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L’innovazione guida l’avanzata dell’economia solare

Per comprendere l’innovazione che ha riguardato la tecnologia del fotovoltaico, quella che converte direttamente la luce del sole in elettricità senza alcuna parte in movimento, rumore od emissioni di qualsiasi natura, sono sufficienti due numeri: 15 e 5. Sono i grammi di silicio richiesti per produrre 1 W in condizioni di test standard con una cella solare in silicio cristallino, rispettivamente, nel 2005 e nel 2013.

Renewable gas used in existing gas infrastructure enables a cheaper energy transition

A major redesign of the energy system is required to achieve the Paris Agreement target of limiting global temperature increase to well below 2°C (B2DS). To meet the climate change target, it is sometimes argued that Europe should abandon the gas grid, stop the use of gas, and focus on an all-electric energy system. In addition to being a challenge to implement, analysis by Ecofys, a Navigant company, shows that the optimal energy transition combines renewable electricity with renewable gas, using existing gas infrastructure.

Decarbonizzazione meno costosa grazie al gas rinnovabile

Per raggiungere l’obiettivo dell'Accordo di Parigi che punta a contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C (B2DS), è necessaria una massiccia ridefinizione dell’odierno sistema energetico. Per soddisfare gli obiettivi climatici, alcuni sostengono sia necessario che l’Europa abbandoni la rete del gas e l’utilizzo di questa fonte per concentrarsi interamente sullo sviluppo di un sistema energetico elettrico.

Il futuro del gas tra decarbonizzazione e complessità del sistema energetico

Dopo anni di marginalizzazione, il gas naturale sta conoscendo una nuova fase espansiva in Europa. Complici l’abbondanza di GNL e gas russo, che ne hanno abbassato il prezzo d’importazione, e l’aumento dei prezzi del carbone, concorrente nel settore elettrico, il consumo di gas in Europa è cresciuto a 491 miliardi m3 nel 2017. Grazie a questa rimonta, il gas arriva oggi a coprire quasi un quarto del fabbisogno energetico comunitario, il dato più alto dal 2010.

Prospettive di penetrazione del biogas/biometano in Italia

La transizione energetica verso fonti rinnovabili, già percepita nel settore elettrico grazie allo sviluppo del fotovoltaico e dell’eolico, si sta progressivamente estendendo ad altre fonti dal potenziale “bio” ancora inespresso, che tanto possono dare in ottica di decarbonizzazione e di raggiungimento degli obiettivi sovranazionali. Tra queste vi è il biometano che, a seguito degli ultimi sviluppi sia della normativa primaria - con l’uscita del nuovo decreto 2 marzo 2018 per la promozione dell’utilizzo del biometano nei trasporti -  sia della normativa tecnica di settore - con le norme CEN che hanno concluso il mandato M/475 sulla qualità - risulta finalmente pronto a dare il proprio contributo green nel processo di sostituzione dei carburanti tradizionali.

Evoluzione delle tecnologie energetiche e cambiamento climatico

Le previsioni sull’evoluzione del clima terrestre costituiscono una noce dura da rompere, poiché si riferiscono ad un sistema di grande complessità soggetto ad una continua trasformazione. La loro analisi riveste ovviamente grande importanza per l’individuazione di adeguati percorsi di sviluppo concernenti l’impiego dell’energia da parte dell’uomo, con un flusso che attualmente ammonta a circa 16 TW e con un aumento annuo di circa il 10%. Il consumo energetico è infatti il principale responsabile dell’emissione dell’anidride carbonica che si accumula nell’atmosfera.

Perché oggi dire addio ai carburanti liquidi e al diesel sarebbe velleitario e non aiuterebbe l’ambiente

Negli ultimi tempi, soprattutto all’indomani della sentenza del Tribunale Federale tedesco di Lipsia, sia tra gli stakeholder che sui media tradizionali e sui social, si sono moltiplicate le posizioni favorevoli all’introduzione di divieti di circolazione per le auto diesel nelle città. In prima linea si sono schierati anche molti sindaci, di città piccole e grandi, che sperano di trovare in questi divieti una possibile risposta ad un problema, quello della qualità dell’aria, che li vede esposti in prima persona, dando per certa la fine dei motori diesel a vantaggio di una mobilità completamente elettrica.

Roma senza diesel: che senso ha?

Per parafrasare Roberto Benigni in “Johnny Stecchino”, Roma ha una piaga terribile: il traffico. Tutti i sindaci che sono saliti al Campidoglio si sono trovati alle prese con la congestione delle strade della Capitale, disegnate per accogliere bighe e lettighe, ma un po’ meno adatte a pullman e tir. Tra divieti alla circolazione e domeniche ecologiche, la Sindaca Raggi, però, si è sforzata di superare in ambizione tutti i suoi predecessori.

Numeri ed errate percezioni sull’automobile

Il futuro, si sa, è sempre diverso da come lo si immagina. Eppure, sull’automobile e sulla sua evoluzione, complice anche molta semplificazione giornalistica, è diventato di gran moda sparare sentenze.

Parte di tale semplificazione, tanto ostentata quanto sciocca, potrebbe essere spiegata con l’evoluzione stessa del mondo dell’informazione, sovente costretto a finanziarsi con notizie acchiappa click, che a loro volta dovrebbero portare se non laute, almeno mirate inserzioni pubblicitarie.

2017: l’annus horribilis per il diesel europeo ma l’Italia fa eccezione

Se si osservano le immatricolazioni dell’ultimo anno, la crisi del diesel appare evidente. I dati del 2017 dimostrano, infatti, come quello che una volta era il carburante preferito dagli europei stia lentamente scomparendo dalle strade di alcuni mercati chiave. Tutto è cominciato con lo scandalo legato ad una singola casa automobilistica, che presto è diventato un affare istituzionale finendo per coinvolgere tanto le autorità locali quanto i governi nazionali. I dati raccolti dalla JATO nel 2017 non fanno che confermare un quadro piuttosto negativo per i motori diesel in Europa.

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