all’orizzonte del 2040 solo in parziale riduzione: al 23%.

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